Maat - Conoscere la storia per creare il futuro -To know the history to create the future

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PORFIRIO

Pensieri di un pagano

 

La tradizione filosofica dice che dovunque e interamente la divinità è presente, ma che un tempio le è stato consacrato presso gli uomini, il pensiero, soprattutto quello del saggio.
(Porfirio, Lettera a Marcella 11)

Il tempio di Dio sia l'intelletto che è in te: bisogna prepararlo ed ornarlo per una accoglienza adatta a Dio.
(Porfirio, Lettera a Marcella 19)

Dio non ha bisogno di niente: il saggio soltanto di Dio.
(Porfirio, Lettera a Marcella 11)

Porfirio nacque in Siria intorno al 233-234 d.C. Visse a Tiro e a Cesarea. Poi si trasferì ad Atene alla scuola del retore Cassio Longino. A circa trenta anni si recò a Roma alla scuola del filosofo neoplatonico Plotino. Ne divenne, insieme ad Amelio, il più valido collaboratore. Intorno al 268 si recò in Sicilia. Vi soggiornò circa due anni. Ritornò a Roma nel 271. Plotino era morto nel 270 e Porfirio ne continuò l'insegnamento. Porfirio riordinò gli scritti di Plotino e tra il 300 e il 304 li pubblicò. Morì nel 305.

Esponente della cultura romana pagana Porfirio scrisse opere filosofiche e religiose. Sulla linea di Plotino si mantenne sostanzialmente in una religiosità razionale, aggiungendo una tonalità mistica con oscillazioni verso la teurgia.

Nella Lettera a Marcella, Porfirio presenta i principi fondamentali del rapporto tra l'uomo e la divinità nella prospettiva neoplatonica, con evidenti rinvii alla tradizione pitagorica.

Si tratta di un documento storico che cancella le diffuse ed errate opinioni sul paganesimo.

 

Certamente Dio, come Padre di tutti, non ha bisogno di alcuno, ma per noi è bene quando lo adoriamo mediante la giustizia, la castità e le altre virtù. In tal modo rendiamo la nostra vita una invocazione a lui mediante l'imitazione e la ricerca su di lui. La ricerca infatti purifica e l'imitazione rende simili a Dio operando l'attaccamento a lui.
Deum autem simulantes colere, ea sola, per quae Deus adoratur, non agunt. Nam Deus quidem, utpote omnium Pater, nullius indiget; sed nobis est bene, cum eum per iustitiam et castitatem aliasque virtutes adoramus, ipsam vitam precem ad ipsum facientes per imitationem et inquisitionem de ipso. Inquisitio enim purgat, inquit, imitatio deificat affectionem ad ipsum operando

(Porfirio, La filosofia degli oracoli, citato in Agostino, La città di Dio XIX, 23)

 

Davanti a Dio, creatore e re prima di tutte le cose, tremano cielo e terra, il mare, i luoghi occulti degli abissi e rabbrividiscono perfino i numi. Loro legge è il Padre che i santi ebrei molto onorano.
In Deum vero, inquit, generatorem et in regem ante omnia, quem tremit et caelum et terra atque mare et infernorum abdita et ipsa numina perhorrescunt; quorum lex est Pater, quam valde sancti honorant Hebraei.
(Porfirio, La filosofia degli oracoli, citato in Agostino, La città di Dio XIX, 23)

 

Gli dei hanno considerato il Cristo molto religioso e hanno ricordato che è stato reso immortale anche per la sua predicazione.
Christum enim dii piissimum pronuntiaverunt et immortalem factum et cum bona praedicatione eius meminerunt.

(Porfirio, La filosofia degli oracoli, citato in Agostino, La città di Dio XIX, 23)

 

LocalitÓ: Impero Romano

Epoca: 233-305 d.C.

 


 

LETTERA A MARCELLA

Estratti dai capitoli 5-35

 


5

Non stando in ozio viene agli uomini il possesso dei beni reali.
(Porfirio, Lettera a Marcella 5)


6

Vivere una vita facile appartiene agli dei, ma per chi è caduto nel divenire è tutto il contrario.
(Porfirio, Lettera a Marcella 6)


 
7
 
Anche i saggi ritennero che le pene contribuiscono alla virtù più dei piaceri e che, per l'uomo come per la donna, soffrire è la cosa migliore, piuttosto che l'anima insuperbisca, indebolita dal piacere.
(Porfirio, Lettera a Marcella 7)

 


 

