Maat - Conoscere la storia per creare il futuro -To know the history to create the future

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EGITTO

Da Alessandro Magno all'invasione araba

 

L'amministrazione greca e romana fece raggiungere all'Egitto un livello di sviluppo e di ricchezza sconosciuto nei secoli precedenti. Le dominazioni libiche, assire, nubiane, persiane avevano provocato il declino economico, sociale e politico dell'Egitto.

L'introduzione della economia monetaria, l'abolizione del regime feudale, l'incremento del commercio estero, la ricostruzione della flotta mercantile e militare, la costruzione di strade, canali e porti, la trasformazione dei villaggi in città, la creazione di centri culturali di livello internazionale riportarono l'Egitto ad essere un punto di riferimento fondamentale nell'area mediterranea.

Su una moneta romano-alessandrina emessa dall'imperatore Antonino Pio le personificazioni del Nilo e del Tevere si danno la mano. E' la dextra coniunctio, segno di concordia: omonoia è scritto nella parte inferiore della moneta. Roma rinnovò e continuò l'antica civiltà egiziana.

A partire da Costantino la situazione cambiò. Il potere passò al patriarca cristiano di Alessandria e al suo esercito privato. L'Egitto si trasformò in una teocrazia con il potere civile che perdeva sempre più il controllo della situazione.

Nel VII secolo 4.000 arabi superarono il confine e fu la fine dell'Egitto bizantino.

 

LocalitÓ: Egitto

Epoca: dal IV secolo a.C. al VII secolo d.C.


 

INDICE

 

PERIODI STORICI DELL'EGITTO

EGITTO GRECO

EGITTO ROMANO

EGITTO BIZANTINO

INVASIONE ARABA

 


 

PERIODI STORICI DELL'EGITTO

La storia dell'Egitto, prima della invasione araba, può essere suddivisa nei seguenti periodi:

- Periodo faraonico: dal 3200 al 332 a.C.

- Periodo greco: dal 332 al 30 a.C.

- Periodo romano: dal 30 a.C. al 324 d.C.

- Periodo bizantino: dal 324 al 642 d.C.

Complessivamente il periodo greco-romano-bizantino durò circa un millennio.

Il periodo faraonico comprende:

- dalla I alla XXVI dinastia (3150-525 a.C.)

- la XXVII dinastia, prima persiana (525-404 a.C.): da Cambise ad Artaserse II

- dalla XXVIII alla XXX dinastia (404-343 a.C.): da Amirteo a Nectanebo II

- la XXXI dinastia, seconda persiana (343-332 a.C.): da Artaserse III a Dario III Codomano

Il periodo greco comprende:

- la dinastia macedone (332-310 a.C.): da Alessandro Magno ad Alessandro IV Aigos

- la dinastia dei Tolomei (306-30 a.C.): da Tolomeo I Soter a Cleopatra VII e Tolomeo XV Cesare.

Il periodo romano comprende:

- dall'imperatore Augusto (I secolo a.C.) all'imperatore Diocleziano (IV secolo d.C.).

Il periodo bizantino comprende:

- dall'imperatore Costantino (IV secolo d.C.) all'imperatore Eraclio (VII secolo d.C.).

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EGITTO GRECO
(dal IV secolo a.C. al I secolo a.C.)

 

Alessandro Magno

Nel novembre del 332 Alessandro Magno entrò in Egitto senza trovare significativa resistenza da parte del satrapo persiano Mazakes.

La popolazione egiziana odiava gli oppressori persiani.

A differenza dei libici e dei nubiani, che avevano sottomesso l'Egitto, ma avevano cercato la continuità politica con la tradizione faraonica, i persiani avevano ridotto l'Egitto ad una satrapia, ossia ad una provincia del loro vasto impero.

I persiani commisero il più grande errore facendosi nemico il clero egiziano, bruciandone i templi e compiendo azioni sacrileghe.

Alessandro venne accolto come un liberatore dalla popolazione. I sacerdoti dell'oasi di Siwa riconobbero in lui il figlio del dio Amon.

Alessandro fondò sul Mediterraneo la città di Alessandria.

Nel 331 Alessandro lasciò l'Egitto per andare a combattere Dario III.

Nel 323 Alessandro morì a Babilonia. Il suo corpo venne seppellito provvisoriamente a Menfi, l'antica capitale, e poi ad Alessandria, la nuova capitale.

I generali di Alessandro non riuscirono a mettersi d'accordo sul successore e finirono per dividersi l'Impero.

I Tolomei

Tolomeo, figlio di Lago e generale di Alessandro Magno, governò l'Egitto con il titolo di satrapo, teoricamente in nome di Filippo III Arrideo, fratellastro di Alessandro, fino al 317, quando Filippo venne assassinato da Olimpia, madre di Alessandro Magno.

Tolomeo continuò a governare l'Egitto in nome di Alessandro IV Aigos, figlio di Alessandro e di Roxane, fino al 310, quando questi venne ucciso da Cassandro, governatore della Macedonia.

Tolomeo attese che la intricata situazione della successione si chiarisse e nel 306 si attribuì il titolo di faraone d'Egitto fondando una dinastia che sarebbe durata fino a Cleopatra VII.

I faraoni greci

I Tolomei assunsero la titolatura ed il cerimoniale faraonico.

La sequenza dei faraoni nel periodo greco è la seguente:

- Tolomeo I Soter "Salvatore" (306-285)

- Tolomeo II Philadelphos "Che ama i fratelli" (285-246)

- Tolomeo III Evergetes I "Che fa il bene" (246-221)

- Tolomeo IV Philopator "Che ama il padre" (221-204)

- Tolomeo V Epiphanes (204-180)

- Tolomeo VI Philometor "Che ama la madre" (180-145)

- Tolomeo VII Eupator (morto prima di regnare)

- Tolomeo VIII Evergetes II, detto Phiskon ossia "Grassone" (169-163) e (145-116)

- Tolomeo IX Soter II "Salvatore" (116-106) e (88-81)

- Tolomeo X Alessandro I (108-88)

- Tolomeo XI Alessandro II (80)

- Tolomeo XII Neos Dionysos "Nuovo Dioniso" detto dal popolo Auletes ossia "Suonatore di flauto" (80-51)

- Cleopatra VII (51-30) con Tolomeo XIII (51-48), Tolomeo XIV (48-44) e Tolomeo XV Cesare, figlio di Cleopatra e Giulio Cesare (44-30).

La continuità dei faraoni greci

I Tolomei cercarono di legittimare la loro posizione sottolineando la continuità della nuova dinastia con il passato faraonico.

