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DANTE ALIGHIERI

Dante Alighieri

 

O somma luce, che tanto ti levi
da' concetti mortali, a la mia mente
ripresta un poco di quel che parevi,
e fa lingua tanto possente,
ch'una favilla sol de la tua gloria
possa lasciare a la futura gente;
ché, per tornare alquanto a mia memoria
e per sonare un poco in questi versi,
più si conceperà di tua vittoria.

Dante Alighieri, Paradiso, Canto XXXIII, 67-75

 

LocalitÓ: Italia

Epoca: 1265-1321

 


 

L'Europa al tempo di Dante

L'Italia al tempo di Dante

Firenze al tempo di Dante

 

La famiglia

La giovinezza

Esponente politico

I Neri al potere

Condanna

Tentativi di ritorno a Firenze

A Treviso

In Lunigiana

Nel Casentino

A Lucca

A Parigi

Enrico VII

A Verona

A Ravenna

 

Opere prima dell'esilio

Opere durante l'esilio

Divina Commedia

 


L'Europa al tempo di Dante

 

Divisione politica

L'Europa all'inizio del 1300 era suddivisa in:

- Sacro Romano Impero (Regno di Germania e Regno d'Italia)

- Impero bizantino (Grecia, Bulgaria, Romania, Albania)

- Principato di Serbia

- Regno di Bosnia

- Regno di Francia

- Regno di Inghilterra

- Regno di Scozia

- Galles

- Regno di Irlanda

- Regno di Danimarca

- Regno di Norvegia

- Regno di Svezia

- Regno di Polonia

- Lituania

- Estonia

- Finlandia

- Principati russi

- Regno di Ungheria

- Regno di Aragona

- Regno di Leòn

- Regno di Castiglia

- Regno di Portogallo

- Regno di Napoli

- Regno di Sicilia

- Stato Pontificio

- Repubblica di Venezia.

I musulmani occupavano la parte centro-meridionale della penisola iberica.

 

Popolazione

Si stima che intorno al 1300 la popolazione europea, dall'Atlantico agli Urali, ammontasse a circa 70-80 milioni di persone e quella mondiale fosse intorno ai 500 milioni. Intorno all'anno 1000 la popolazione mondiale era stata di circa 250 milioni di persone e quella europea intorno ai 35 milioni.

La distribuzione della popolazione per aree geografiche era la seguente:

- Scandinavia (Finlandia, Svezia, Norvegia, Danimarca, Islanda): 1 milione di abitanti

- Isole britanniche: 5

- Germania: 9

- Francia: 16

- Penisola iberica: 9

- Italia: 10

- Europa centrale (Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania): 8

- Polonia: 4

- Russia europea (Russia, Moldavia, Paesi baltici): 9

- Balcani (ex Iugoslavia, Albania, Bulgaria, Grecia, Turchia europea): 5.

 

Sacro Romano Impero

 

Il Sacro Romano Impero era costituito da due componenti principali: il Regno di Germania e il regno d'Italia.

Il Regno di Germania confinava a nord con il Regno di Danimarca, a ovest con il Regno di Francia, ad est con il Regno d'Ungheria e il Regno di Polonia.

A sud si estendeva il Regno d'Italia che confinava con lo Stato Pontificio e la Repubblica di Venezia.

Al tempo di Dante furono imperatori:

- Rodolfo I d'Asburgo (1274-1291)

- Adolfo di Nassau (1292-1298)

- Alberto I d'Asburgo (1298-1308)

- Enrico VII di Lussemburgo (1308-1313)

Dopo la morte di Enrico VII iniziò la lotta per la successione imperiale tra un Asburgo, Federico il Bello d'Austria, e un Wittelsbach, Ludovico di Baviera (1314-1347).

 

 

Regno di Francia

Filippo IV il Bello

Al tempo di Dante furono re di Francia:

- Luigi IX (1226-1270), che organizzò la VI crociata (1248-1254) e la VII crociata (1267-1270)

- Filippo III l'Ardito (1273-1285)

- Filippo IV il Bello (1285-1314) che pose fuori legge l'Ordine dei Templari

- Luigi X il Rissoso (1314-1316)

- Giovanni I il Postumo (1316)

- Filippo V il Lungo (1316-1322).

 

Regno di Inghilterra

Al tempo di Dante furono re di Inghilterra:

- Edoardo I (1272-1307)

- Edoardo II (1307-1327).

 

Regno d'Aragona

Il Regno di Aragona si estendeva sulla costa orientale della penisola iberica.

Dominava anche sulle Baleari.

Uno dei porti più importanti era Barcellona.

Al tempo di Dante furono re di Aragona:

- Alfonso III, morto nel 1291

- Giacomo II, morto nel 1327. Era stato anche re di Sicilia.

 


L'Italia al tempo di Dante

 

Divisione politica

L'Italia all'inizio del XIV secolo era suddivisa in:

- Regno d'Italia

- Repubblica di Venezia

- Stato Pontificio

- Regno di Napoli

- Regno di Sicilia

- Sardegna

- Corsica

- Istria e Dalmazia.

 

Sviluppo urbano

Le città italiane ebbero tra il XII e il XV secolo un grande sviluppo. Si elencano alcune delle estensioni in ettari racchiuse all'interno delle cinte murarie:

- Venezia 600 ettari

- Milano 580

- Firenze 480

- Padova 450

- Bologna 400

- Verona 380

- Piacenza 290

- Napoli 200

- Pisa 200

- Siena 180.