8
Le azioni sono fatte per portare la dimostrazione delle opinioni di ciascuno. Chi crede in qualcosa deve vivere in modo da essere testimone fedele di ciò che dice a quelli che l'ascoltano.
(Porfirio, Lettera a Marcella 8)

Io non sono questo individuo che si può percepire e toccare con i sensi, ma un essere separato completamente dal corpo, senza colore e senza forma, che non è possibile in nessun modo toccare con le mani, ma che si può cogliere con il solo pensiero.
(Porfirio, Lettera a Marcella 8)


 
9
Ogni passione dell'anima è il nemico principale della sua salvezza.
(Porfirio, Lettera a Marcella 9)

La mancanza di educazione è madre di tutte le passioni.
(Porfirio, Lettera a Marcella 9)

L'essere educato non consiste nell'acquisizione di molte scienze, ma nella liberazione dalle passioni dell'anima.
(Porfirio, Lettera a Marcella 9)

Le passioni sono principio di malattie.
(Porfirio, Lettera a Marcella 9)

Malattia dell'anima è la malvagità.
(Porfirio, Lettera a Marcella 9)

E' legge religiosa che l'impuro non abbia alcun contatto con il puro.
(Porfirio, Lettera a Marcella 9)

Dobbiamo purificarci dalle passioni e dalle colpe commesse a causa delle passioni.
(Porfirio, Lettera a Marcella 9)

 


 

10

Tu puoi raccogliere ed unificare le nozioni innate cercando di organizzarle, ora che sono confuse, e di portarle alla luce, ora che sono coperte di tenebra.
(Porfirio, Lettera a Marcella 10)

 


 

11

La tradizione filosofica dice che dovunque e interamente la divinità è presente, ma che un tempio le è stato consacrato presso gli uomini, il pensiero, soprattutto quello del saggio.
(Porfirio, Lettera a Marcella 11)

Dio non ha bisogno di niente: il saggio soltanto di Dio.
(Porfirio, Lettera a Marcella 11)

All'uomo saggio Dio dà la libertà di Dio.
(Porfirio, Lettera a Marcella 11)

L'uomo è purificato dal pensiero di Dio.
(Porfirio, Lettera a Marcella 11)

 


 
12
Di tutto il bene che noi facciamo, riteniamone causa Dio. Del male siamo colpevoli noi che lo abbiamo scelto. Dio non ne ha colpa.
(Porfirio, Lettera a Marcella 12)

Si deve pregare Dio per ciò che è degno di Dio.
(Porfirio, Lettera a Marcella 12)

Dono di Dio è tutto ciò che non ti si può togliere.
(Porfirio, Lettera a Marcella 12)

Disprezza ciò di cui non avrai bisogno quando sarai separato dal corpo. Esercitandoti in quelle cose di cui avrai bisogno una volta separato dal corpo, invoca Dio perché ti sia di aiuto in esse.
(
Porfirio, Lettera a Marcella 12)

Tu non avrai bisogno di nessuna di quelle cose che la fortuna spesso, dopo averle concesse, si porta via nuovamente.
(Porfirio, Lettera a Marcella 12)

 


 
13
Desidera e chiedi a Dio ciò che Egli vuole e Lui stesso è.
(Porfirio, Lettera a Marcella 13)

Quanto più si desidera il corpo e ciò che è affine al corpo tanto più si ignora Dio.
(Porfirio, Lettera a Marcella 13)

Un uomo saggio, conosciuto da pochi o anche ignorato da tutti, è conosciuto da Dio.
(P
orfirio, Lettera a Marcella 13)

L'intelletto segua Dio, riflettendo come in uno specchio l'immagine di Dio. L'anima segua l'intelletto. Il corpo sia servo all'anima.
(Porfirio, Lettera a Marcella 13)

 


 
14
E' preferibile gettare alla cieca una pietra piuttosto che una parola.
(Porfirio, Lettera a Marcella 14)

E' preferibile lasciarsi vincere con l'inganno dicendo la verità piuttosto che vincere ingannando. Nel campo morale chi vince con l'inganno è vinto.
(Porfirio, Lettera a Marcella 14)

E' impossibile amare nello stesso tempo Dio e il piacere del corpo. Chi ama il piacere ama il corpo, chi ama il corpo ama il denaro, chi ama il denaro è necessariamente ingiusto. Chi è ingiusto è empio verso Dio ed è pronto ad offendere la legge verso gli altri.
(Porfirio, Lettera a Marcella 14)


 
15
Con coloro dei quali non puoi condividere le opinioni non avere in comune né la vita né discorsi su Dio.
(Porfirio, Lettera a Marcella 15)

