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TEMPLARI

La fine dei cavalieri di Cristo
(1291-1314)

 

cavalieri templari

 

"I templari sono soldati eccellenti. Vestono bianche clamidi su cui spicca una croce rossa, e quando si recano in battaglia procedono in silenzio, tenendo alto dinanzi a sé uno stendardo di due colori detto baussant.

Il loro primo attacco è il più terribile. Al comando del loro maestro sono i primi a lanciare la carica e gli ultimi a ritirarsi. Quando pensano sia giunta l'ora di combattere e la tromba ha suonato, cantano in coro il salmo di Davide "Non nobis Domine", chinandosi sul sangue e sulle teste dei nemici fino a costringerli al completo ritiro o ad annientarli.

Chiunque di loro e per qualsiasi ragione volga le terga al nemico, sopravviva ad una sconfitta o impugni le armi contro i cristiani, viene severamente punito: la clamide con la croce rossa, simbolo dell'appartenenza alla cavalleria viene strappata con ignominia; allontanato dalla comunità dei confratelli, per un anno intero mangia sul pavimento senza nemmeno una tovaglia. Se i cani lo molestano, non deve osare cacciarli".

Anonymous Pilgrim V.2, citato da Barber, La storia dei templari, Piemme, p. 209

 

 

LocalitÓ: Francia

Epoca: 1291-1314 d.C.

 



Indice

Riferimenti storici

Caduta di Acri

XXII - Thibaud Gaudin

XXIII - Jacques de Molay - Parte I (1292-1306)

XXIII - Jacques de Molay - Parte II (1306-1314)

Motivi del processo ai Templari

 


Rinvii

Templari - Dalla Terza Crociata alla battaglia di Gaza

Templari - Dalla nascita dell'Ordine del Tempio alla strage di Saladino

Deus vult: La Prima Crociata

Hattin: I Musulmani alla conquista del Regno di Gerusalemme

1187: Gli Occidentali espulsi da Gerusalemme

Mediterraneo: Da Yarmuk a Poitiers

Mediterraneo: Da Centumcellae al Garigliano

Mediterraneo: La Sicilia dagli Arabi ai Normanni

 



Riferimenti storici

 

Le Crociate

Nel VII secolo d.C., alla morte di Maometto, gli Arabi cominciarono ad invadere i territori dell'Impero Bizantino, in cui abitavano popolazioni di religione cristiana ed ebraica.

La Siria, il Libano, la Palestina e l'Egitto vennero progressivamente occupati da popolazioni di origine araba e di religione musulmana.

I cristiani o vennero sterminati, o vennero costretti all'emigrazione, o dovettero accettare di vivere in regime di minorità civile e politica.

Nell'arco di tre secoli i cristiani nei territori occupati scomparvero o divennero una piccola minoranza.

L'Impero Bizantino, sconfitto nella battaglia di Mazinkert nel 1071, mostrò chiaramente la propria incapacità a difendere i cristiani nelle zone controllate dagli Arabi.

I pellegrini che si recavano in Palestina per visitare i Luoghi Santi della vita di Gesù rischiavano la propria vita.

Il papa decise di organizzare un "pellegrinaggio armato" che riportasse la sicurezza in Palestina, sottraendola ai musulmani e costituendovi una enclave cristiana.

L'operazione ebbe successo. Nel 1099 i "pellegrini armati" entrarono in Gerusalemme. I cristiani poterono tornare a visitare la Terrasanta senza timore.

I "pellegrini armati", nella stragrande maggioranza, tornarono subito in Europa. Solo pochi cavalieri rimasero a presidiare la Palestina.

I musulmani ripresero a minacciare i cristiani. Alcuni cavalieri si posero volontariamente al servizio dei pellegrini per garantire la loro sicurezza. Questi cavalieri dettero origine all'Ordine del Tempio.

Per sostentare la missione della Militia Christi si raccolsero fondi in Europa. Vennero costituite delle organizzazioni per raccogliere sovvenzioni e per gestire i proventi degli investimenti che venivano effettuati. Il reddito veniva devoluto alla costruzione di fortezze in Palestina, all'acquisto di armi, vettovaglie e cavalli.

I Templari divennero una forza armata dedicata alla difesa della Palestina. La loro regola fu non chiedere mai quanti fossero i nemici, ma solo dove fossero. I Templari erano sempre pronti a sacrificare se stessi per la difesa della Terrasanta.

Per aiutare gli Stati cristiani in Palestina a difendersi dagli attacchi dei vicini Stati musulmani, periodicamente vennero organizzate delle missioni di soccorso dall'Europa. Queste missioni vennero denominate successivamente "Crociate".

Le Crociate principali, che ebbero luogo tra il 1096 e il 1270, furono le seguenti:

- Prima Crociata (1096-1099) - Costituzione del Regno di Gerusalemme

- Goffredo di Buglione, duca della Bassa Lorena (Armata franco-tedesca)

- Raimondo di Saint Gilles, conte di Tolosa (Armata della Francia del sud)

- Boemondo I d'Altavilla, conte di Taranto e di Bari (Armata italo-normanna)

- Seconda Crociata (1147-1149) - Dopo la distruzione del Principato di Edessa

- Luigi VII, re di Francia

- Corrado III, re di Germania

- Terza Crociata (1189-1192) - Dopo la vittoria di Saladino ad Hattin

- Federico Barbarossa, imperatore e re di Germania

- Riccardo Cuor di Leone, re di Inghilterra

- Filippo Augusto, re di Francia

- Quarta Crociata (1204) - Dirottata su Costantinopoli - Nascita dell'Impero Latino d'Oriente

- Baldovino, conte di Fiandra

- Quinta Crociata (1217-1221) - Verso l'Egitto

- Cardinal Pelagio, legato pontificio

- Giovanni di Brienne, re di Gerusalemme

- Andrea II, re d'Ungheria

- Leopoldo VI, duca d'Austria

- Sesta Crociata (1228-1229) - Senza combattimenti - Trattato di pace decennale

- Federico II, imperatore e re di Germania

- Settima Crociata (1248-1254) - Verso l'Egitto

- San Luigi IX, re di Francia

- Ottava Crociata (1270) - Verso Tunisi

- San Luigi IX, re di Francia

Nel 1291, con la caduta di Acri in mano ai musulmani, anche l'ultimo presidio cristiano in Palestina scomparve.

L'era delle Crociate, dopo due secoli di speranze e di sacrifici, era giunta al termine.

Pochi anni dopo i Templari finirono nel rogo acceso da Filippo il Bello, re di Francia.

