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PROCLO

Successore di Platone

 

Nel V secolo d.C il cristianesimo, divenuto ai tempi di Teodosio religione di stato, prevale coi mezzi del potere sul paganesimo.

Gli ultimi seguaci degli dei non possono più mostrare pubblicamente la propria fede.

Ad Atene una libera università autofinanziata continua nello studio dell'antica sapienza.

Pochi decenni ancora e anche questa ultima voce sarà eliminata dai cristiani.

Ma la filosofia antica non muore e continuerà nel medioevo e fino ai nostri giorni.

Quando Proclo salì all'acropoli di Atene, il custode che stava per chiuderne le porte disse "Se tu non fossi venuto certamente avrei chiuso".

"Ascoltate o dei che avete il timone della sapienza sacra

voi che, dopo aver destato il fuoco che in alto solleva,

agli immortali riconducete le anime dei mortali."

Proclo, Inno agli dei

 

 

LocalitÓ: Impero Romano

Epoca: 412-485 d.C.

L'ambiente storico

La vita di Proclo si svolge nel V secolo, il periodo nel quale si compie il dramma dell'Impero Romano d'Occidente.

Roma viene saccheggiata dai Visigoti di Alarico nel 410, dai Vandali di Genserico nel 455, dalle truppe germaniche dello svevo Ricimero nel 472. Odoacre nel 476 depone l'ultimo imperatore d'Occidente, Romolo Augustolo, e rimanda le insegne imperiali a Costantinopoli.

L'Impero Romano d'Oriente vede avvicendarsi sei imperatori:

- Teodosio II che regna dal 408 al 450;

- Marciano, che conquista il trono sposando Pulcheria, la sorella di Teodosio II, e regnerà fino al 457;

- nel 457 va al potere la dinastia trace con Leone I, che regnerà fino al 474;

- nel 474 gli succede Leone II;

- nello stesso 474 giunge al trono Zenone;,

- dal 475 al 476 regnerà Basilisco;

- a partire dal 476 torna al trono Zenone che vi rimarrà fino al 491.

A Roma si succedono nove papi, tutti dichiarati santi. Nel 415 i cristiani di Alessandria torturano e uccidono selvaggiamente Ipazia, studiosa di filosofia e di matematica, pagana. Nel 431 avviene il Concilio di Efeso contro Nestorio (381-451), patriarca di Costantinopoli, e i pelagiani, nel 451 il Concilio di Calcedonia contro Eutiche, archimandrita di Costantinopoli, e i monofisiti.

Le origini

Proclo nacque a Costantinopoli l'8 febbraio 412 d.C. Il padre era avvocato e per motivi di lavoro si era recato nella capitale dell'Impero Bizantino.

La famiglia era originaria della Licia, regione sulla costa meridionale dell'Asia Minore. Le città principali erano Telmesso, Tlos, Xanto, Pinara, Patara, Mira, Olimpo e Faselide. Il centro anfizionico era Xanto dove si trovava il santuario di Latona, Artemide e Apollo.

I primi studi

Proclo ebbe i primi insegnamenti di grammatica a Xanto, dove la famiglia era ritornata.

Poi il padre decise di mandarlo a studiare diritto ad Alessandria, in Egitto. Aveva intenzione di avviarlo alla sua stessa professione.

Proclo studiò retorica con Leonade e grammatica con Orione, appartenente alla classe sacerdotale egiziana. Prese anche lezioni di retorica latina e di diritto romano.

Leonade tenne Proclo in casa con i suoi figli e lo presentò alle più alte autorità egiziane.

Viaggio a Costantinopoli

Un giorno Leonade, per far piacere al suo amico Teodoro, governatore di Alessandria e studioso di filosofia, si recò a Costantinopoli e decise di farsi accompagnare da Proclo. Leonade prese contatto con i suoi colleghi dell'università di Costantinopoli.

Con decreti del 27 febbraio 425 e del 15 marzo 425 Teodosio II aveva riformato gli studi a Costantinopoli. In particolare era stata introdotta una cattedra di filosofia e due di diritto. L'intenzione era di rilanciare il centro culturale cristiano in contrapposizione ad Atene dove le tendenze pagane erano ancora vive.