Parlare di Dio con chi è corrotto dal suo modo di pensare non è senza rischio e dire davanti a loro la verità su Dio comporta un pericolo uguale a quello di dire la menzogna su Dio.
(Porfirio, Lettera a Marcella 15)

E' bene ascoltare e dire la parola di Dio come se Dio fosse vicino a te.
(Porfirio, Lettera a Marcella 15)

Taccia la parola su Dio davanti alla folla.
(Porfirio, Lettera a Marcella 15)

Non dire o fare o conoscere niente che sia indegno di Dio, ti renderà degno di Dio.
(Porfirio, Lettera a Marcella 15)

L'uomo degno di Dio potrebbe essere un dio.
(Porfirio, Lettera a Marcella 15)

 



16
Tu onererai Dio nella maniera migliore, quando renderai il tuo pensiero simile a Dio. L'assimilazione avverrà soltanto mediante la virtù, perché soltanto la virtù porta l'anima in alto verso ciò che è dello stesso genere.
(Porfirio, Lettera a Marcella 16)

Dio dà forza ad un uomo che agisce bene, ma nelle azioni cattive l'uomo è guidato da un demone cattivo.
(Porfirio, Lettera a Marcella 16)

L'anima malvagia fugge da Dio e si rifiuta di ammettere che esiste la provvidenza di Dio.
(Porfirio, Lettera a Marcella 16)
 
L'anima del saggio è in armonia con Dio, vede sempre Dio, è sempre insieme con Dio.
(Porfirio, Lettera a Marcella 16)
 
Dio ha cura del saggio e provvede a lui. Per questa ragione il saggio è felice .
(Porfirio, Lettera a Marcella 16)
 
Non la lingua del saggio è in onore presso Dio, ma le sue opere.
(Porfirio, Lettera a Marcella 16)
 
Un uomo stolto profana la divinità anche se prega ed offre sacrifici.
(Porfirio, Lettera a Marcella 16)



17
L'uomo si rende gradito a Dio e al tempo stesso si divinizza con l'assimilazione del proprio modo di essere a colui che è eternamente beato.
(Porfirio, Lettera a Marcella 17)
L'uomo si rende empio e non gradito a Dio da se stesso, per la propria falsa opinione di Dio.
(Porfirio, Lettera a Marcella 17)

Empio non è tanto colui che non circonda delle sue cure le immagini degli dei, quanto chi associa con Dio le opinioni dei molti.
(Porfirio, Lettera a Marcella 17)


18

Chi onora Dio come se avesse bisogno di qualcosa, ritiene, senza avvedersene, di essere superiore a Dio.
(Porfirio, Lettera a Marcella 18)

La collera è estranea agli dei, perché la collera insorge per cose non volute, ma per Dio niente è non voluto.
(Porfirio, Lettera a Marcella 18)


19

Né lacrime, né suppliche piegano Dio e neppure offerte di sacrifici onorano Dio. Non è l'abbondanza di doni votivi ad adornare Dio. Ma un pensiero pieno di Dio è unito a Dio.
(Porfirio, Lettera a Marcella 19)

Il tempio di Dio sia l'intelletto che è in te: bisogna prepararlo ed ornarlo per una accoglienza adatta a Dio.
(Porfirio, Lettera a Marcella 19)


20

Se tu avrai sempre davanti alla tua mente che Dio ti è vicino e che veglia su tutte le tue decisioni ed azioni, allora avrai religioso rispetto davanti a questo testimone che niente dimentica. Dio ti sarà compagno nella tua casa.
(Porfirio, Lettera a Marcella 20)

La conoscenza di Dio rende breve il discorso.
(Porfirio, Lettera a Marcella 20)


21

L'anima è sede o di dei o di demoni.
(Porfirio, Lettera a Marcella 21)

Chi crede che Dio esiste e tutto governa ha appreso che tutto è da Dio pensato in precedenza.
(Porfirio, Lettera a Marcella 21)


22

Chi non crede all'esistenza degli dei e alla provvidenza di Dio che tutto governa, soffre come punizione della giustizia il credere che gli dei non esistono e che il tutto è governato da un movimento irrazionale.
(Porfirio, Lettera a Marcella 22)

A costoro gli dei sfuggono, ma non possono essi stessi sfuggire agli dei.
(Porfirio, Lettera a Marcella 22)