 

Regno di Francia

Tra la caduta di Acri e la condanna dei Templari fu re di Francia:

- Filippo IV il Bello (1285-1314)

 

 

Regno di Inghilterra

Tra la caduta di Acri e la condanna dei Templari furono re di Inghilterra:

- Edoardo I (1272-1307)

- Edoardo II (1307-1327)

 

Sacro Romano Impero

Tra la caduta di Acri e la condanna dei Templari furono imperatori:

- Adolfo di Nassau (1291-1298)

- Alberto I d'Asburgo (1298-1308)

- Enrico VII di Lussemburgo (1308-1313)

- Ludovico il Bavaro (1314-1347)

 

Papato

Tra la caduta di Acri e la condanna dei Templari furono papi:

- Nicola IV (1288-1292)

- Celestino V (1294)

- Bonifacio VIII (1294-1303)

- Bendetto XI (1303-1304)

- Clemente V (1305-1314)

 

Regno di Sicilia

Tra la caduta di Acri e la condanna dei Templari furono re di Sicilia:

- Giacomo II d'Aragona (1285-1291)

- Federico II d'Aragona (1291-1337)

 

Regno di Napoli

Tra la caduta di Acri e la condanna dei Templari furono re di Napoli:

- Carlo II d'Angiò (1285-1309)

- Roberto d'Angiò (1309-1343)

 

Regno di Aragona

Tra la caduta di Acri e la condanna dei Templari fu re di Aragona:

- Giacomo II d'Aragona (1291-1327)

 

Regno di Cipro

Tra la caduta di Acri e la condanna dei Templari fu re di Cipro:

- Enrico II (1285-1324)

Amaury di Tiro fu reggente (1306-1310).

 

Regno di Armenia Minore (Cilicia)

Tra la caduta di Acri e la condanna dei Templari furono re di Armenia:

- Héthoum II (1289-1305)

- Thoros III, fratello di Héthoum, regnò nel 1293-1294 e nel 1296-1297

- Leon IV, figlio di Thoros, regnò nel 1304-1308

 

Persia

Tra la caduta di Acri e la condanna dei Templari furono sovrani di Persia i Mongoli:

- Gaykhatu (1291-1295)

- Baydu (1295)

- Ghazan (1295-1304)

- Oldjeytu (1304-1316)

 

Egitto

Tra la caduta di Acri e la condanna dei Templari furono sovrani di Egitto i Mamelucchi:

- al-Mansur Kalawun (1280-1290)

- al-Ashraf Khalil (1290-1293)

- al-Nasir Muhammad (1293-1294) - Prima volta

- al-Adil Katbugha (1294-1296)

- al-Mansur Ladjin (1296-1298)

- al-Nasir Muhammad (1298-1310) - Seconda volta

- al-Mansur Baybars II (1310-1311)

- al-Nasir Muhammad (1311-1341)- Terza volta

 

 



Caduta di Acri

Croce templare

Acri primavera 1291

Nell'estate del 1290 il sultano d'Egitto Kalawun decise di attaccare i crociati. Iniziò i preparativi. Il sultano morì. Gli succedette il figlio al-Ashraf Khalil che continuò a organizzare l'armata musulmana.

Nel marzo 1291 l'esercito mamelucco venne avviato da Khalil verso Acri, l'ultima capitale cristiana in Terrasanta.

Il 6 aprile ebbe inizio l'assedio.

La città era difesa da settecento cavalieri e quattordicimila fanti.

Gli abitanti, compresi i rifugiati, erano circa centomila.

Il 15 maggio Enrico II, re di Cipro, abbandonò la città.

 

Acri (18 maggio 1291)

Il 18 maggio i Mamelucchi entrarono in Acri.

Il contrattacco dei Templari e degli Ospitalieri non ebbe successo.

Guillaume de Beaujeau, il Gran Maestro dei Templari morì in seguito alle ferite riportate in combattimento.

La sera del 18 maggio la città cadde in mano ai musulmani.

Pierre de Sévry, il maresciallo dei Templari, rimase a difendere la torre del Tempio.

Thibaud Gaudin, gran commendatore del Tempio, partì, su di una nave veneziana, per Sidone, dove sperava di organizzare una nuova linea di difesa. Portava con sè gli archivi e le reliquie.

Jean de Grailly, Otton de Grandson e Jean de Villiers, tutti feriti, partirono per Cipro.

Pierre de Sévry avviò trattative per l'evacuazione di Acri. Il sultano con l'inganno lo fece prigioniero e lo mise a morte.

Il 28 maggio 1291 la torre dei Templari, l'ultima fortificazione di Acri, crollò seppellendo difensori e attaccanti.

 

Caduta di Tiro (19 maggio 1291)

Il 19 maggio Tiro si arrese.

 


 


XXII Gran Maestro

Thibaud Gaudin (1291-1292)

Croce templare

Sidone (maggio-luglio 1291)

Verso la fine di maggio Sidone venne sottoposta ad assedio.

A Sidone i Templari elessero Gran Maestro Thibaud Gaudin.

 

A Cipro

Il 14 luglio Sidone dovette essere abbandonata.

I Templari si trasferirono a Cipro.

 

Tortosa e Chateau-Pélerin (agosto 1291)

Il 3 agosto cadde Tortosa e il 14 Château-Pélerin.

 

Morte di Thibaud Gaudin (1292)

Thibaud Gaudin morì probabilmente all'inizio del 1292.

 



XXIII Gran Maestro

Jacques de Molay (1292-1314)

Parte I (1292-1306)

Stemma Jacques de Molay

 

 

Cipro (1292) - Elezione di Jacques de Molay

Nella primavera del 1292, a Cipro, Jacques de Molay venne eletto Gran Maestro dei Templari.

Molay era originario della Franca Contea e suddito dell'Imperatore e non del re di Francia.

Era nato tra il 1240 e il 1250.

Era stato ricevuto nell'Ordine del Tempio nel 1265.

 

Armenia (1292)

Dopo la distruzione del Regno d'Acri i Mamelucchi si concentrarono sul Regno d'Armenia.

Nel 1292 occuparono Hromgla, sede del catholicos degli Armeni.

Papa Nicola IV cercò di organizzare una missione di soccorso.

Il 23 gennaio 1292 vennero emesse una serie di bolle per lanciare la crociata.

I Templari accorsero a sostegno dell'Armenia.

 

Italia (1292)

Il 4 aprile 1292 morì Nicola IV. Per due anni non si riuscì ad eleggere un nuovo papa.

 

Parigi (primavera 1293)

Molay nella primavera del 1293 lasciò Cipro per recarsi in Francia dove arrivò a maggio.

Scopo della missione in Occidente era:

- convincere i regnanti a non sottoporre a dazi e a restrizioni doganali i beni che venivano trasferiti a Cipro per sostenere le operazioni militari dell'Ordine: armi, cavalli, alimenti, denaro;

- ottenere dal papa il riconoscimento di esenzioni e libertà a Cipro, nuova base dell'Ordine, analogamente a quanto i Templari avevano avuto ad Acri.