Tolomeo I incaricò Ecateo di Abdera di scrivere un profilo filosofico sui meriti dei faraoni del passato.

Verso il 280 Tolomeo II incaricò il sacerdote egizio di lingua greca Manetone di redigere una lista dei sovrani egiziani a partire dal primo re unificatore dell'Alto e del Basso Egitto.

La politica estera

I Tolomei si mostrarono aggressivi in politica estera e frequenti furono le guerre in ispecie con la Siria, su cui regnavano i Seleucidi, ossia i discendenti di Seleuco, un altro generale di Alessandro.

L'estensione del dominio dei Tolomei variò nel tempo comprendendo anche l'isola di Cipro, molte isole dell'Egeo, la Coelesiria, ossia Palestina e Fenicia, la Cirenaica e alcune zone della Caria.

La politica interna

I Tolomei fecero compiere all'Egitto notevoli progressi economici.

La miglior qualità della vita non fu tuttavia sufficiente ad evitare delle sommosse da parte degli egiziani che rivendicavano una maggiore partecipazione all'attività politica. Ribellioni nella regione tebana si ebbero nel 209-208 e nell'88-86 a.C.

I Tolomei provvidero a riorganizzare amministrativamente l'Egitto, sostanzialmente immobile da lunghissimo tempo. Lo fecero uscire dall'isolamento e lo inserirono nel mondo ellenistico aprendo nuove vie di comunicazione e favorendo gli interscambi.

Distretti amministrativi (nomoi)

L'antica divisione in distretti venne mantenuta dai Tolomei, che provvidero ad esaltare il ruolo delle città capitali di distretto.

Vennero costituiti 20 nomoi nel Basso Egitto (il Delta) e 22 nell'Alto Egitto.

La sostituzione dei principi ereditari con funzionari amministrativi temporanei migliorò notevolmente le condizioni di vita nei distretti.

Località

Nelle tabelle seguenti si riportano i nomi di alcune località secondo la toponomastica egiziana, greco-romana, copta e araba.

Nomoi
(A=Alto Egitto
B=Basso Egitto)
Nome egiziano
Nome greco-romano
Nome copto
Nome arabo
A - 01 Suenet  Syene   Assuan
A - 01 (isola del tempo di Ra) Phile    
A - 01   Elephantine   Elefantina 
A - 01   Ombos   Kom Ombo
A - 02 Gebat Apollinopolis Magna   Edfu
A - 03 Iunit, Senet Latopolis   Esneh
A - 03 Nkheb Eileithyiapolis   El-Kab
A - 03 Nekhen Hierakonpolis   Kom-el-Ahmar
A - 04 Uaset, Het-Amon, Nut-Amon Diospolis Magna, Thebai    
A - 04 Iuni, Iunu-Montu  Hermontis Ermont  Armant
A - 04 Opet Isut     Karnak
A - 04 Opet Reset     Luxor
A - 04 Madu     Nag el-Madamud
A - 05 Gebtu Koptos Kebto, Keft  Kuft
A - 05 Gesa, Gesi Apollinopolis Parva   Qus
A - 05 Nubit Ombos    
A - 06 Iunet, Tantere Tentyris   Dendera
A - 07 Het-Sekhem, Hut Diospolis Mikra o Parva Ho, Hou  Hiw
A - 08 Tanit, Teni This, Thinis   Girga
A - 08 Abedu  Abydos Ebot, Abot Abido
A - 09 Ipu, Khent-min Khemmis, Panopolis  Khmin Akhmin
A - 10 Per-Hathor Pathyris, Aphroditopolis   Gebelein
A - 10 Cebu. Dew-qa  Antaiopolis   Qaw el-Kebir
A - 11 Shas-hotep Hypselis   Shutb
A - 12       el-Atawla
A - 13 Menset Leontopolis    
A - 13 Sauti Lycopolis   Asyut
A - 13 Het-Shenyt      
A - 14 Kes o Kusit Kusai   Kusiyeh
A - 15 Khmun (città delle otto divinità) Hermopolis   el-Ashmunein
A - 15   Antinoopolis   el-Sheikh Ibada
A - 16   Neferusi    
A - 16 Hebenu Hibis   Kom el-Ahmar, el-Minya 
A - 17 Kasa Kynopolis   el Kes
A - 18   Ankyronon Polis   el-Hiba
A - 19 Per-Meget Oxyrhynchos Pemge el-Bahnasa
A - 20 Henen-nesut Heracleopolis Magna Henes  Ihnasya el-Medina 
A - 21 Semen-Hor Nilopolis   Maidum
A - 22   Aphroditopolis    Atfih
         
B - 01 Men Nefer (stabile è la bellezza) Memphis Menfe  Menfi 
B - 02 Khem Letopolis   Ausim
B - 03 Pa Gehuti (dimora di Toth) Hermopolis Parva Dimanhoru (Casa di Horus) Damanhur
B - 03 Behedet      
B - 03 Imu, Paneb-amu Apis    
B - 03 Raqote  Alexandreia   Alexandria
B - 03   Taposiris Magna   Abusir
B - 04 Geka Prosopis    
B - 05 Sais       
B - 05 Per-Uadit Buto Pouto Tell el-Farain
B - 05   Naukrates   el-Niqrash
B - 06 Khaset Xois   Sakka
B - 07        
B - 08 Ceku, Per-Atum (la casa di Atum)    Pithom (nella Bibbia)  Tell el-Maskhuta 
B - 09 Per Osir (dimora di Osiride) Busiris   Abusiris
B - 10   Athribis     
B - 11 Shednu, Hebes-Ka Pharbaetos   Hesebt, Hurbeit
B - 11   Leontopolis   Tell el-Muqdam
B - 12 Cebnuter Sebennyitos Gebenute o Gemnuti Samannud 
B - 13 Iunu  Heliopolis  On  Tell Hisn, el-Matariya 
B - 14 Gian     Zalu
B - 14 Gebat-Nehet Sile    
B - 14   Pelousion, Pelusium    
B - 15 Ba'h  Hermopolis Parva   el-Baqliya, Tell el-Naqus
B - 16 Per-baneb-dedet (la casa dell'ariete Signore di Dedet) Mendes, Thmuis   Tell el-Ruba, Tell el-Timai
B - 17 Pa-khen-en-Amon Diospolis   el-Balamun 
B - 18 Bast, Per-Bastet (la casa di Bastet)  Bubastis    
B - 19 Za'net Tanis   San el Hagar
B - 20 Per-Sopdu (la casa di Soped) Phakussa   Faqus

 