Proclo ebbe modo di incontrare professori e studenti di Atene che lo invitarono ad andare nella loro città.

Studi di filosofia ad Alessandria

Ritornato ad Alessandria Proclo cambiò il suo corso di studi, lasciò la retorica e si dedicò alla filosofia.

Studiò la filosofia aristotelica con Olimpiodoro e con Erone, uomo molto religioso, la matematica. Entrambe costituivano la preparazione per poter affrontare la lettura di Platone. Lo studio di Platone era considerato come una iniziazione religiosa alla teologia, agli scritti orfici e agli Oracoli caldaici, raccolti da Giuliano il Caldeo nel II secolo d.C.

Olimpiodoro comprese l'indole di Proclo e gli propose di prendere in sposa sua figlia Erone, dedita anch'essa alla filosofia, ma Proclo rinunciò per potersi dedicare completamente alla filosofia.

Ad Atene

Proclo, dopo aver compiuto la preparazione di base in filosofia, ritenne limitato l'ambiente culturale di Alessandria e decise di recarsi ad Atene, la città che era la sede storica della tradizione filosofica.

Ad Atene intraprese lo studio della filosofia con Siriano, figlio di Filosseno.

Siriano si accorse delle particolari capacità di Proclo e lo fece conoscere al suo maestro Plutarco, capo della Accademia di Atene. Era la fine del 430 o l'inizio del 431. Proclo aveva circa 19 anni. Plutarco era molto vecchio e si era ormai ritirato dall'insegnamento. Volle tuttavia commentare per Proclo il De anima di Aristotele e il Fedone di Platone.

Plutarco prese Proclo in casa sua e lo trattò come un figlio.

L'Accademia

Dopo appena due anni di studi, nel 432, Proclo perse il suo maestro perché Plutarco morì. Prima di morire Plutarco affidò l'allievo a Siriano, che ereditò anche il titolo di diadoco, ossia di direttore dell'Accademia.

L'Accademia si autofinanziava; aveva circa mille nomismata di rendita ogni anno. Un nomisma corrispondeva ad un solidus, ossia a 4,48 grammi d'oro. In tal modo non c'era bisogno di alcuna sovvenzione del governo imperiale. Il centro culturale era pienamente libero di svolgere le proprie attività.

Studi con Siriano

Siriano si curò della formazione di Proclo. In meno di due anni lessero insieme tutto Aristotele, partendo dalle opere di logica per passare a quelle di etica, di politica e di fisica. Infine studiarono la scienza teologica, la metafisica.

Poi passarono altri tre anni nello studio di Platone.

Proclo diadoco, successore di Platone

Nel 437, mentre si accingeva a passare all'insegnamento dei testi orfici e degli Oracoli caldaici, Siriano improvvisamente morì.

Gli successe Proclo, che aveva circa 25 anni.

Proclo si dedicò completamente alla missione educativa. Teneva cinque lezioni al giorno e scriveva quotidianamente 700 righe. Alla sera teneva delle conferenze aperte al pubblico.

Ogni anno la scuola celebrava gli anniversari di Socrate e di Platone. Il genetliaco di quest'ultimo era festeggiato il 7 del mese di Thargelion.

Commentario al Timeo

Intorno al 439, Proclo, a 26 anni, terminò di scrivere il Commentario al Timeo, opera di oltre mille pagine. L'opera è pervenuta incompleta.

Commentario agli Oracoli caldaici

Proclo per cinque anni si dedicò allo studio degli Oracoli caldaici. Intorno al 442 terminò di comporre un commentario agli Oracoli di oltre mille pagine. L'opera non è pervenuta.

Teurgia

Asclepigeneia, la figlia di Plutarco, introdusse Proclo ai misteri della teurgia, in cui era stata edotta dal padre, il quale a sua volta li aveva ricevuti dal suo avo il grande Nestorio.

In esilio

Proclo prese parte ad attività politiche riguardanti la città di Atene. Una volta si trovò in pericolo e dovette fuggire in esilio in Asia Minore, dove rimase per un anno.

Pratiche ascetiche e cultuali

Proclo mangiava e beveva poco, generalmente si asteneva dalle carni, digiunava l'ultimo giorno del mese.