 

Inghilterra (autunno-inverno 1293)

Molay si trasferì in Inghilterra sul finire del 1293.

 

Aragona (estate 1294)

Molay arrivò in Aragona nell'estate del 1294.

 

Italia (1294-1296)

Il 5 luglio 1294 venne eletto papa Celestino V.

Il 13 dicembre 1294 si dimise.

Il 24 dicembre venne eletto Bonifacio VIII.

Molay fu presente, a Napoli, alla proclamazione del nuovo pontefice.

Il 23 gennaio 1295 fu a Roma per l'incoronazione di Bonifacio.

Il 21 luglio 1295 il papa emise delle bolle per sostenere la richiesta di libera circolazione verso Cipro in favore dei Templari:

- venne concesso all'Ordine del Tempio di avere a Cipro le stesse libertà e immunità di cui godeva in Terrasanta;

- i sovrani europei vennero invitati a sostenere e facilitare le operazioni dell'Ordine.

Il 21 giugno 1296 Molay era ancora a Roma, ma nel frattempo aveva fatto almeno un viaggio in Francia.

 

Arles (agosto 1296)

Il 15 agosto 1296 Molay era ad Arles.

 

Cipro (autunno 1296)

Nel 1296 Molay era di nuovo a Cipro. Prima di partire aveva nominato ispettore di Francia e di Inghilterra Hughes de Pairaud, che già ricopriva la carica di Maestro di Francia. Pairaud diveniva di fatto il delegato di Molay in Occidente.

 

Armenia (1298-1299)

Approfittando di una guerra civile in Armenia i musulmani occuparono un terzo del suo territorio.

Cadde anche la fortezza templare di Roche-Guillaume, sede della provincia di Armenia. Si trattava dell'ultimo fortilizio in mano ai templari sulla terraferma.

 

I Mongoli (1299-febbraio 1300)

Nell'estate del 1299 Héthoum II, re di Armenia, chiese aiuto al mongolo Ghazan, khan di Persia, recentemente convertito all'Islam, ma nemico dei Mamelucchi.

Il 24 dicembre i Mongoli sconfissero i Mamelucchi nella seconda battaglia di Homs.

Il 6 gennaio 1300 Ghazan entrò in Damasco. I Mamelucchi arretrarono fino a Gaza.

Nel mese di febbraio Ghazan iniziò la ritirata, lasciando al governo della Siria l'emiro Mulay.

 

Incursioni (luglio 1300)

Nel luglio 1300 una flotta cristiana diretta in Egitto partì da Cipro.

Attaccò Rosetta e saccheggiò Alessandria.

Risalì verso Acri e Tortosa.

Rientrò a Cipro.

L'operazione militare era stata soltanto dimostrativa.

 

Rouad (novembre 1300-settembre 1302)

Il 30 settembre 1300 Ghazan si rimise in marcia da Tabriz per andare a combattere i Mamelucchi. Suoi alleati erano gli armeni e i ciprioti.

A novembre i Templari occuparono l'isolotto di Rouad di fronte a Tortosa per farne una base di operazioni. Sull'isola arrivarono anche gli Ospitalieri e l'esercito cipriota.

Poi iniziò lo sbarco sulla costa delle forze cristiane. Si attendeva l'arrivo degli alleati Mongoli.

A febbraio arrivò invece un emissario di Ghazan che annunciò il rinvio della guerra.

Intanto i Mamelucchi cominciavano a convergere verso Tortosa.

I cristiani dovettero abbandonare la terraferma. Si decise di rinviare a Cipro l'esercito e il contingente degli Ospitalieri.

Ad aprile 1301 il presidio di Rouad venne affidato ai Templari guidati dal maresciallo dell'Ordine Bartholomé de Quincy.

L'isola doveva essere presidiata in attesa del ritorno di Ghazan.

Protraendosi l'assenza dei Mongoli i Mamelucchi riacquistarono il controllo della Siria.

Da Rouad i Templari iniziarono una serie di azioni di disturbo sulla costa contro le città e i villaggi musulmani.

Nel settembre 1302 una flotta egiziana di sedici navi attaccò Rouad.

La guarnigione dell'isola era costituita da centoventi cavalieri templari, cinquecento arcieri e quattrocento persone di supporto logistico.

I Templari furono costretti a ritirarsi nella torre all'interno dell'isola. Il maresciallo Quincy morì in combattimento.

Vennero avviate trattative per la resa. Il 26 settembre i cristiani cedettero le armi.

L'accordo prevedeva che i difensori avrebbero evacuato l'isola e sarebbero stati portati in un porto cristiano di loro scelta.

I musulmani non mantennero la parola. Gli arcieri e gli addetti alla logistica furono massacrati. I Templari vennero portati in prigionia al Cairo.

La notizia della caduta di Rouad arrivò a Cipro mentre la flotta di soccorso si apprestava a salpare.

 

I Mongoli (1303-1307)

Nel marzo 1303 Ghazan scatenò una nuova offensiva contro i Mamelucchi.

Il 30 marzo i Mongoli vennero sconfitti a Homs e il 21 aprile a Shaqhab, a sud di Damasco.

Il 10 maggio 1304 Ghazan morì.

Nel 1307 i governanti mongoli avviarono delle trattative con l'Occidente per una iniziativa comune contro i Mamelucchi, ma non si concluse nulla.

 

Cipro (aprile 1306)

Nel consiglio del regno del 26 aprile 1306 Amaury di Tiro, fratello del re Enrico II di Cipro, riuscì a impadronirsi di fatto del potere. Templari ed Ospitalieri cercarono di conciliare i due contendenti.

 

Cipro (autunno 1306)

Il 6 giugno 1306 il papa Clemente V convocò il Gran Maestro dell'Ordine del Tempio e quello degli Ospitalieri.

Voleva trattare due argomenti:

- l'organizzazione di una nuova crociata

- la possibilità dell'unione dei due Ordini.

Molay redasse due relazioni.

Relativamente alla nuova crociata Molay suggerì di coinvolgere tutti gli Stati occidentali, sotto la direzione del papa. Le Repubbliche marinare italiane (Venezia, Pisa, Genova) dovevano provvedere al trasporto dell'armata e ai rifornimenti. L'attacco doveva partire da Cipro. Le forze militari dovevano ammontare a quindicimila cavalieri e a cinquemila fanti. La destinazione dell'attacco doveva rimanere segreta.

Relativamente all'unione dei due Ordini Molay respinse decisamente ogni ipotesi di fusione. L'Ordine del Tempio era nato come forza militare, l'Ordine degli Ospitalieri era nato come organizzazione di assistenza umanitaria e solo successivamente si era adattato a svolgere operazioni militari. Le due missioni non erano compatibili.

Tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre del 1306 Molay partì da Cipro alla volta dell'Occidente.

Nominò suo luogotenente generale il maresciallo dell'Ordine Aymon d'Oiselay.

Molay non potrà più tornare. L'attendeva il rogo.

 



XXIII Gran Maestro

Jacques de Molay (1292-1314)

Parte II (1306-1314)

Jacques de Molay

 

 

Francia (fine 1306)

Alla fine del 1306 Molay giunse in Francia.

Il papa risiedeva a Poitiers. Infatti Clemente V, francese, era stato eletto su pressione di Filippo il Bello e aveva dovuto trasferire la sede pontificia nel regno di Francia, dando inizio alla "cattività avignonese".

L'incontro con i due Gran Maestri venne fissato dal papa a maggio 1307.

 

Poitiers (maggio-giugno 1307)

Molay nei colloqui con il papa apprese di calunnie che stavano girando contro l'Ordine del Tempio.

 

Poitiers (estate 1307)

Molay decise di chiedere a Clemente V l'apertura di una inchiesta sull'Ordine del Tempio allo scopo di smentire le calunnie.

 

L'inchiesta del papa (24 agosto 1307)

Il 24 agosto 1307 il papa comunicò al re Filippo il Bello di avere aperto una inchiesta sul Tempio a richiesta del suo Gran Maestro.

Nella stessa lettera il papa precisò che non sarebbe stato in grado di avviare l'inchiesta prima della fine di ottobre.

 

Ordine di arresto (14 settembre)

Il 14 settembre 1307 il re di Francia ordinò ai balivi e ai siniscalchi di procedere all'arresto dei Templari. L'operazione, simultanea in tutto il regno, doveva essere tenuta segreta fino all'ultimo.

 

L'Inquisizione di Francia (22 settembre)

Il 22 settembre l'inquisitore di Francia, Guillaume de Paris, emise istruzioni per gli inquisitori contro i Templari. La sua azione era illegale in quanto poteva agire solo su ordine del papa e solo in caso di eresia. I Templari non erano accusati di eresia e l'inchiesta aperta dal papa doveva essere svolta dai vescovi.

 

Funerali di Caterina di Courtenay (12 ottobre 1307)

Il 12 ottobre 1307 Molay partecipò a Parigi ai funerali di Caterina di Courtenay, sposa di Carlo di Valois, fratello del re. Non sospettava nulla.

 

Arresto dei Templari in Francia (13 ottobre 1307)

Il 13 ottobre 1307 gli agenti regi procedettero all'arresto dei Templari.

I beni del Tempio vennero sequestrati dal re.

Sfuggirono all'arresto Gérard de Villiers, Maestro di Francia, e il Maestro d'Auvergne, entrambi avvisati in tempo dell'evento.

Il 16 ottobre Filippo il Bello scrisse ai regnanti cristiani affinché procedessero anch'essi all'arresto dei Templari.

 

Interrogatori (ottobre-novembre 1307)

I Templari vennero rinchiusi nelle prigioni reali.

Gli inquisitori provvidero agli interrogatori.

Prima dell'interrogatorio ufficiale i Templari vennero "preparati" dagli uomini del re di Francia.

I Templari confessarono. Anche i dignitari dell'Ordine confessarono.

Il 24 ottobre Molay confessò e scrisse una lettera a tutti i Templari imprigionati affinché confessassero.

 

Arresto dei Templari in tutta la cristianità (22 novembre 1307)

Il 22 novembre il papa, con la bolla Pastoralis proeminentiae, ordinò l'arresto dei Templari in tutta la cristianità. Ordinò anche che i Templari fossero consegnati alla Chiesa e che i loro beni fossero posti sotto il controllo delle autorità ecclesiastiche.

Tra la fine del 1307 e il primo semestre del 1308 l'arresto venne eseguito in tutti i paesi cristiani, compreso Cipro.

 

Ritrattazione a Parigi (27 dicembre 1307)

Il 27 dicembre 1307, a Parigi, a porte chiuse, il Gran Maestro e altri dignitari furono portati di fronte ai delegati pontifici, i cardinali Bérenger Fredol e Etienne de Suisy, per un interrogatorio. Ritrattarono le loro confessioni. Denunciarono le torture a cui erano stati sottoposti dagli agenti del re.

 

Interruzione del procedimento inquisitoriale (febbraio 1308)

Nel febbraio 1308 il papa sospese il procedimento degli inquisitori.

 

Primo concistoro di Poitiers (29 maggio 1308)

Il 29 maggio ebbe inizio a Poitiers un concistoro con la partecipazione del papa e del re.

Guillaume de Plaisians, consigliere del re, tenne una relazione sulla operazione contro i Templari.

 

Secondo concistoro di Poitiers (14 giugno 1308)

Il 14 giugno si tenne un secondo concistoro.

Guillaume de Plaisians riprese la parola contro i Templari.

 

Interrogatori a Chinon (giugno-agosto 1308)

Il papa chiese al re di poter continuare gli interrogatori dei dignitari e degli altri Templari a Poitiers, dove era la sua sede.

Il re di Francia scelse, a sua discrezione, settandue Templari. Ma non li condusse a Poitiers. Preferì alloggiarli nel castello regio di Chinon, nelle vicinanze di Poitiers. Disse che erano ammalati e non potevano proseguire il viaggio.

I settandue confermarono le loro confessioni nel periodo compreso tra il 28 giugno e il 2 luglio.

I dignitari vennero interrogati da tre cardinali, tra cui i due che avevano già proceduto all'interrogatorio a Parigi, tra il 17 e il 22 agosto, dopo l'emissione della bolla che avviava la procedura contro l'Ordine.

Molay ritrattò la ritrattazione. Tornò alla confessione di colpevolezza.

 

Procedura papale contro i Templari (12 agosto 1308)

Clemente V, il 12 agosto 1308, con la bolla Faciens misericordiam, stabilì la procedura contro i Templari.

Vennnero avviati due diversi procedimenti.

Il primo procedimento concerneva le persone fisiche. Il secondo concerneva l'Ordine in quanto tale.

Il procedimento contro le persone era affidato alle commissioni diocesane.

Il procedimento contro l'Ordine alle commissioni pontificie che dovevano essere costituite in ogni Stato con il concorso del re e dei vescovi.

Per l'autunno del 1310 venne convocato un Concilio generale a Vienne, nel Delfinato. Il Concilio doveva decidere della sorte dell'Ordine.

Il papa si riservava di giudicare direttamente i cinque dignitari dell'Ordine:

- Jacques de Molay, Gran Maestro dell'Ordine

- Hughes de Payraud, ispettore di Francia e Inghilterra

- Geoffroy de Charney, commendatore di Normandia

- Geoffroy de Gonneville, commendatore di Aquitania e Poitou

- Raimbaud de Caron, gran commendatore.