Altri nomi di località
Nome egiziano
Nome greco-romano
Nome copto
Nome arabo
  Pa-Tum o Pi-Atum Patamos, Heroopolis (periodo tolemaico), Ero (periodo romano)   Tel el-Retabah
 In Nubia Baki Contra Pselkhis   Quban
 In Nubia       Dabod
 In Nubia   Talmis   Kalabasha
 In Nubia Mi'am     Aniba
 In Nubia       Abu Simbel
 In Nubia Pa-Selkit Pselkhis   el-Dakka
 In Nubia   Napata    Gerbal Barkal
 In Nubia Miriuat Meroe    Begrawiya 
 Nel Fayyum Ta-She o Shedet Crocodilopolis poi Arsinoe   Medinet el Fayyum
Afroditopoli del nord Matenu, Pa-neb-tep-ahi, Tep-ahi (dimora della signora a testa di vacca) Aphroditopolis    
Alto Egitto Ta Shemau      
Arabia? Etiopia? Punt      
Bassa Nubia Wawat      
Creta Keftiu      
Delta Ta-Meh (Terra del Nord) Delta    
Egitto Kemi (La terra nera) Aigyptos (dal babilonese Hikuptah, trascrizione dell'egiziano Hetkaptah ossia "Città del ka di Ptah", nome di Menfi   Misr
Fayyum  Pa-yom (il mare), She-resi (il lago meridionale)   Phiom Fayyum
Fenicia Fenkhu      
Greci, Egei, Ioni Habu-nebu, Wynn (Ioni)      
Hyksos Heta Kasut (capi di nazioni straniere)      
in Fenicia Keben Byblos    
Lago Moeris Mer-uer Moeris   Birket Karun
Libia Tehenu      
Mar Mediterraneo Uadji-urit (grande verde)      
Mar Rosso Uadji-urit (grande verde)      
Nubia Nub (oro) Nubia    
Siria Rutennu      
Sudan centrale Kush Aitiopia    

 

La finanza

Ad Alessandria venne creata una zecca che batteva moneta aurea e argentea: lo statere d'oro e la tetradracma. Era la prima volta che l'Egitto aveva una propria moneta.

Venne proibito l'uso di moneta straniera, che doveva essere convertita in moneta egiziana per poter essere utilizzata nelle transazioni economiche e finanziarie.

Fu creato un ministero delle finanze.

La lingua

Greci ed egiziani continuarono a parlare le loro lingue. Gli egiziani dovettero anche imparare il greco per poter entrare a far parte della burocrazia o dell'esercito.

Le cariche

Le principali cariche della amministrazione civile e militare vennero assegnate ai greci.

Incarichi amministrativi subordinati o locali furono resi accessibili anche agli egiziani.

Anche le carriere militari vennero aperte agli egiziani.

La popolazione

Si stima che la popolazione egizia autoctona fosse di circa 3 milioni di persone.

Si calcola che, attratti dallo sviluppo economico impresso all'Egitto dai Tolomei, almeno un milione di greci d'Europa, greci d'Asia, macedoni, traci, siriani, persiani, arabi, ebrei si riversasse in Egitto. La maggior parte, almeno 500.000, si stabili ad Alessandria, la nuova capitale.

Secondo Diodoro Siculo la popolazione crebbe sotto il regno di Tolomeo I fino a una cifra compresa tra i 5 e i 7 milioni di abitanti.

La legislazione

La legislazione rimase distinta per greci ed egiziani.

Agli ebrei venne riconosciuto uno statuto a parte.

La flotta

I Tolomei crearono una delle flotte più importanti del Mediterraneo. Tenuto conto della scomparsa di Cartagine a partire dal 202 e dello stato nascente della flotta romana, la flotta egiziana fu a lungo la più importante sul piano commerciale ed una delle più significative sul piano militare.

Venne costruito, da Tolomeo II, il porto di Berenice sul Mar Rosso allo scopo di collegare l'Egitto con la penisola arabica, le zone più a sud dell'Africa e l'India. Un ambasciatore di Tolomeo II venne ricevuto da Maurya Bindusara o dal successore Ashoka (273-232 a.C.).

La terra

La proprietà della terra, secondo la tradizione faraonica, rimase dello Stato. Il faraone poteva assegnare la terra in concessione a burocrati o militari, oppure poteva darla in affitto a privati. In entrambi i casi non si trattava di una cessione, anche se nel primo caso esisteva in pratica la possibilità di ereditarla, almeno come beneficio connesso ad una carica.

Tolomeo II rilanciò l'economia agricola del Fayyum dando 2.800 ettari, coltivati a vigneto e ad oliveto, ai veterani greci e macedoni.

Le opere idrauliche

I Tolomei provvidero a realizzare numerose opere per l'irrigazione, trascurata negli ultimi secoli del periodo faraonico, ossia sotto le dinastie saitiche, nubiane e persiane.

Nelle aree basse furono costruite dighe e chiuse per controllare l'inondazione e bacini per provvedere ai periodi di magra del Nilo.

Vennero utilizzati meccanismi di sollevamento nelle aree dove l'inondazione non arrivava naturalmente. Si ricordano lo shaduf, il sakkiyeh e la vite di Archimede.

Il sakkiyeh, ruota idraulica mossa da buoi, e la vite di Archimede vennero inventate in epoca greca.

Lo shaduf era di antica tradizione.

I Tolomei estesero notevolmente l'area coltivata soprattutto nella zona del Fayyum.

Le strade

La rete stradale venne notevolmente ampliata sia dai greci che dai romani, con conseguenze molto positive sul commercio e il movimento di beni e di persone.

I canali

Tolomeo II Filadelfo fece riattivare il canale tra il Mar Rosso e il Nilo, progettato dal faraone Necho della XXVI dinastia, portato a termine da Dario I.

Dopo un periodo di decadenza l'imperatore Traiano provvide a dragare il canale e a riattivarlo.

Sincretismo religioso

Si sviluppò il sincretismo religioso.

Si cercò una corrispondenza tra gli antichi dei egiziani e gli dei del pantheon greco. Ad esempio: Ammon-Zeus, Thoth-Hermes, Athor-Afrodite, Iside-Hera, Horus-Apollo, Ptah-Efesto.

Si crearono nuovi dei fondendo in una unica e polivante concezione dei egiziani e greci.

Tolomeo I introdusse il culto di Serapide, che riuniva caratteri degli dei greci Zeus, Dioniso, Helios ed Esculapio, insieme a caratteri degli dei egiziani Ammon, Osiride, Apis.

Serapide venne riconosciuto come sposo di Iside, di cui venne sviluppato il culto, e padre di Arpocrate-Horus giovane.