23

Coloro che pensano di onorare gli dei e credono fermamente alla loro esistenza, ma trascurano la virtù e la sapienza, costoro hanno rinnegato gli dei e li privano del loro onore.
(Porfirio, Lettera a Marcella 23)

Una fede irrazionale disgiunta dal vivere rettamente non giunge a Dio.
(Porfirio, Lettera a Marcella 23)

Pregare Dio non è un male. Non essergli grato è la cosa moralmente peggiore.
(Porfirio, Lettera a Marcella 23)


24

Nessun dio è causa di mali per l'uomo, ma l'uomo è causa di mali per se stesso, per sua libera scelta.
(Porfirio, Lettera a Marcella 24)

La preghiera accompagnata da azioni cattive è impura e pertanto non è accettata da Dio.
(Porfirio, Lettera a Marcella 24)

Quattro i principi fondamentali: fede, verità, amore, speranza.
(Porfirio, Lettera a Marcella 24)

Bisogna credere perché unica salvezza è la conversione verso Dio.
(Porfirio, Lettera a Marcella 24)

Chi ha creduto deve, per quanto gli è possibile, impegnarsi a conoscere la verità su Dio.
(Porfirio, Lettera a Marcella 24)

Chi ha conosciuto la verità su Dio deve amare Colui che è stato conosciuto.
(Porfirio, Lettera a Marcella 24)

Chi ha amato Dio deve nutrire di buona speranza l'anima per tutta la vita.
(Porfirio, Lettera a Marcella 24)


25

Si distinguono tre leggi: quella di Dio, quella della natura umana, quella stabilita per popoli e città.
(Porfirio, Lettera a Marcella 25)

La legge naturale determina la misura dei bisogni del corpo.
(Porfirio, Lettera a Marcella 25)

La legge secondo i popoli assicura la comunità, in virtù dell'accordo reciproco.
(Porfirio, Lettera a Marcella 25)

La legge divina venne stabilita dall'Intelletto per la salvezza delle anime razionali.
(Porfirio, Lettera a Marcella 25)


26

La legge divina è sconosciuta alle anime impure a causa della follia e dell'intemperanza, ma è chiaramente riconoscibile mediante l'impassibilità e la razionalità.
(Porfirio, Lettera a Marcella 26)

Niente per l'uomo è superiore alla legge divina.
(Porfirio, Lettera a Marcella 26)

Solo l'Intelletto conosce la legge divina ... La scopre in se stesso impressa come un sigillo.
(Porfirio, Lettera a Marcella 26)

Corpo dell'Intelletto si deve porre l'anima razionale, che l'Intelletto nutre portando, mediante la luce che è in lui, a riconoscere le nozioni che sono in essa, che egli ha impresso e ha scolpito derivandole dalla verità della legge divina. Egli ne diventa maestro e salvatore, la nutre, la custodisce e la guida verso l'alto: le parla in silenzio la verità.
(Porfirio, Lettera a Marcella 26)


27

Tu devi comprendere la legge di natura e da questa elevarti a quella divina, che ha regolato anche la legge di natura.
(Porfirio, Lettera a Marcella 27)

Le leggi scritte sono emanate nell'interesse degli uomini moderati, non perché non commettano ingiustizia, ma perché non subiscano ingiustizia.
(Porfirio, Lettera a Marcella 27)

La ricchezza della natura veramente filosofica ha limiti precisi, ma quella delle illusioni vane non ha limiti ed è difficile da ottenere.
(Porfirio, Lettera a Marcella 27)


28

Gli dei ordinarono di mantenersi puri con l'astinenza dai cibi e dai piaceri del sesso.
(Porfirio, Lettera a Marcella 28)

E molti ottenuta la ricchezza, non trovarono la liberazione dai mali, ma un sostituto di mali più grandi.
(Porfirio, Lettera a Marcella 28)

Niente è così necessario come il conoscere bene ciò che non è necessario.
(Porfirio, Lettera a Marcella 28)

Bastare a se stessi è la ricchezza più grande.
(Porfirio, Lettera a Marcella 28)


29

Si è infelici o per paura o per desiderio futile e senza confini.
(Porfirio, Lettera a Marcella 29)

E' meglio per te essere sereno giacendo su di un pagliericcio piuttosto che essere inquieto avendo un letto d'oro ed una tavola sontuosa.
(Porfirio, Lettera a Marcella 29)


30

Il grido della carne è non aver fame, non aver sete, non aver freddo.
(Porfirio, Lettera a Marcella 30)