I beni del Tempio dovevano esser messi a disposizione della prossima crociata.

Le commissioni diocesane iniziarono i loro lavori a partire dalla primavera del 1309. Quelle pontificie dal 1310-1311.

 

Ad Avignone (13 agosto 1308)

Il 13 agosto Clemente V lasciò Poitiers. Aveva deciso di stabilire la propria sede ad Avignone.

Abbandonava il territorio francese per quello imperiale.

Arrivò ad Avignone nel marzo 1309.

 

Commissioni diocesane

I lavori delle commissioni diocesane si conclusero generalmente in due modi:

- i Templari che confessarono vennero assolti e riconciliati con la Chiesa

- i Templari che non confessarono vennero condannati.

I Templari che avevano confessato davanti alle commissioni diocesane e che poi ritrattavano davanti alle commissioni pontificie vennero condannati come recidivi ossia al rogo.

 

Commissione pontificia di Francia (1309-1310)

L'8 agosto 1309, a Parigi, tenne la prima riunione la commissione pontificia di Francia. Vi presero parte:

- l'arcivescovo di Narbonne

- il vescovo di Bayeux

- il vescovo di Mende

- il vescovo di Limoges

- il Maestro Matteo di Napoli, notaio apostolico e arcidiacono di Rouen

- l'arcidiacono di Trento

- l'arcidiacono di Maguelonne

- il prevosto della chiesa di Aix-en-Provence.

Venne lanciato un appello a tutti Templari affinché si presentassero a testimoniare sul proprio Ordine il giorno 12 novembre.

Il 12 novembre non si presentò nessuno. I commissari protestarono con il vescovo di Parigi.

Il 22 comparve il primo testimone.

Il 26 fu la volta di Hughes de Pairaud, che tacque, e di Molay.

Il Gran Maestro chiese aiuto e consiglio. Non conosceva il latino. Gli vennero tradotte in francese la bolla Faciens misericordiam e le lettere apostoliche. Si mostrò sorpreso. Comprese finalmente cosa aveva confessato a Chinon.

Mentre si svolgeva l'interrogatorio entrò in sala, senza alcuna autorizzazione, Guillaume de Plaisians, consigliere del re. Questi consigliò Molay a confermare la confessione di Chinon.

Molay chiese un rinvio dell'interrogatorio. Gli vennero concessi due giorni.

Il 28 novembre Molay ricomparve davanti alla commissione. Arrivò anche Guillaume de Nogaret, consigliere del re, già famoso per avere imprigionato ad Anagni papa Bonifacio VIII.

Molay rifiutò di parlare e si rimise al papa. Tuttavia, su sollecitazione della commissione, rispose ad alcune domande. Guillaume de Nogaret intervenne per contestare alcune affermazioni. Ma Molay seppe tenergli testa.

La commissione sospese i lavori fino al febbraio 1310.

Il 2 marzo 1310 Molay venne ancora una volta condotto davanti alla commissione, ma si rifiutò di parlare. Disse che avrebbe ripreso a parlare solo in presenza del papa.

Il 2 marzo vennero interrogati anche altri dignitari dell'Ordine che confermarono le confessioni fatte in precedenza.

I dignitari dell'Ordine vennero imprigionati nel castello di Gisors, castello reale trasformato in prigione.

 

La difesa dei Templari (primavera 1310)

Nel febbraio 1310 arrivarono a Parigi circa seicento Templari per testimoniare a favore dell'Ordine davanti alla commissione pontificia di Francia.

I templari nominarono quattro rappresentanti, di cui due sacerdoti e due cavalieri.

I due preti erano Pierre de Bologne, procuratore dell'Ordine presso la Curia romana, e Rinaldo de Provins, commendatore del Tempio di Orléans.

I cavalieri erano Guillaume de Chamborent e Bertrand de Sartiges.

Chiesero di potersi riunire con i dignitari dell'Ordine per stabilire una linea di difesa.

Venne risposto che i dignitari avevano abbandonato l'Ordine e non avevano alcuna intenzione di difenderlo.

I rappresentanti presentarono un promemoria in difesa dell'Ordine.

Il 7 aprile la commissione pontificia ascoltò i rappresentanti dei Templari.

Il 10 maggio i rappresentanti, temendo per la loro vita e per quella degli altri difensori, presentarono un appello alla Santa Sede per la loro messa in sicurezza.

 

Il rogo di 54 Templari (12 maggio 1310)

Parigi era allora un vescovado suffraganeo di Sens.

L'arcivescovo di Sens era Philippe Marigny, fratello di Enguerrand de Marigny, consigliere di Filippo il Bello.

Philippe Marigny, responsabile della commisione diocesana di Parigi, accusò i Templari che si erano raccolti a Parigi in difesa dell'Ordine di essere recidivi.

Fece processare tutti i Templari della diocesi di Sens che avevano osato presentarsi alla commissione pontificia.

L'arcivescovo chiese un parere all'università di Parigi. Diciannove professori dissero che i Templari che si erano difesi non potevano essere considerati recidivi, tre professori dissero che erano recidivi.

L'arcivescovo considerò sufficiente il parere dei tre.

Il 12 maggio fece bruciare vivi cinquantaquattro Templari.

I Templari che avevano testimoniato a favore dell'Ordine ritirarono immediatamente le loro deposizioni.

 

Conclusioni della commissione pontificia di Francia (giugno 1311)

I lavori della commissione pontificia dovettero essere interrotti. Ripresero dopo alcuni mesi con grande difficoltà.

La commissione pontificia di Francia concluse i suoi lavori all'inizio di giugno 1311.

Venne riconosciuto che i Templari erano ortodossi, ma che l'Ordine doveva essere riformato per purificarlo da pratiche indegne.

Tutti coloro che avevano confessato di aver partecipato alle pratiche indegne potevano essere assolti e riconciliati con la Chiesa.

 

Concilio di Vienne (ottobre 1311-marzo 1312)

Il 16 ottobre 1311 si riunì il Concilio di Vienne. Aveva un anno di ritardo sulla data prevista.

Si trattava del quindicesimo Concilio ecumenico. Vi presero parte 123 prelati, su 231 invitati, e un solo re, su quattordici invitati. Solo Filippo il Bello si presentò. Gli altri temevano per la loro incolumità.

Vennero messi a disposizione:

- i verbali delle inchieste inquisitorie del 1307

- i verbali delle commissioni diocesane

- i verbali delle commissioni pontificie di Francia, Inghilterra, Germania, Aragona, Castiglia, Portogallo, Italia, Cipro e di tutti gli altri Stati ove fosse stata una sede dei Templari.

Sette templari osarono entrare nella cattedrale di Vienne, chiesero un regolare processo e il diritto alla difesa.