I templi dedicati a Serapide presero il nome di Serapei e i templi dedicati ad Iside quello di Isei. I Serapei e gli Isei si diffusero non solo in Egitto, ma anche nel resto del mondo ellenistico e in quello romano.

Edilizia sacra

Si sviluppò notevolmente l'edilizia sacra.

Tolomeo III iniziò la costruzione del tempio di Edfu, secondo per importanza solo a quello di Karnak. Da Edfu partiva la strada verso Berenice, il porto sul Mar Rosso fatto costruire da Tolomeo II.

Tolomeo VI iniziò la costruzione del tempio di Kom Ombo, portato a termine da Tolomeo XII.

Il tempio di Dendera venne iniziato da Tolomeo IX e portato a termine da Nerone.

I templi di File sono tutti stati costruiti o restaurati in età tolemaica o romana.

Riti

Si adottarono gli antichi riti, che vennero rinnovati e riportati all'antico splendore.

La cultura

I Tolomei promossero la cultura sia umanistica che scientifica.

La Biblioteca di Alessandria

Nel 290 Tolomeo I iniziò la costruzione della biblioteca di Alessandria, portata a termine da Tolomeo II.

All'epoca di Tolomeo II vi erano conservati 523.800 rotoli. Ai tempi di Cleopatra 700.000.

Il poeta Callimaco ne organizzò i cataloghi.

Il Museo

Sempre nel 290 venne istituito il Museo, ossia il tempio delle Muse, una fondazione culturale nella quale venivano accolti poeti, scrittori, filosofi, artisti e scienziati in qualità di ospiti del faraone. Tra gli altri:

Tolomeo VIII decise di esiliare scienziati ed umanisti del Museo, accusandoli di favoreggiamento verso il rivale Tolomeo VI.

Nell'isola di Faro si radunarono i settantadue dotti che tradussero dall'ebraico l'Antico Testamento in greco. L'opera venne terminata nel 117 a.C.

Il commercio

Alessandria divenne il punto di arrivo:


- delle carovane che provenivano dall'India e dalla Cina attraverso la nabatea Petra;

- delle carovane provenienti dalle steppe russe, attraverso l'Anatolia, la Fenicia e la Palestina;

- delle navi provenienti da Spagna, Gallia e Britannia;

- delle carovane che si formavano sulla costa occidentale del Mar Rosso, dove giungevano le navi provenienti dall'Oceano Indiano.

Secondo Diodoro Siculo una spedizione venne inviata da Tolomeo II in Nubia alla ricerca di nuove erbe medicinali, ma forse anche di elefanti da utilizzare nell'esercito, come avvenne nel 263 a.C. nella battaglia contro Antioco I di Siria.

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EGITTO ROMANO
(dal I secolo a.C. al IV secolo d.C.)

Roma e il Mediterraneo

Nel IV secolo a.C., quando i Tolomei avevano dato inzio al loro regno, la situazione internazionale del Mediterraneo era la seguente:

- Mediterraneo Occidentale sotto il controllo dei cartaginesi e dei greci d'Italia, in particolare Siracusa e Taranto;

- Mediterraneo Orientale sotto il controllo delle tre monarchie ellenistiche: Macedonia, Siria, Egitto.

Nel II secolo a.C. la situazione era mutata:

- l'Italia era stata unificata da Roma e i greci di Pirro erano stati costretti a lasciare l'Italia che avevano tentato di invadere (275 a.C.);

- i cartaginesi, che avevano invaso l'Italia con Annibale, erano stati sconfitti dai romani (Zama 202 a.C.) e Cartagine era stata distrutta (146 a.C.);

- i macedoni, che si erano alleati con i cartaginesi, erano stati sconfitti dai romani (Cinocefale 197 a.C.; Pidna 168 a.C.);

- il re Antioco di Siria, che aveva tentato di invadere la Grecia, era stato sconfitto dai romani (Magnesia 190 a.C.) e costretto a rinunciare ad alcuni territori dell'Asia Minore in favore di Roma e di suoi alleati;

- la Grecia (146 a.C.) e la Macedonia (148 a.C.) erano state trasformate in province romane.

In sostanza nel II secolo a.C. Roma era divenuta la potenza predominante sia nel Mediterraneo Occidentale che in quello Orientale.

L'Egitto prima di Roma

Sul finire del III secolo a.C. i Tolomei avevano perso, ad opera dei Seleucidi, il loro impero, ad eccezione di Cirene e di Cipro.

Nel III secolo, durante il regno di Tolomeo VI, l'Egitto venne invaso dai Seleucidi (170 e 168 a.C.), che posero addirittura un loro governatore a Menfi.

Nell'estate del 168 a.C. un ambasciatore romano, Popilio Lenate, si recò presso il quartier generale di Antioco V a Pelusio. Bastò la sola minaccia di un intervento dei legionari per far ritirare l'esercito siriano.

Dopo questo episodio l'Egitto divenne un protettorato romano. I Tolomei ricorsero a Roma per risolvere le loro dispute dinastiche o per avere aiuto militare.

Tolomeo VIII, morto nel 116 a.C., lasciò in eredità ai romani l'Egitto, qualora non ci fossero stati suoi eredi diretti.

Nel 96 a.C. Tolomeo Apione lasciò in eredità a Roma il suo regno di Cirene. Nel 74 a.C. la Cirenaica divenne provincia romana.

Nel 58 a.C. il Senato romano risolse una disputa sulla successione dei Tolomei e riconobbe Tolomeo XII come sovrano dell'Egitto. Contemporaneamente dichiarò Cipro provincia romana.

Nel 48 a.C. Giulio Cesare entrò in Egitto inseguendo il rivale Pompeo. Ad Alessandria incontrò Cleopatra, una delle ultime discendenti dei Tolomei. Tra i due nacque una relazione ed un figlio: Tolomeo Cesarione. La ventenne Cleopatra seguì il cinquantenne Giulio Cesare a Roma, ma dopo il suo assassinio (44 a.C.) dovette tornare in Egitto.

Il controllo dei possedimenti di Roma venne diviso tra Ottaviano (l'Occidente) e Marco Antonio (l'Oriente).

Cleopatra stabilì una relazione con Marco Antonio, da cui ebbe tre figli.

Nella battaglia navale di Azio (31 a.C.) Marco Antonio venne sconfitto da Ottaviano, anche a a causa dello strano comportamento di Cleopatra che abbandonò la battaglia quando questa era ancora indecisa.