Durante la notte vegliava in preghiera. Adorava il sole all'alba, a mezzogiorno e al tramonto.

Ogni anno andava a visitare le tombe degli eroi attici e dei filosofi. Faceva sacrifici espiatori per le anime dei defunti.

Seguiva le pratiche ascetiche in onore della frigia Cibele, osservava i giorni nefasti degli egiziani, celebrava i noviluni.

Scrisse molti inni dedicandoli agli dei greci, ma anche alle divinità di altri popoli: Marna di Gaza, Asclepio Leontuco di Ascalona, Tiandrite dell'Arabia, l'egiziana Iside. Proclo diceva infatti che "il filosofo non deve essere ministro dei culti di una sola città, né di un solo popolo, ma deve essere sacerdote del mondo intero".

La morte

Proclo morì nel 485, 124° anno dal regno di Giuliano, durante l'arcontato di Nicagora il Giovane, il 17 del mese Munichione, ossia il 17 aprile del calendario romano. Venne sepolto ad Atene nei pressi del Licabetto, accanto a Siriano.

Discepoli e amici

Proclo ebbe numerosi allievi. Alcuni erano destinati allo studio e all'insegnamento della filosofia, ma altri svolgevano professioni civili e politiche. Tra i primi si ricordano:

- Marino di Neapoli, a cui venne dedicato il Commentario sul mito di Er nella Repubblica e che gli succedette nella carica di diadoco;

- Asclepiodoto il Grande, a cui venne dedicato il Commentario sul Parmenide;

- Isidoro di Alessandria, successore di Marino;

- Zenodoto, diadoco dopo Isidoro;,

- Agapio di Atene, che fu professore di Giovanni Lydus a Filadelfia.

Tra i secondi si ricordano:

- Teodoro, ingegnere, a una cui questione risponde il dialogo De Providentia;

- Rufino, uomo politico ateniese.

Proclo mantenne anche ottime relazioni con i funzionari imperiali inviati ad Atene:

- Marcellino, che ebbe un principato in Dalmazia ed Epiro;

- il patrizio Antemio, console nel 455 ed imperatore d'Occidente dal 467 al 472;

- Flavio Messio Febo Severo, console nel 470, divenne prefetto di Roma;

- Flavio Illustrio Pusaio, prefetto del pretorio d'Oriente.

Le opere

Proclo scrisse molto e, nonostante la perdita di molti suoi documenti, quanto rimane fa di lui il filosofo dell'antichità di cui sono rimaste più testimonianze.

Purtroppo la pubblicazione delle sue opere è stata piuttosto lenta fino alla seconda metà del ventesimo secolo in cui si è avuta la Proclus Renaissance.

Attualmente esistono versioni in lingue moderne delle sue principali opere:

- Elementi di teologia

- Teologia platonica

- Commentario al Timeo

- Commentario al Parmenide

- Commentario alla Repubblica

- Commentario all'Alcibiade

- Commentario al Cratilo

- Tria opuscula

Prcolo nella storia della filosofia

Proclo si inquadra nella corrente filosofica neoplatonica che ebbe le sue origini in Plotino (202-270), il suo sviluppo in Porfirio (233-305) e Giamblico (250-330), il suo compimento proprio nel pensiero di Proclo.

Proclo è l'ultimo filosofo pagano. I suoi successori non saranno alla sua altezza e pochi decenni dopo la sua morte, nel 527, l'imperatore cristiano Giustiniano decise di chiudere l'ultimo rifugio del pensiero pagano: la Scuola di Atene.

Con la morte di Proclo termina la filosofia antica, dopo un millennio di studi e di opere alla ricerca di Dio e del rapporto della divinità con gli uomini e con il mondo.

Proclo nel medioevo

Uno scrittore del VI secolo, che falsamente si attribuì il nome di Dionigi l'Areopagita, scrisse delle opere direttamente ispirate alla filosofia di Proclo. Attraverso lo Pseudo-Dionigi la filosofia procliana ebbe una grande influenza sul pensiero medievale.