I sette furono immediatamente arrestati dal papa.

La maggioranza dei partecipanti al Concilio non era convinta della colpevolezza dei Templari.

Sembrava che il Concilio fosse disponibile ad ascoltare i difensori dell'Ordine.

Il re inviò il suo esercito a Lione, bloccando le vie di accesso a Vienne che è a poca distanza da Lione.

I padri conciliari furono messi sotto la diretta minaccia delle forze armate del re di Francia.

A dicembre venne interrotta la discussione sui templari.

Il re convocò gli stati generali di Francia per il 10 febbraio 1312 a Lione.

Gli stati generali supplicarono spontaneamente Filippo ad intervenire presso il papa per sopprimere l'Ordine del Tempio.

Contemporaneamente giunsero a Vienne i consiglieri del re che avviarono dei colloqui con il papa. A fine mese l'accordo venne concluso.

A marzo il pontefice propose al Concilio due alternative:

- un esame della difesa dei Templari

- una abolizione dell'Ordine per via di decisione apostolica, senza arrivare ad un giudizio.

Il Concilio approvò la seconda proposta.

Il 20 marzo Filippo arrivò a Vienne con i due fratelli, tre figli e i rappresentanti della città di Lione.

Essendo Vienne città del Sacro Romano Impero, Filippo si stabilì a Sainte-Colombe, collegata con un ponte a Vienne.

 

L'abolizione dell'Ordine del Tempio (marzo 1312)

Il 22 marzo 1312 Clemente V emise la bolla Vox in excelso con cui abolì l'Ordine non per via di giudizio, ma per misura preliminare. Il Tempio non venne condannato, ma soppresso per autorità del pontefice.

 

I beni dei Templari (2 maggio 1312)

I beni dei Templari con la bolla del 2 maggio 1312 Ad providam vennero assegnati all'Ordine degli Ospitalieri.

Il 24 agosto Filippo reclamò in una lettera al papa:

- la restituzione della somma spesa per la custodia dei Templari

- le spese di amministrazione e gestione dei beni templari

- i diritti acquisiti dal re, dai nobili e dai borghesi su tali beni.

Dopo una lunga contrattazione i successori di Filippo ottennero un milione di lire tornesi. Una cifra enorme, probabilmente equivalente ai beni consegnati agli Ospitalieri. Circa sessanta anni prima re Luigi IX aveva dovuto pagare cinquecentomila lire tornesi agli egiziani per i riscatto proprio e di tutta l'armata che era stata fatta prigioniera dai musulmani durante la Settima Crociata.

Intanto erano scomparsi tutti i beni mobili dei Templari, dalla biancheria, ai letti, ai cavalli, agli arredi sacri, agli attrezzi agricoli, per non far menzione del denaro e degli oggetti preziosi.

 

Suddivisione dei Templari (6 maggio 1312)

Il 6 maggio 1312 con la bolla Considerantes dudum il papa classificò i Templari in tre categorie:

- coloro che avevano confessato e non avevano mai ritrattato

- coloro che non avevano mai confessato

- coloro che avevano confessato ma poi avevano ritrattato dicendo che la confessione era stata estorta con la tortura.

I primi dovevano essere assolti e liberati.

I secondi dovevano essere condannati alla prigione a vita.

I terzi dovevano essere condannati al rogo se considerati recidivi.

 

La condanna dei dignitari del Tempio (22 dicembre 1313)

Il 22 dicembre 1313 il papa nominò una commissione di tre cardinali per annunciare ai dignitari la propria sentenza.

I cardinali erano:

- Nicolas de Fréauville

- Arnaud d'Auch

- Arnaud Novelli.

I maggiori esponenti dell'Ordine vennnero condannati alla prigione a vita.

 

Comunicazione della condanna (18 marzo 1314)

Il 18 marzo 1314 i tre cardinali, sulla piazza del sagrato di Notre Dame, comunicarono pubblicamente la condanna ai maggiori dignitari del Tempio.

Molay reagì. Ritrattò tutte le dichiarazioni fatte in precedenza. Proclamò l'assoluta innocenza dell'Ordine.

"Le eresie e i peccati che ci vengono attribuiti non sono veri.
La Regola del Tempio è santa, giusta e cattolica.
Sono degno della morte e mi offro di sopportarla, perché prima ho confessato per la paura delle torture e per le pressioni del papa e del re di Francia".

Molay venne interrotto.

Geoffroy de Charney prese la parola per affermare anch'egli l'innocenza dell'Ordine.

Hughes de Pairaud e Geoffroy de Gonneville tacquero.

Raimbaud de Caron era morto in prigionia.

I cardinali consegnarono i dignitari agli agenti del re affinché li custodissero per il giorno dopo in cui avrebbero dovuto procedere a ulteriori deliberazioni in base a quanto avvenuto.

 

Il rogo (1314)

Il re, senza informare i cardinali, la sera dello stesso 18 marzo fece portare Molay e Charney su di una piccola isola della Senna, in fondo all'Ile de la Cité, per farli bruciare vivi.

Molay, di fronte al rogo, disse:

"Signori almeno
lasciatemi giungere un po' le mani
e levare una preghiera a Dio
poiché ne è il momento e la stagione.
Io vedo qui il mio giudizio
in cui mi conviene morire liberamente;
Dio sa chi ha torto e chi ha peccato".

Infine chiese di morire rivolto verso l'immagine della Madonna.

Gli fu concesso.

 


 


Motivi del processo ai Templari

Sigillo templare

Le crociate terminarono con la caduta di Acri?

Dal nostro punto di vista certamente. Ma i contemporanei non rinunciarono subito a tornare in Terrasanta.

I tentativi di accordo con i Mongoli e l'impresa di Rouad lo testimoniano. Se Ghazan fosse arrivato all'appuntamento sarebbero esistite ottime probabilità di liberare Gerusalemme.

Fu solo verso il 1305, quando i Mongoli cessarono la loro pressione sui Mamelucchi, che venne presa coscienza della difficoltà se non impossibilità di ritornare in tempi brevi in Palestina.

 

Quale fu, dopo la caduta di Acri, la missione degli Ordini Militari?

L'Ordine Teutonico aveva già da tempo ottenuto il riconoscimento di principato del Sacro Romano Impero e aveva avviato la conquista dei territori ad est della Germania, lungo la costa del Baltico. Per i Teutonici la Terrasanta era divenuta solo un fronte secondario. Abbandonarlo non comportava alcuna conseguenza.

Gli Ospitalieri avviarono dal 1306 la conquista di Rodi e si trasformarono in uno Stato sovrano. Inoltre l'origine caritativa e non militare dell'Ordine dava loro ampie possibilità di riconvertirsi ad altre missioni.