Dopo la conquista di Alessandria e la morte di Marco Antonio (30 a.C.), Cleopatra cercò di incontrare Ottaviano che invece la imprigionò. Cleopatra allora decise di suicidarsi (12 agosto del 30 a.C.). La dinastia dei Tolomei era finita.

L'Egitto romano

L'Egitto non divenne una provincia dell'Impero Romano, ma una proprietà privata dell'imperatore che lo governava mediante un suo delegato, di rango equestre, con il titolo di prefetto. Il primo prefetto fu Elio Gallo.

Ai senatori romani venne vietato di entrare in Egitto, dove avrebbero potuto far valere la loro autorità.

Gli imperatori assunsero la titolatura faraonica in segno di continuità.

Per trecento anni la pace e la prosperità regnarono in Egitto.

Non ci furono più guerre civili per le successioni dinastiche e nemmeno avventure politico-militari contro le vicine popolazioni.

L'Egitto venne a trovarsi compreso tra il Mar Mediterraneo, controllato dalla flotta romana, e le province romane di Cirenaica e Siria, che comprendeva anche la turbolenta regione della Palestina.

Confine orientale dell'Egitto

In pericolo rimanevano la regione a sud dell'Egitto e la zona sul Mar Rosso confinante con l'Arabia.

Il problema arabico verrà risolto dall'imperatore Traiano che nel 106 costituirà la provincia dell'Arabia Petrea. La pace nella zona ebbe come immediata conseguenza la riapertura del canale tra il Mar Rosso ed il Nilo.

Traiano provvide anche a pacificare tutta la zona del Medio Oriente costituendo le province di Armenia (114 d.C.), Assiria e Mesopotamia, odierno Iraq (116 d.C.).

Confine meridionale dell'Egitto

Il regno di Meroe attaccò il sud dell'Egitto. I meroiti furono respinti dal prefetto Petronio, successore di Elio Gallo. Petronio ricevette la sottomissione della regina Candace di Napata e lasciò una guarnigione a Primis (odierna Qasr Ibrim).

I romani tuttavia ritennero dispendioso il controllo di una ampia zona scarsamente produttiva e stabilirono il confine meridionale dell'Egitto a Hiera Sikaminos, circa 100 chilometri a sud della prima cateratta.

Nel 298 l'imperatore Diocleziano spostò il confine più a nord presso l'isola di File. Diocleziano fu l'ultimo imperatore regnante a visitare l'Egitto (302).

I problemi sul confine meridionale ricominciarono sul finire del III secolo a causa delle popolazioni dei Blemmi e dei Nuba.

Rivolta degli ebrei

Nel 115-117 d.C. a Cirene un messia innescò la rivolta degli ebrei che si diffuse in un ampio territorio: Cirenaica, Egitto, Cipro, Siria, Mesopotamia. L'intervento delle truppe romane riportò rapidamente l'ordine.

La popolazione

I romani non invasero l'Egitto. Si trasferirono in Egitto solo i funzionari civili e militari necessari per l'amministrazione.

Non ci fu alcun cambiamento nella composizione etnica della popolazione: autoctoni, greci, ebrei.

Secondo Ammiano Marcellino, che scriveva nel IV secolo d.C., gli egiziani "sono in maggioranza di colorito piuttosto scuro o nero e di aspetto abbastanza malinconico, di corporatura gracile e asciutta, eccitabili, litigiosi ed estremamente ostinati" (Ammiano, Historiae, XXII, 16, 23).

"Homines autem Aegyptii plerique subfusculi sunt et atrati, magisque maestiores, gracilenti et aridi, ad singulos motus excandescentes, controversi et reposcones acerrimi." (Ammiano, Historiae, XXII, 16, 23).

La popolazione egiziana in età faraonica viene stimata in circa 3 milioni di abitanti. In età greca e soprattutto nel periodo romano aumentò considerevolmente. L'ebreo Flavio Giuseppe, che scrive intorno al 75 d.C., parla complessivamente di 7,5 milioni di abitanti, escludendo la polazione di Alessandria; questa cifra viene tratta dai dati dell'imposizione fiscale.

Secondo l'antiocheno Ammiano Marcellino il rapporto semente/prodotto in Egitto, per i migliori terreni e in caso di alluvione moderata del Nilo, poteva arrivare ad 1:70. (Ammiano, Historiae, XXII, 15, 13)

"Et si inciderit moderatius, aliquotiens iactae sementes in loco praepinguis cespitis cum augmento fere septuagesimo renascuntur." (Ammiano, Historiae, XXII, 15, 13)

Una tale capacità produttiva poteva consentire una rapida espansione della popolazione sotto un governo capace.

E' utile confrontare questi dati con la situazione dell'Egitto nel secolo XIX. Agli inizi del 1800 la polazione egiziana sarà di circa 3 milioni di abitanti. Dal censimento del 1882 l'Egitto risulterà avere una popolazione di 6,8 milioni abitanti. La crescita era avvenuta a seguito delle riforme sociali, politiche ed economiche di Muhammed 'Ali.

In uno studio del 1836 si considerava la capacità produttiva dell'Egitto in grado di mantenere una popolazione di 8 milioni di abitanti.

La lingua

Greci ed egiziani continuarono a parlare le loro lingue.

I romani, molti dei quali dai tempi di Scipione l'Africano conoscevano perfettamente il greco, non forzarono l'introduzione del latino, che servì solo per i documenti ufficiali.

Nel III secolo d.C. accanto ai sistemi di scrittura tradizionali dell'egiziano (geroglifico, ieratico e demotico) venne aggiunto il copto, ossia la traslitterazione dell'egiziano in caratteri greci.

La cittadinanza

I romani non fecero distinzione tra autoctoni e greci, che persero i loro privilegi politici, ma mantennero quelli sociali.

Ne 212 l'imperatore Caracalla concesse a tutti gli abitanti dell'impero il diritto di cittadinanza romana, ponendo fine ad ogni distinzione etnica.

L'esercito

I romani trasferirono in Egitto tre legioni, che vennero in seguito ridotte a due, in totale solo diecimila soldati per difendere le frontiere e per mantenere l'ordine pubblico.

Da ricordare che l'esercito romano in epoca imperiale contava circa 30 legioni, ossia circa 150.000 uomini per controllare un territorio che andava, in termini moderni, dalla Inghilterra all'Iraq, dal Marocco alla Romania, dalla Ungheria al Portogallo e comprendeva tutto il bacino del Mediterraneo e parte del Mar Nero.

La moneta

La zecca di Alessandria rimase in funzione fino al 296, quando venne chiusa su ordine di Diocleziano. L'Egitto venne maggiormente integrato nel sistema economico dell'impero.

