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IMPERO ROMANO: IL TRATTAMENTO ECONOMICO DELLE FORZE ARMATE DAL I al III SECOLO d.C.

 

Le forze armate costituivano uno degli elementi essenziali dell'Impero romano. Assicuravano l'ordine all'interno e difendevano il territorio dalle invasioni dei barbari.

Gli imperatori si preoccupavano del loro trattamento economico, ma l'inflazione erodeva il potere d'acquisto dei militari.

Per ovviare alla caduta della loro retribuzione reale si ricorse alla fornitura di beni e servizi, almeno per gli ufficiali.

 

LocalitÓ: Impero Romano

Epoca: dal I al III secolo d.C.

 


 

Le forze armate imperiali

Le forze armate imperiali erano suddivise in truppe di guarnigione a Roma, truppe di stanza nelle province e marina.

La guarnigione di Roma era costituita da pretoriani, urbaniciani, vigili, guardie del corpo dell'imperatore, cavalleria personale dell'imperatore, polizia segreta, polizia militare.

Le truppe di stanza nelle province erano costituite da legionari ed ausiliari.

Pretoriani

Le coorti pretorie furono istituite da Augusto nel 27 o 26 a.C. Costituivano la guardia imperiale.

Il loro numero venne fissato a 9 con un organico di 500 soldati per coorte. Le coorti erano numerate da I a IX.

Erano agli ordini del prefetto del pretorio (praefectus praetorio), di rango equestre, coadiuvato dal princeps castrorum. Ogni coorte era comandata da un tribuno e da sei centurioni. Uno dei centurioni, detto trecenarius comandava anche i 300 speculatores, una guardia del corpo dell'imperatore.

I pretoriani, fino alla fine del II secolo, furono cittadini romani dell'Italia centro-settentrionale. Prestavano servizio per 16 anni. Al momento del congedo ottenevano un premio di 5.000 denari.

La paga annua dei pretoriani, che ammontava a 750 denari al tempo di Augusto, fu portata a 1.000 denari nel I secolo, a 1.500 nel II secolo, a 2.250 nel III secolo.

Nel 312 i pretoriani furono soppressi da Costantino in quanto si erano schierati dalla parte di Massenzio.

Urbaniciani

Le coorti urbane vennero create da Augusto nel 13 a.C. Avevano funzione di polizia urbana.

Il loro numero venne fissato a 3 con numerazione da X a XII. Inizialmente ebbero 500 uomini per coorte. In seguito probabilmente il numero di soldati per coorte venne portato a 1.000 e poi a 1.500.

Erano sotto il comando del prefetto dell'Urbe (praefectus Urbi), una persona di rango senatoriale.

Ogni coorte era comandata da un tribuno e da sei centurioni.

Non furono soppresse nel 312, come i pretoriani, ma si trasformarono in un corpo civile.

La paga annua degli urbaniciani, che ammontava a 375 denari al tempo di Augusto, fu portata a 500 denari nel I secolo, a 750 nel II secolo, a 1.125 nel III secolo.

Vigili

Le 7 coorti dei vigili vennero create da Augusto nel 6 d.C. Avevano lo scopo di fornire i servizi di polizia notturna e il servizio antincendio.

Ogni coorte, di 500 o di 1.000 uomini, si occupava di due delle 14 regioni in cui Roma era divisa.

Inizialmente non furono considerati militari.

Erano comandati dal prefetto dei vigili (praefectus vigilum), coadiuvato da un sottoprefetto, da un tribuno per coorte e da sette centurioni per coorte. Il prefetto era di rango equestre.

Gli ufficiali erani di carriera, ma i vigili erano quasi tutti liberti.

La paga annua dei vigili, che ammontava a 150 denari al tempo di Augusto, fu portata a 200 denari nel I secolo, a 300 nel II secolo, a 450 nel III secolo.

Guardie del corpo dell'imperatore

Augusto istituì anche una guardia del corpo di cavalieri Germani (corporis custodes). Formarono un numerus di 500 uomini.

Furono questi Germani che non riuscirono a fermare la mano omicida che pugnalò Caligola.

Erano comandati da un tribuno e dai decurioni.

Cavalleria personale dell'imperatore

Gli equites singulares Augusti costituivano la cavalleria personale dell'imperatore. Formarono un numerus di 1.000 uomini.

Erano comandati da un tribuno, da un decurione princeps e da altri decurioni. Il tribuno riportava al prefetto del pretorio.