I Templari avevano come loro specifica missione combattere per la fede e la liberazione dei Luoghi Santi. Non era previsto nel loro statuto svolgere attività di assistenza caritativa, anche se come cristiani la praticavano correntemente. Non furono sufficientemente rapidi a rinnovarsi e l'attacco del re di Francia impedì loro di trovare una nuova missione nella quale impegnarsi.

 

Perché Filippo il Bello attaccò i Templari?

Dall'XI al XIII secolo l'Europa aveva avuto un periodo di crescita economica continua.

Luigi IX, re di un regno molto florido, aveva potuto finanziare due crociate costosissime.

Nel XIV secolo l'economia europea attraversò un periodo di crisi. Il clima divenne più freddo e più piovoso provocando carestie e malattie a più riprese. Il regno di Francia ebbe a subire anche i cambiamenti delle correnti dei traffici mercantili, che non passavano più per lo Champagne, e non seppe adeguare il proprio sistema politico, produttivo e sociale alle innovazioni che le nuove tecnologie e un nuovo assetto delle relazioni economiche internazionali stavano imponendo.

Filippo il BelloFilippo il Bello si trovò in difficoltà finanziarie e ricorse alla violenza e alla rapina, anche se legalizzata, per superare la difficile situazione:

- diminuì la presenza di oro e argento nelle monete mantenendo invariato il valore nominale

- soppresse l'Ordine dei Templari, che operavano nel campo della finanza

- espulse gli ebrei, che operavano nel campo della finanza

- espulse i lombardi, che operavano nel campo della finanza.

Filippo il Bello non aveva altro interesse che quello di sostenere le finanze del regno. I Templari possedevano molti beni mobili ed immobili. Attraversavano un periodo di crisi. Erano un bersaglio ideale.

Prima di attaccarli direttamente Filippo aveva provato con un'altra linea politica. Si era fatto promotore di una unione dell'Ordine dei Templari con quello degli Ospitalieri e aveva proposto se stesso o almeno un membro della famiglia reale come capo del nuovo Ordine. Ma Molay con il suo memoriale aveva impedito l'unione.

 

Quali erano le relazioni di Filippo il Bello con i Templari prima del 1307?

I rapporti erano buoni. Spesso il tesoriere del re era un Templare, che contemporaneamente ricopriva l'incarico di tesoriere del Tempio di Parigi. E' noto il prestito di quattrocentomila fiorini fatto al re da Jean du Tour all'insaputa del Gran Maestro dell'Ordine de Molay.

 

Con quale strategia Filippo il Bello intraprese l'azione contro i Templari?

Filippo il Bello procedette nel seguente modo:

- fece predisporre dai suoi fidi collaboratori un dossier con le false accuse

- preparò l'opinione pubblica con una campagna diffamatoria facendo trapelare voci incontrollate

- con una operazione di polizia imprigionò i Templari e sequestrò i loro beni

- affidò ad una magistratura compiacente, l'Inquisizione, il compito di provare le accuse.

La procedura è un classico della politica: prima si elabora un teorema utile al regime, poi si avvia la campagna di sensibilizzazione, poi si arrestano i presunti colpevoli ed infine si cercano o fabbricano le prove della loro colpevolezza conformemente al teorema da cui si era partiti.

 

Chi era Clemente V?

Clemente VIl "pastor sanza legge" Clemente V, un francese, era stato eletto papa con il potente appoggio di Filippo il Bello. Dante lo pose all'inferno tra i simoniaci.

Secondo il Villani l'arcivescovo di Bordeaux aveva promesso a Filippo tutte le decime del reame per cinque anni in caso di elezione.

Clemente V trasferì la sede del papato in Francia. Prima a Lione, poi a Cluny, a Bordeaux, a Poitiers ed infine ad Avignone in Provenza. In tal modo diede inizio alla cosiddetta "cattività avignonese" che durò settanta anni.

Provvide ad accontentare in ogni modo Filippo il Bello. Nominò nove cardinali francesi in modo che i francesi avessero la maggioranza nel consiglio cardinalizio. Vennero eletti papi francesi fino al 1378, anno in cui salì al trono pontificio Urbano VI di Napoli.

Bonifacio VIII era stato un deciso avversario di Filippo. Questi aveva inviato ad Anagni un manipolo dei suoi per imprigionarlo e schiaffeggiarlo. L'affronto aveva provocato la morte di Bonifacio pochi mesi dopo.

Filippo richiese a Clemente la condanna post mortem di Bonifacio VIII. Clemente V riuscì ad evitare di condannare un suo predecessore. In cambio, dovendo accontentare in qualche modo il re di Francia, dichiarò santo Celestino V, che Bonifacio aveva indotto a rinunciare al trono pontificio.

 

Come reagì Clemente V all'azione di Filippo il Bello contro i Templari?

Clemente cercò di prevenire l'azione di Filippo annunciando di aprire una inchiesta sui Templari e probabilmente indusse Molay a farsene promotore per difendere l'onore dell'Ordine.

Giocando sulla lentezza dell'apertura dell'azione pontificia, Filippo avviò la sua operazione.

Di fronte all'arresto dei Templari in Francia e alla richiesta di Filippo agli altri sovrani europei di fare altrettanto, il papa aveva due possibilità: andare allo scontro con il re di Francia, cosa naturale per un Bonifacio VIII ma assolutamente inconcepibile per un Clemente, oppure scavalcarlo sulla stessa linea. Clemente V ordinò l'arresto dei Templari in tutta Europa. Con questa mossa aveva ripreso il controllo della situazione. I beni dei Templari rimanevano nell'ambito della Chiesa, anche se sotto custodia laica, e i Templari dovevano essere giudicati dalle autorità religiose.

Con questo provvedimento Clemente aveva di fatto distrutto l'Ordine del Tempio ma aveva conservato la proprietà dei beni.

Poco dopo Clemente ordinò l'interruzione dell'inchiesta dell'Inquisizione francese.

 

Come fu organizzato il processo papale ai Templari?

Le commissioni diocesane, che dovevano giudicare le persone fisiche, operarono sulla seguente base: chi confessava qualche colpa veniva liberato, chi non confessava veniva tenuto in prigione, chi ritrattava veniva bruciato sul rogo.

Le commissioni pontificie, a livello di Stato, che dovevano giudicare l'Ordine, puntarono decisamente a screditare l'Ordine, ma a non colpirlo in quanto eretico. Sarebbe stato molto difficile ammettere che i papi precedenti non si erano accorti di aver sostenuto per due secoli un Ordine che tramava contro la Chiesa.

Il Concilio di Vienne, che avrebbe dovuto emettere la sentenza sull'Ordine, non credette molto alle inchieste della Inquisizione francese, né a quelle delle commisioni diocesane, né a quelle delle commissioni pontificie. Stava chiaramente inclinando verso un supplemento di indagine per concedere ai Templari di presentare la propria difesa. Allora Clemente interruppe la discussione sui Templari e poco dopo anche i lavori del Concilio.