La proprietà della terra

Nel periodo romano la proprietà della terra divenne sempre più libera. Ai possedimenti pubblici, si affiancarono quelli dell'imperatore e quelli dei privati cittadini. I possedimenti pubblici ed imperiali vennero dati spesso in affitto.

L'Egitto granaio di Roma

L'Egitto divenne, insieme all'Africa, odierna Tunisia, il principale fornitore di grano di Roma.

L'incendio della Biblioteca di Alessandria

Nel 48 a.C. Giulio Cesare venne assediato in Alessandria da truppe egiziane. Una sede distaccata della Biblioteca prese accidentalmente fuoco durante gli scontri. I romani reintegrarono i volumi perduti con quelli della biblioteca di Pergamo che venne trasferita ad Alessandria.

La cultura

Alessandria riprese ad essere il grande centro culturale del mondo ellenistico. Venne continuata la tradizione del Museo. Accanto ad esso presero a svilupparsi istituti privati e università di grande livello. Figure rappresentative della scuola alessandrina in epoca romana furono:

In ambiente alessandrino furono scritte tra il I e il III secolo le opere attribuite ad Ermete Trisimegisto, denominazione egizia del dio Thoth. Nel Corpus Hermeticum vengono affrontati temi filosofico-religiosi.

L'Egitto a Roma: gli obelischi

Gli imperatori romani, da Augusto fino a Costante, figlio di Costantino, portarono a Roma gli obelischi che ancora sorgono nelle piazze romane. I più noti sono:

- l'obelisco lateranense (piazza S. Giovanni in Laterano)
- l'obelisco vaticano (piazza S. Pietro)
- l'obelisco esquilino (piazza dell'Esquilino)
- l'obelisco flaminio (piazza del Popolo)
- l'obelisco pamphilius (piazza Navona)
- l'obelisco della Minerva (piazza della Minerva)
- l'obelisco sallustiano (Trinità dei Monti)
- l'obelisco macuteo (piazza della Rotonda)
- l'obelisco campense (piazza del Parlamento)
- l'obelisco del Quirinale (piazza del Quirinale)
- l'obelisco aureliano (piazza del Pincio).

L'Egitto a Roma: la religione isiaca

La religione isiaca si diffuse in tutto il mondo greco-romano, ma in particolare a Roma, dove addirittura uno dei quartieri, la Regio III, nel I secolo d.C. venne denomina Isis et Serapis, con riferimento ai templi delle due divinità egiziane.

Il maggiore tempio isiaco in Roma fu l'Iseo Campense, sito in Campo Marzio e costruito dall'imperatore Caligola.

Nei pressi dell'area dell'Iseo Campense sorgerà la chiesa di S. Maria sopra Minerva. Nel 1667, nella piazza antistante la chiesa, papa Alessandro VII porrà sopra un elefante in marmo un obelisco, dedicato agli dei Atum e Neith, proveniente da Sais e risalente ad Apries figlio del faraone Psammetico II.

Nella lapide alla base del monumento, progettato dal Bernini, è scritto da un lato:

"Veterem obeliscum
Palladis aegyptae monumentum
e tellure erutum
et in Minervae olim
nunc Deiparae Genitricis
foro eructum
Divinae Sapientiae
Alexander VII dedicavit
anno sal. MDCLXVII"

Dalla parte opposta è scritto:

"Sapientis Aegypti
insculptas obelisco figuras
ab elephanto
belluarum fortissima
gestari quisquis hic vides
documentum intellige
robustae mentis esse
solidam sapientiam sustinere".

La Divina Sapienza era stata trasmessa dall'Egitto alla Roma pagana e cristiana.

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EGITTO BIZANTINO
(dal IV secolo d.C. al VII secolo d.C.)

 

Alessandria e Costantinopoli

L'8 novembre del 324 l'imperatore Costantino disegnò il perimetro della nuova capitale dell'Impero: Costantinopoli. La fondazione ufficiale avvenne nel 330.

Alessandria perse il ruolo di principale città greca dell'Oriente.

Il rifornimento di grano venne deviato da Roma a Costantinopoli.

Il cristianesimo in Egitto

A partire dal regno di Costantino, che aveva stabilito una alleanza con la chiesa cristiana a danno della religione tradizionale romana, l'Egitto venne cristianizzato, anche ricorrendo alla violenza.

La chiesa egiziana dominò per tre secoli non solo le istituzioni religiose, ma anche quelle politiche.

La turbolenta storia dell'Egitto bizantino è da ascriversi principalmente alla politica del patriarcato di Alessandria.

Alienazione dei beni pubblici

I bizantini vendettero a privati i beni pubblici. Il risultato fu la costituzione di una classe di grandi proprietari terrieri in grado di condizionare l'operato dei funzionari dello Stato o di divenire funzionari essi stessi.

Sudditi

I bizantini procedettero alla frammentazione amministrativa dell'Egitto, che inizialmente venne suddiviso in Egitto e Tebaide, e successivamente in unità sempre più piccole. I nomoi persero importanza. L'unità amministrativa più significativa divenne il pagus, governato da un pagarca che aveva un immenso potere sui cittadini, che si trasformarono sempre più in sudditi. Ecco un esempio di petizione rivolta al governatore della Tebaide nel 567:

"Petizione e supplica da parte dei vostri schiavi sventurati, dei miseri piccoli proprietari e degli abitanti del disgraziatissimo villaggio di Afrodite ...
Ci richiamiamo umilmente alla vostra celebrata, onnisciente e benevola intelligenza. Essa raggiunge tali altezze di saggezza e comprensione (al di là di quanto possano esprimere le parole) da poter cogliere il tutto con completa comprensione e perfezione.
E' per questo che senza timore siamo venuti a prosternarci nelle impronte purissime dei vostri passi per informarvi della situazione dei nostri affari ...
Poiché una completa giustizia e una virtù integerrima governano gli atti della vostra eccellente e magnifica autorità ... riponiamo ogni speranza di salvezza nella vostra Altezza ... affinché ci porga aiuto nelle nostre disgrazie, ci liberi dagli assalti degli ingiusti, ci sottragga alle nostre indicibili sofferenze."

E' evidente il distacco dalla prosa semplice ed essenziale utilizzata nel periodo romano, quando il diritto e non la grazia dei potenti erano la salvaguardia dei cittadini.

Il patriarca di Alessandria

Il patriarca di Alessandria assunse di fatto il controllo dell'Egitto. Al patriarca rispondevano anche la Libia. Il patriarca controllava 136 vescovi.