La natura insegna a considerare di poco conto le cose che vengono dalla fortuna. Quando si è fortunati ad imparare ad accettare la sfortuna. Quando si è sfortunati a non ritenere gran cosa essere fortunati. A ricevere impassibili i beni che vengono dalla fortuna, a stare all'erta contro i mali che sembrano venire dalla sfortuna.
(Porfirio, Lettera a Marcella 30)

La sapienza e la scienza non hanno nulla in comune con la fortuna.
(Porfirio, Lettera a Marcella 30)


31

Con l'amore di una vera filosofia è dissolto ogni desiderio che turba ed affatica l'anima.
(Porfirio, Lettera a Marcella 31)

Vana è la parola di quel filosofo da cui non è guarita nessuna passione dell'anima.
(Porfirio, Lettera a Marcella 31)


32

Se tu non terrai a mente che il corpo ti sta attaccato così come la membrana agli embrioni portati nel seno e lo stelo al grano che germoglia, non conoscerai te stesso.
(Porfirio, Lettera a Marcella 32)

Come dunque la membrana, cresciuta insieme con l'embrione, e lo stelo del grano, quando sono diventati maturi, sono gettati, così anche il corpo, attaccato all'anima, che gli è stata inseminata, non è parte dell'uomo.
(Porfirio, Lettera a Marcella 32)

Quante fatiche gli altri soffrono per il corpo, tante pene l'uomo intelligente e caro agli dei s'impegnerà a patire per l'anima.
(Porfirio, Lettera a Marcella 32)


33

Mandato nudo quaggiù, nudo invocherà colui che l'ha mandato: poiché Dio ascolta soltanto chi non è caricato da pesi altrui.
(Porfirio, Lettera a Marcella 33)

Chi è stato legato nella natura lega colui che l'ha legato.
(Porfirio, Lettera a Marcella 33)

Le cose che sono generate da un'anima verginale e da un intelletto vergine sono le più beate: poiché dall'incorrotto nasce l'incorrotto.
(Porfirio, Lettera a Marcella 33)


34

Grande educazione è essere padroni del corpo.
(Porfirio, Lettera a Marcella 34)

Spesso per la guarigione tagliamo alcune membra: ma per l'anima sii pronto a recidere tutto intero il corpo.
(Porfirio, Lettera a Marcella 34)

Non esitare a morire per quelle cose per le quali vuoi vivere.
(Porfirio, Lettera a Marcella 34)

Di ogni impulso sia guida la ragione.
(Porfirio, Lettera a Marcella 34)

E' ancora più orribile essere servo delle passioni che dei tiranni.
(Porfirio, Lettera a Marcella 34)

Chi si lascia dominare dalle passioni è impossibile sia libero.
(Porfirio, Lettera a Marcella 34)


35

Non servirti mai delle membra per puro piacere.
(Porfirio, Lettera a Marcella 35)

E' molto meglio morire piuttosto che ottenebrare l'anima con l'incontinenza.
(Porfirio, Lettera a Marcella 35)

Fondamento della pietà sia da te considerato l'amore per gli uomini.
(Porfirio, Lettera a Marcella 35)

 

 


Riferimenti bibliografici:

Adorno F.

La filosofia antica

Feltrinelli

Agostino

La città di Dio

Città Nuova

Girgenti G.

Il pensiero forte di Porfirio
Vita e Pensiero

Girgenti G.

Porfirio
Laterza

Porfirio

Commentario al Parmenide di Platone (a cura di P. Hadot)
Vita e Pensiero

Porfirio

Discorsi contro i cristiani (a cura di C. Mutti)
Edizioni di Ar

Porfirio

Isagoge (a cura di G. Girgenti)

Rusconi

Porfirio

Sentenze sugli intellegibili (a cura di G. Girgenti)

Rusconi

Porfirio

Storia della filosofia (a cura di A. R. Sodano)

Rusconi

Porfirio

Vangelo di un pagano (a cura di R. Sodano)

Rusconi

Porfirio

Vita di Pitagora in "Pitagora - Le opere e le testimonianze" (a cura di M. Giangiulio)

Mondadori

Porfirio

Vita di Plotino in "Enneadi" (a cura di G. Faggin)

Rusconi

Porphyre

De l'Abstinence

Les Belles Lettres

Porphyre

Vie de Phythagore - Lettre à Marcella

Les Belles Lettres

Porphyry

Against the christians (a cura di R. J. Hoffmann)
Prometheus Books

Porphyry

Select works of Porphyry (traduzione di T. Taylor)
Prometheus Trust

Reale G.

Storia della filosofia antica
Vita e pensiero

 


 

 
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