Vennero avviati colloqui tra il re e il papa. La soluzione di compromesso fu quella della soppressione dell'Ordine per autorità pontificia. Se i Templari fossero colpevoli o meno non interessava a nessuno. Il problema era quello dei beni dei Templari.

Anche in questo caso la procedura è importante: prima si arrestano i Templari, poi si cercano le prove della eventuale colpevolezza. I collaboratori di giustizia vengono mandati assolti. Chi non ha nulla da confessare rimane in carcere finché non si decide a confessare qualcosa.

 

A chi finirono i beni dei Templari?

Il papa assegnò formalmente i beni all'Ordine degli Ospitalieri. Ma questi ottennero solo una parte dei beni immobili. Infatti i sovrani d'Europa si impadronirono dei beni mobili e anche di parte di quelli immobili con diverse motivazioni che i loro consiglieri legali trovarono facilmente.

 

Perché i dignitari dell'Ordine del Tempio non reagirono adeguatamente?

I Templari dipendevano direttamente dal papa e si fidavano ciecamente del pontefice. I Templari erano in gran parte di origine francese e il re di Francia era il loro principale referente. Non avrebbero mai immaginato che papa e re potessero accordarsi contro di loro. I Templari erano soldati che eseguivano gli ordini, non politici adusi agli intrighi della corte reale o pontificia.

Il Gran Maestro de Molay prima confessò, poi ritrattò, poi ritrattò la ritrattazione, poi finì per chiudersi in silenzio dicendo che avrebbe parlato solo con il papa. Si riscattò solo alla fine quando, soppresso l'Ordine e condannato alla prigione, ebbe il coraggio di proclamare l'innocenza dell'Ordine, pur sapendo che questa dichiarazione gli sarebbe costata la vita ed una morte tremenda sul rogo. Seppe anche affrontare con grande dignità l'estremo tormento.

 

Quali furono le accuse contro i Templari?

Le innumerevoli accuse rivolte contro i Templari si possono concentrare in tre aree:

- eresie

- blasfemie

- sessualità.

Le accuse di eresia caddero ad una ad una. I Templari non erano né filosofi, né teologi, né riformatori o rifondatori della Chiesa. Entravano nell'Ordine intorno ai venti-venticinque anni con una buona preparazione militare. Andavano in Terrasanta a combattere. Chi rimaneva in Europa doveva occuparsi di amministrazione e finanza. Molti di loro erano illetterati. Il Gran Maestro Molay non conosceva il latino, lingua ufficiale della Chiesa, di cui era uno dei più importanti esponenti. Nulla poteva essere più estraneo alla mentalità templare che affrontare le sottili dispute teologiche. Quanto all'accusa di idolatria verso un fantomatico fantoccio, detto bafometto, non merita neppure discutere. Essa rientra nella stessa categoria delle fantasie attribuite alle streghe che volavano andando al sabba.

Gli atti blasfemi erano connessi soprattutto con l'entrata nell'Ordine. Era possibile, anche se non provato, che le reclute, come d'uso in tanti ambienti militari ma anche civili, dovessero essere sottoposte a delle umiliazioni e delle prove di iniziazione. Gli anziani probabilmente ricorrevano a scherzi grossolani e pesanti, anche a bassi livelli. Si trattava in sostanza del fenomeno del nonnismo, che all'interno di un Ordine religioso-militare poteva coinvolgere immagini e oggetti sacri. Tutto ciò è comunque mera supposizione in quanto le confessioni estorte con la tortura e nelle condizioni sopra descritte non hanno evidentemente molto valore.

Accusare le persone di atti sessuali immorali è uno dei sistemi normalmente utilizzati in ogni epoca per screditare i propri avversari. I Templari facevano voto di castità. Andavano a vivere in luoghi ove le donne o erano invisibili, quelle musulmane, o rare di numero, quelle cristiane. Accusare l'Ordine di omosessualità era l'unica strada, non si poteva infatti accusarli di normali rapporti eterosessuali. L'omosessualità all'epoca era un reato, non solo un peccato. A Firenze gli omosessuali venivano evirati. Non si trovarono prove della omosessualità dei Templari. Si ottenne però la confessione, da parte di alcuni, del fatto che le reclute venivano invitate, qualora avessero avuto dei bisogni sessuali, a soddisfarli nell'ambito dell'Ordine. Si tratta ancora una volta di una confessione, limitata ad alcuni casi, il cui valore non è molto significativo. Avrebbe anche potuto trattarsi di una semplice presa in giro delle reclute da parte dei militari più anziani.

Le tre accuse (eresia, blasfemia, omosessualità) una volta lanciate e sostenute con confessioni, comunque ottenute, divenivano la verità utile per sostenere la decadenza dell'Ordine e la necessità di una sua profonda riforma o soppressione.

La difesa dei Templari non ebbe mai modo di esplicarsi attivamente, quando qualche coraggioso si fece avanti venne imediatamente inviato al rogo.

I Templari vennero sempre trattenuti nelle mani del potere laico. Prima degli interrogatori venivano preparati dagli agenti reali. Agli interrogatori, effettuati dalle autorità religiose, assistevano rappresentanti del re. Dopo gli interrogatori venivano ricondotti nelle prigioni reali. In tali condizioni era possibile ottenere qualunque confessione.

 

NON NOBIS DOMINE, NON NOBIS, SED NOMINI TUO DA GLORIAM

baucent

 


 

Riferimenti:

Armstrong K.

Gerusalemme

Mondadori

Barber Malcom

La storia dei templari

Piemme

Barber Malcom

Il processo dei templari

Piemme

Beck Andreas

La fine dei templari

Piemme

Bordonove G.

La vita quotidiana dei Templari nel XII secolo

Rizzoli

Bordonove G.

Le crociate e il regno di Gerusalemme

Newton

Demurger A.

Tramonto e fine dei cavalieri templari

Newton

Demurger A.

Vita e morte dell'Ordine dei Templari

Garzanti

Frale Barbara

L'ultima battaglia dei Templari

Viella

Gatto L.

Le crociate

Newton

Imad ad-Din, al-Asfahani

Conquête de la Syrie e de la Palestine par Saladin

Inscriptions et Belles Lettres

Maalouf A.

Le crociate viste dagli arabi

SEI

Norwich J. J.

Bisanzio

Mondadori

Ostrogorsky G.

Storia dell'Impero Bizantino

Einaudi

Partner P.

I templari

Einaudi

Piers P. Paul

La vera storia dei Templari

Newton

Regan G.

Il Saladino

ECIG

Runciman S.

Storia delle crociate

Einaudi

Tyerman C.

L'invenzione delle crociate

Einaudi

 

 

 
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