Nel medioevo la fortuna di Proclo ebbe una strana storia. Infatti alcuni estratti degli Elementi di teologia vennero tradotti in arabo e dall'arabo in latino con il nome di Liber de causis, ma vennero attribuiti ad Aristotele. La traduzione latina venne fatta nel IX secolo da Ilduino, poi da Scoto Eriugena, che fu alla corte di Carlo il Calvo dall'846, da Giovanni Saraceno e nel XIII dall'inglese Roberto Grossatesta (1175-1253).

Il vescovo di Corinto Guglielmo di Moerberke, nel XIII secolo, curò la traduzione latina degli Elementi di teologia e dei Tria opuscula.

Alberto Magno fu influenzato dal Liber de causis. Tommaso d'Aquino riconobbe a Proclo un posto importante nella elaborazione del suo pensiero e verso la fine della sua vita intraprese un commento al Liber de causis.

I mistici tedeschi Eckhart e Taulero furono lettori assidui di Proclo.

Proclo nell'ambiente bizantino

L'influenza di Proclo nell'ambiente culturale bizantino fu notevole. Basti ricordare:

- lo storico Michele Psello (1018-1078);

- Gemisto Pletone (1355-1450) fondatore dell'Accademia filosofica di Firenze ai tempi di Cosimo dei Medici;

- il cardinale Bessarione (1403-1472), arcivescovo di Nicea e legato al concilio di Firenze del 1439.

Proclo nel Rinascimento

L'umanista fiorentino Marsilio Ficino (1433-1499) si riferisce continuamente a Proclo. Scoprì l'influenza di Proclo sui trattati dello Pseudo-Dionigi.

Il cardinale tedesco Nicola Cusano (1401-1464) riprese idee neoplatoniche di origine procliana.

Proclo nell'età moderna

Alcuni concetti di Spinoza (1632-1677), filosofo olandese di origine ebraica, e di Leibniz (1646-1716), filosofo e matematico tedesco, possono essere avvicinati al pensiero di Proclo.

Il filosofo irlandese Berkeley (1685-1753) abbracciò alcune delle principali teorie di Proclo.

Proclo nell'età contemporanea

Il filosofo tedesco Hegel (1770-1831) è stato un grande ammiratore di Proclo. Nelle sue Lezioni di storia della filosofia afferma che Proclo segna il livello più alto della filosofia neoplatonica. La dialettica procliana e la dialettica hegeliana sono state messe spesso a confronto evidenziandone differenze e somiglianze.

L'inglese Thomas Taylor (1758- 1835) ha tradotto la Teologia Platonica, il Commentario al Timeo e moltre altre opere.

Proclo oggi

Nel ventesimo secolo i francesi hanno provveduto a fare l'edizione critica e la traduzione di molte opere del filosofo: Commentario al Parmenide, Elementi di Teologia, Commentario al Timeo, Commentario alla Repubblica, Filosofia caldaica, Arte ieratica, Inni, Commentario ad Euclide, Tria opuscula, Teologia Platonica.

Molti studiosi di varie nazionalità hanno prodotto indagini approfondite sull'opera filosofica del grande neoplatonico dando vita al fenomeno della Proclus Renaissance.

 

Riferimenti bibliografici:

 

Antichità classica

Garzanti

Adorno F.

La filosofia antica

Feltrinelli

Beierwaltes W.

Proclo - I fondamenti della sua metafisica

Vita e Pensiero

Hegel G. W. F.

Lezioni sulla storia della filosofia

La Nuova Italia

Ostrogorsky G.

Storia dell'Impero bizantino

Einaudi

Proclo

Commentary on the Timaeus of Plato (a cura di T. Taylor)

Prometheus Trust

Proclo

Essays and fragments (a cura di T.Taylor)

Prometheus Trust

Proclo

I manuali - I testi magico-teurgici - La vita di Proclo, scritta da Marino (a cura di G. Reale)

Rusconi

Proclo

The theology of Plato (a cura di T. Taylor)

Prometheus Trust

Proclo
Théologie platonicienne - Livre I (a cura di H. D. Saffrey e L. G. Westerink)

Editions Belles Lettres

Reale G.
Introduzione a Proclo

Laterza

Reale G.

Storia della filosofia antica
Vita e pensiero

Zeller F. - Mondolfo R.

La filosofia dei Greci nel suo sviluppo storico - Parte III - Volume VI - Giamblico e la Scuola di Atene

La Nuova Italia

 

 

 
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