Polizia segreta

I peregrini, alloggiati sul Celio, fungevano da polizia segreta. I frumentari da corrieri. Ad entrambi i corpi venivano affidate mansioni delicate, comprese le esecuzioni riservate.

Polizia militare

Gli statores Augusti costituivano la polizia militare. Dipendevano dal prefetto del pretorio. Erano raccolti in un numerus.

Legioni

Le legioni costituivano le unità scelte dell'esercito. Ogni legione era suddivisa in dieci coorti, ognuna costituita da tre manipoli o sei centurie.

Faceva eccezione la I coorte che aveva solo cinque centurie, ma con effettivi doppi.

Ogni legione comprendeva anche un vexillum, distaccamento di veterani, e un gruppo di cavalieri, inzialmente 120, poi portati a 726 da Gallieno.

Più legioni erano comandate da un legato d'armata. Una legione era diretta da un legato di legione (legatus legionis) a cui riportavano un tribuno laticlavio (tribunus laticlavius), di rango senatorio, un prefetto del campo (prafectus castrorum) e cinque tribuni angusticlavi (tribuni angusticlavi), di rango equestre. Un tribuno sexmentris comandava la cavalleria.

Ogni tribuno angusticlavio comandava due coorti. In ogni coorte c'erano sei centurioni, ad eccezione della I coorte con cinque. Della prima faceva parte anche il centurione primipilo che era il centurione di grado più alto nell'ambito della legione.

Il numero delle legioni alla morte di Augusto ammontava a 25. Traiano le portò a 30, Antonino Pio a 28, Settimio Severo a 32.

Poiché ogni legione aveva circa 5.000 effettivi, il complesso dei legionari variò dai 125.000 di Augusto ai 160.000 di Settimio Severo.

Fino nel II secolo ai legionari fu proibito sposarsi.

La paga annua dei fanti delle legioni, che ammontava a 225 denari al tempo di Augusto, fu portata a 300 denari nel I secolo, a 450 nel II secolo, a 675 nel III secolo. L'aumento risulta in gran parte apparente in quanto dovuto all'inflazione. Dalla paga venivano detratte le spese per il vitto, l'uniforme, l'equipaggiamento, ecc. I legionari al momento del congedo, dopo 20 anni di servizio, ricevevano 3.000 denari.

La paga annua dei cavalieri delle legioni, che ammontava a 300 denari al tempo di Augusto, fu portata a 400 denari nel I secolo, a 600 nel II secolo, a 900 nel III secolo.

La paga annua dei centurioni, che ammontava a 3.750 denari al tempo di Augusto, fu portata a 5.000 denari nel I secolo, a 7.500 nel II secolo, a 12.500 nel III secolo.

La paga annua dei tribuni angusticlavi, che ammontava a 7.500 denari al tempo di Augusto, fu portata a 10.000 denari nel I secolo, a 15.000 nel II secolo, a 25.000 nel III secolo.

La paga annua dei prefetti di campo, che ammontava a 15.000 denari al tempo di Augusto, fu portata a 25.000 denari nel I secolo, a 37.500 nel II secolo, a 56.250 nel III secolo.

Da questi dati risulta che un ufficiale di grado elevato, come il prefetto di campo, riceveva una retribuzione pari a più di 66 volte quella di un fante ai tempi di Augusto e pari a 83 volte ai tempi di Caracalla.

Nella Historia Augusta Trebellio Pollione, narrando della vita dell'imperatore Claudio il Gotico, riporta la retribuzione che sarebbe stata attribuita a Claudio al momento della sua nomina a tribuno della legione Marzia:

- 3.000 moggi di frumento l'anno
- 6.000 moggi di orzo l'anno
- 2.000 libbre di lardo l'anno
- 3.500 sestari di vino invecchiato l'anno
- 150 sestari di olio di prima qualità l'anno
- 600 sestari di olio di seconda qualità l'anno
- 20 moggi di sale l'anno
- 150 libbre di cera l'anno
-
una quantità adeguata di fieno, paglia, aceto, legumi, ortaggi
- 300 pelli per tende l'anno
- 30 muli l'anno
- 3 cavalli l'anno
- 10 cammelle l'anno
- 9 mule l'anno
- 50 libbre d'argento lavorato l'anno
- 150 filippi (aurei) l'anno
- 47 filippi (aurei) ad inizio anno l'anno
- 160 trienti (pari a 1/3 di aureo) l'anno
- 11 libbre di anfore, bicchieri e pentole
- 2 tuniche militari rosse l'anno
- 2 mantelli militari l'anno
- 2 fibbie d'argento indorate l'anno
- 1 fibbia d'oro con puntale cipriota l'anno
- 1 cintura d'argento indorata
- 1 anello di un'oncia con due gemme
- 1 bracciale da 7 once
- 1 collana da 1 libbra
- 1 elmo dorato
- 2 scudi ornati d'oro
- 1 corazza (da restituire)
- 2 lance ercoliane
- 2 giavellotti corti
- 2 falci
- 4 falci da fieno
- 1 cuoco e 1 cocchiere (da restituire)
- 2 belle schiave di guerra
- 1 veste bianca di mezza seta ornata di porpora di Gerba
- 1 tunica adorna di porpora di Mauritania
- 1 segretario e 1 domestico (da restituire)
- 2 paia di coperte di Cipro
- 2 camicie bianche
- 1 paio di fasce per gambe da uomo
- 1 toga
- 1 laticlavio (da restituire)
- 2 cacciatori per il servizio personale
- 1 carpentiere
- 1 sovrintendente al pretorio
- 1 portatore d'acqua
- 1 pescatore
- 1 pasticcere
- 1.000 libbre di legna ogni giorno
- 4 palate di legna secca
- 1 bagnino e la legna per i bagni.

Da notare che nel III secolo d.C. a causa dell'inflazione, la retribuzione in denaro si era ridotta ed era stata sostituita in parte da beni e servizi.

Ausiliari (auxilia)

Gli ausiliari accompagnavano le legioni, ma potevano anche operare da soli. Queste truppe erano organizzate in unità di 500 o 1.000 soldati, venivano pertanto distinte in quingenarie e miliarie.

Esistevano tre tipi di unità ausiliarie: ali, coorti, numeri.

Le ali (alae) erano costituite da cavalieri raggruppati in 16 o 24 turme. Erano comandate da un prefetto di rango equestre, se quingenarie, o da un tribuno, se miliarie. Le turme erano comandate da decurioni.

Le coorti (cohortes) erano costituite da fanti raggruppati in 6 o 10 centurie. Erano comandate da un prefetto di rango equestre, se quingenarie, o da un tribuno, se miliarie. Le centurie erano comandate da centurioni.

Esistevano anche unità miste di ali e coorti.

I numeri erano costituiti da unità che o non rientravano nella organizzazione predefinita (legioni, ali, coorti) o che conservavano i loro caratteri etnici (costume, armamento, lingua).

Si stima che il complesso degli ausiliari fosse pari al numero dei legionari.

La paga annua dei fanti delle coorti, che ammontava a 75 denari al tempo di Augusto, fu portata a 100 denari nel I secolo, a 150 nel II secolo, a 225 nel III secolo.

La paga annua dei cavalieri delle ali, che ammontava a 250 denari al tempo di Augusto, fu portata a 330 denari nel I secolo, a 500 nel II secolo, a 740 nel III secolo.

Marina

La marina aveva le sue basi a Capo Miseno e a Ravenna.

Ogni base era comandata da un prefetto di ordine equestre. Il prefetto di Miseno era di grado superiore a quello di Ravenna.

Ogni imbarcazione era assimilata ad una centuria ed era comandata da un centurione o trierarco.

Il navarco comandava una squadra navale.

Si stima che in marina operassero 40.000-45.000 uomini.

La paga annua dei marinai, che ammontava a 150 denari al tempo di Augusto, fu portata a 200 denari nel I secolo, a 300 nel II secolo, a 450 nel III secolo.


 

VOLUME
Moggio
8,73 litri
Sestario
0,54 litri
 
PESO
Libbra
327 grammi
Oncia (1/12 di libbra)
27 grammi
 
MONETE
Aureus (ai tempi di Nerone pari a 1/45 di libbra, ai tempi di Diocleziano pari a 1/60 di libbra)
25 denari d'argento
Denaro d'argento (ai tempi di Nerone pari a 1/96 di libbra, ai tempi di Diocleziano il denaro era talmente svalutato che dovette essere emessa una nuova moneta, l'argenteus, pari a 1/20 di aureus)
4 sesterzi

 

Riferimenti bibliografici:

 

Antichità classica

Garzanti

 

Scrittori della Storia Augusta

TEA

Jones A. H. M.

L'economia romana

Einaudi

Le Bohec Y.

L'esercito romano

Carocci

Milan A.

Le forze armate nella storia di Roma antica

Jouvence

Pekary T.

Storia economica del mondo antico

Il Mulino

Rostovzev M.

Storia economica e sociale dell'impero romano

La Nuova Italia

Williams S.

Diocleziano

ECIG

 

 
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