Al patriarca Ciro, l'ultimo prima della invasione araba, venne conferito ufficialmente anche il potere civile.

Alessandria vs Costantinopoli

La lotta per il potere religioso in Oriente si concluse con la sconfitta di Alessandria, quando il terzo canone del Concilio di Costantinopoli del 381 dichiarò che il vescovo di Costantinopoli era secondo soltanto al vescovo di Roma.

Tuttavia la rivalità dottrinale tra le due città non si spense e le due città continuarono le loro dispute religiose finché Alessandria non venne invasa dai musulmani.

I poteri terreni del patriarca

Alle dipendenze del patriarca operava un esercito privato: i parabolani, ufficialmente addetti agli infermi.

Tramite il controllo della marina il patriarca bloccava o rallentava l'afflusso di grano ad Alessandria per affamare Costantinopoli.

Il patriarca organizzava imponenti manifestazioni di massa ad Alessandria per obbligare le autorità civili a prendere decisioni conformi al volere della chiesa.

Le centinaia di vescovi d'Egitto si recavano in gruppo a Costantinopoli per sostenere le loro iniziative e condizionare le decisioni dell'imperatore bizantino.

Anche le manifestazioni sportive, come le corse nel circo, erano utilizzate per scatenare la violenza degli spettatori, divisi in fazioni, a sostegno delle iniziative politiche dei patriarchi o a sostegno delle frequenti dispute dottrinali.

Atanasio

Il IV secolo è dominato dalla figura del patriarca Atanasio (295-373), difensore della ortodossia nicena contro l'arianesimo.

La controversia monofisita

Nel 451 il concilio di Calcedonia proclamò l'unicità della persona di Cristo in due nature, l'umana e la divina, e condannò la dottrina monofisita che sosteneva la unicità della natura divina di Cristo.

Ad Alessandria il clero si spaccò tra monofisiti (copti) e calcedoniani. A partire dal 570 ci furono due patriarchi. Il calcedoniano, sostenuto da Costantinopoli, aveva potere su Alessandria, il copto-monofisita sul resto dell'Egitto.

Religione e politica

L'eresia monofisita, unendosi alle problematiche politiche, finì per diventare la religione nazionale egiziana in opposizione alla ortodossia, difesa dal potere bizantino, che sequestrò chiese e beni dei monofisiti.

In Egitto si ebbero scontri violenti tra le due correnti cristiane. I greci divennero calcedoniani, mentre gli egiziani divennero copto-monofisiti.

La lotta al potere bizantino si identificò con la lotta contro l'ortodossia.

La persecuzione dei pagani

L'avvento del cristianesimo in Egitto non fu esente da violenze legali ed illegali contro i sostenitori della religione tradizionale.

Con gli editti del 391-392 l'imperatore Teodosio (347-395) proclamò il cristianesimo religione di Stato e proibì i culti pagani comminando la pena di morte a chi eseguiva sacrifici agli dei.

Nel 391 il tempio di Serapide in Alessandria venne assalito e distrutto dai cristiani guidati dal patriarca Teofilo (morto nel 412). Analoghe violenze si svolsero in tutto il paese. L'incendio del Serapeo si allargò alla Biblioteca di Alessandria che venne distrutta.

Il successore di Teofilo, Cirillo (370-444), continuò l'opera di persecuzione dei non cristiani. Cirillo espulse da Alessandria 40.000 ebrei. Molti altri furono massacrati dai grupppi armati dei monaci e dalla plebe cristiana.

Nel 415 Ipazia, figlia di Teone, ultimo direttore del Museo, esperta di matematica, insegnante di filosofia, venne linciata e letteralmente fatta a pezzi nelle strade di Alessandria dai cristiani, forse con il consenso del patriarca Cirillo.

Chiusi i templi, costretti a non poter celebrare i loro culti, i sostenitori della antica tradizione religiosa trovarono un ultimo rifugio negli studi filosofici. Nelle due grandi scuole di Atene e di Alessandria la filosofia greca e l'antica sapienza, riunite nel neoplatonismo, vissero gli ultimi difficili anni. Il maggiore esponente sarà Proclo (412-485) che dopo aver compiuto gli studi ad Alessandria si recherà ad Atene, dove diverrà il diadoco della Accademia neoplatonica.

Nel 529 l'imperatore Giustiniano ordinò la chiusura della Accademia di Atene. Alessandria sopravvisse ancora per qualche tempo, ma la grande epoca della filosofia greco-romana era ormai giunta alla fine. Gli ultimi sapienti faranno solo in tempo a trasmettere agli arabi gli antichi testi che ritorneranno in Occidente nel Medioevo.

Nel 551 Giustiniano ordinò la chiusura del tempio di Iside a File, che venne in parte distrutto e in parte trasformato in chiesa cristiana. La civiltà antica era giunta al termine, ma non alla fine. L'amore per la sapienza risorgerà nel Rinascimento italiano.

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INVASIONE ARABA
(VII secolo d.C.)

 

L'imperatore Eraclio

L'imperatore bizantino Eraclio governò dal 610 al 641.

Eraclio decise di sopprimere il latino, che era la lingua ufficiale della pubblica amministrazione. Il greco divenne la lingua ufficiale dell'Impero.

Nel 613 d.C. l'armata imperiale bizantina venne sconfitta dai persiani ad Antiochia.

Nella primavera del 619 l'esercito persiano iniziò l'occupazione dell'Egitto.

Solo dopo dieci anni, nel 628, i bizantini, guidati da Eraclio, riuscirono a sconfiggere i persiani, che dovettero ritirarsi da tutte le province occupate.

Nella primavera del 630 l'imperatore Eraclio celebrò in Gerusalemme una grande cerimonia di ringraziamento per la vittoria sui persiani.

Ma un nuovo e più grave pericolo si stava preparando in Arabia.

Maometto e i primi califfi

Maometto aveva unificato militarmente e religiosamente tutta la penisola arabica. Alla sua morte, l'8 giugno 632, diverse tribù tentarono di staccarsi dall'unione riprendendo la propria indipendenza.

Il califfo Abu Bakr riuscì a ricomporre l'unità, in pochi mesi, affidando il comando dell'esercito ad un valente generale: Halid ibn al-Walid.

Il califfo Omar, successore di Abu Bakr, provvide ad una accurata pulizia etnico-religiosa eliminando dall'Arabia cristiani ed ebrei.

Gli arabi conquistano la Siria e la Palestina (633-640)

Nell'autunno del 633 tre armate arabe attaccarono la Siria e la Palestina.

Il 4 febbraio 634 il generale Sergio veniva sconfitto a Gaza. Successivamente il generale Teodoro, fratello dell'imperatore Eraclio, veniva sconfitto a Rabbath Moab.

Il 30 luglio 634 le forze locali dell'Impero bizantino venivano sconfitte nella battaglia di Agnadain dal generale Halid ibn al-Walid.

Bosra, capitale dei Ghassanidi, veniva conquistata dagli arabi. Il 23 gennaio 635 era la volta di Pella (Fihl) presso il Giordano. Damasco resistette sei mesi. Poi Homs, Hamath e altre città si arresero.

L'imperatore Eraclio inviò rinforzi. Gli arabi si ritirarono, abbandonando Damasco. Ma il 30 agosto 636 il generale Teodoro, attaccato durante una tempesta di sabbia, veniva sconfitto presso il fiume Yarmuk, affluente del Giordano. Teodoro morì in battaglia.

Nel dicembre del 636 gli arabi rientravano in Damasco.

Resistettero ancora a lungo Gerusalemme, che cadde nel 638, e Cesarea, capitale della Palestina, che si arrese nel 640.

Gli arabi entrano in Egitto (639)

Nel 639 il generale Amr ibn al-As, dalla sua base di Palestina, attaccò l'Egitto.

Agiva su incarico del califfo Omar, che gli aveva affidato 4.000 uomini.

Il califfo temette per l'impresa, che appariva assolutamente impari, ed inviò ad Amr una lettera con cui gli veniva revocato l'ordine di attacco qualora non fosse ancora entrato in Egitto.

Amr fu abbastanza astuto da non aprire la lettera, di cui sospettava o conosceva il contenuto, se non dopo l'attraversamento del confine egiziano.

Caduta di Pelusio

Pelusio, la fortezza di confine che proteggeva il Delta, si arrese dopo un mese di assedio.

Caduta di Eliopoli

Amr arrivò senza ostacoli fino ad Eliopoli dove, nel luglio del 640, si svolse una battaglia che vide gli arabi vittoriosi.

Caduta di Babylon

Nell'estate del 640 gli arabi iniziarono l'assedio della fortezza di Babylon, che difendeva il Nilo in prossimità di Menfi, l'antica capitale faraonica. A Babylon Traiano aveva stabilito le sue legioni, considerando la posizione altamente strategica per le operazioni militari sia verso il nord che verso il sud dell'Egitto.

Durante l'assedio Amr ricevette 6.000 soldati siriani inviati da Omar per sostenere l'impresa. I siriani portarono anche i mezzi logistici e tecnici necessari per l'assedio.

Da Alessandria partì il generale Teodoro accompagnato dal patriarca Ciro. I bizantini vennero ancora sconfitti. Teodoro rientrò ad Alessandria, mentre Ciro si rifugiò a Babylon.

Ciro tentò di intavolare delle trattative. Amr propose tre alternative: conversione all'Islam, morte, pagamento di un tributo.

Allora Ciro partì per Costantinopoli per riferire all'imperatore Eraclio.

Eraclio, assolutamente insoddisfatto del comportamento di Ciro, lo destituì e lo mandò in esilio.

Nel frattempo continuava l'assedio.

Babylon cadde il 6 aprile 641.

Assedio di Alessandria

Amr, privo di una flotta, con un esercito inferiore numericamente a quello bizantino, senza mezzi ossidionali, pose l'assedio ad Alessandria.

Costante II

L'11 febbraio 641 Eraclio morì.

Gli successe il figlio Costantino che morì, forse avvelenato, il 25 maggio 641.

Nell'estate del 641, dopo una serie di tumulti, gli successe il figlio undicenne, che prese il nome di Costante II.

Costante II venne affiancato da un consiglio di reggenza. Ciro venne richiamato e gli fu affidato l'incarico di riprendere le trattative con Amr.

Ciro cede l'Egitto agli arabi

Ciro ritornò a Babylon, dove l'8 novembre del 641 firmò il trattato di pace con cui Bisanzio cedeva l'Egitto agli arabi.

Venne previsto un armistizio di 11 mesi per la ratifica del trattato da parte di Costante II e di Omar.

Nel dicembre del 641 la flotta bizantina lasciò il porto di Alessandria diretta a Cipro, a Rodi e a Bisanzio.

Costante II firmò e nel 642 Amr entrò senza combattere in Alessandria.

L'Egitto era stato abbandonato dai bizantini senza combattere.

La distruzione della Biblioteca di Alessandria

Secondo Abu al-Farag, conosciuto come Abualpharagius nell'Occidente medievale, Amr chiese istruzioni al califfo Omar sul destino della Biblioteca di Alessandria. Il califfo rispose:

"Se gli scritti dei greci erano in accordo con il il Corano, allora erano inutili e dovevano essere distrutti; se essi erano in disaccordo, allora erano pericolosi e dovevano essere distrutti".

Amr ubbidì e utilizzò i volumi come combustibile nei bagni pubblici di Alessandria.

Molti dubitano della storicità dell'aneddoto perché la Biblioteca di Alessandria era già stata distrutta nel 391 dai cristiani. In ogni modo l'aneddoto testimonia del modo in cui veniva percepito il rapporto dei musulmani con la cultura occidentale.

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Riferimenti bibliografici:

 

Antichità classica

Garzanti

Arborio Mella F. A.

Gli arabi e l'Islam

Mursia

Arborio Mella F. A.

L'Egitto dei Faraoni

Mursia

Baines J. - Malek J.

Atlante dell'Antico Egitto

Feltrinelli

Bowman A. K.

L'Egitto dopo i Faraoni (332 a.C.- 642 d.C.)

Giunti

Cimmino F.

Dizionario delle dinastie faraoniche

Bompiani

De Rachelwiltz B. - Partini A. M.

Roma egizia

Edizioni Mediterranee

Gibbon E.

The history of the decline and fall of the Roman Empire

Penguin Books

Grimal N.

Storia dell'antico Egitto

Laterza

Habachi L.

Gli obelischi egizi

Newton

Maier F. G.

L'Impero Bizantino

Feltrinelli

Norwich J. J.

Bisanzio

Mondadori

Mommsen T.

Storia di Roma antica

Sansoni

Mommsen T.

Le provincie romane

Sansoni

Ostrogorsky G.

Storia dell'Impero Bizantino

Einaudi

Rachet G.

Dizionario dell'Antico Egitto

Newton

Rostovzev

Storia economica e sociale dell'impero romano

La Nuova Italia

Staccioli R. A.

Guida di Roma Antica

Rizzoli

Walbank F. W.

Il mondo ellenistico

Il Mulino

 

 
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