A titolo di paragone si riportano le estensioni in ettari delle maggiori città europee:

- Gand 570 ettari

- Colonia 560

- Parigi 440

- Bruxelles 415

- Lovanio 395

- Bruges 360

- Barcellona 200

- Lubecca 180

- Londra 160

- Norimberga 160

- Avignone 140.

 

Popolazione

Le informazioni sulla popolazione sono incerte. Si stimano i seguenti dati:

- Milano 200.000 abitanti

- Parigi 200.000

- Venezia 150.000

- Firenze 100.000

- Genova 100.000

- Gand 80.000

- Bruges 80.000

- Siena 50.000

- Bologna 50.000

- Londra 35.000

- Colonia 35.000

- Roma 30.000.

 

Cultura

La prima università d'Europa venne fondata a Bologna nel 1088.

 

Regno d'Italia

 

Il Regno d'Italia faceva parte del Sacro Romano Impero.

Comprendeva l'Italia settentrionale e la Toscana.

Al suo interno si erano formati numerosi Stati virtualmente indipendenti.

Alcune città, tra l'XI e il XII secolo, si erano costituite in Comune.

Nel corso del XIII secolo si erano formate delle Signorie.

Permanevano anche Stati di origine e forma feudale.

A nord dell'Appennino gli Stati più importanti erano:

- Nell'area del Piemonte: Domini dei Savoia, Marchesato del Monferrato, Marchesato di Saluzzo, Mondovì, Tenda, Marchesato di Ceva, Ivrea, Vercelli, Chieri, Asti, Alessandria, Acqui, Novara.

- Nell'area della Lombardia: Milano, Pavia, Monza, Como, Bergamo, Brescia, Lodi, Crema, Cremona, Mantova.

- Nell'area del Veneto: Verona, Vicenza, Treviso, Padova, Belluno, Vescovado di Feltre, Vescovado di Ceneda.

- Nell'area del Friuli-Venezia Giulia: Patriarcato di Aquileia, Contea di Gorizia, Trieste.

- Nell'area del Trentino-Alto Adige: Principato vescovile di Trento, Contea del Tirolo, Vescovado di Bressanone.

- Nell'area della Liguria: Genova, Finale.

- Nell'area dell'Emilia: Modena, Parma, Reggio, Piacenza, Bobbio, Pontremoli.

- Nell'area della Toscana: Pisa, Lucca, Firenze, Siena, Arezzo, Pistoia, Prato, Volterra, Grosseto, S. Gimignano, Colle val d'Elsa, Cortona, Chiusi, Massa, Città di Castello, Sovana.

 

 

Toscana 1300

 

A Milano, contesa dai Torriani e dai Visconti, nel 1310 prevalse Matteo Visconti, nominato vicario imperiale da Enrico VII.

Genova sconfisse nel 1284 Pisa nella battaglia della Meloria. I pisani dovettero cedere la Corsica, l'isola d'Elba e parte della Sardegna. Pisa iniziò un lento declino, finì per essere inclusa nella Repubblica di Firenze nel 1406.

A Verona la Signoria ebbe inizio con Mastino I della Scala, morto nel 1277. Si sviluppò con Alberto I, morto nel 1301, a cui succedette il figlio Bartolomeo I, morto nel 1304. Raggiunse il massimo splendore con Cangrande I (1311-1329).

La contea di Savoia venne retta da Amedeo V il Grande tra il 1285 e il 1323.

 

Repubblica di Venezia

La Repubblica di Venezia si estendeva sulla costa dell'Adriatico tra Chioggia e Caorle.

Il suo territorio comprendeva Istria e Dalmazia.

Altri possedimenti erano in Grecia e nelle isole del Mar Egeo.

Al tempo di Dante furono dogi di Venezia:

- dal 1279 Giovanni Dandolo

- dal 1289 Pietro Grandenigo

- dal 1311 Marino Giorgi

- dal 1312 Giovanni Soranzo

- dal 1328 Francesco Dandolo.

 

Stato Pontificio

Bonifacio VIII

Lo Stato Pontificio era costituito da:

- I territori del bizantino Ducato di Roma suddiviso in: Patrimonio di San Pietro in Tuscia, Marittima, Sabina, Campagna. Comprendeva l'attuale Lazio. Si estendeva a sud fino a Terracina, a nord fino all'Argentario.

- I territori dell'ex Ducato di Spoleto, comprendente l'attuale Umbria.

- I territori della Marca Anconetana, comprendente le attuali Marche con la bizantina Pentapoli: Rimini, Pesaro, Fano, Senigallia, Ancona.

- I territori del bizantino Esarcato di Ravenna, corrispondente all'incirca all'attuale Romagna, con le città di Ravenna, Ferrara, Adria, Forlì e Bologna.

- La città di Benevento, enclave nel Regno di Napoli.

In realtà molti dei territori sfuggivano al controllo della Chiesa in quanto si erano costituiti in Comuni o Signorie solo nominalmente dipendenti dal Papa.

 

Stato Pontificio - Romagna

Al tempo di Dante furono papi:

- Niccolò III (1277-1280), romano, al secolo Giovanni Gaetano Orsini

- Martino IV (1281-1285), francese, al secolo Simone de Brion

- Onorio IV (1285-1287), romano, al secolo Giacomo Savelli

- Niccolò IV (1288-1292), umbro, al secolo Girolamo Masci

- San Celestino V (luglio 1294-13 dicembre 1294), di Isernia, al secolo Pietro Angeleri, unico papa dimissionario

- Bonifacio VIII (1294-1303), di Anagni, al secolo Benedetto Caetani

- Beato Benedetto XI (1303-1304), di Treviso, al secolo Niccolò Boccassini

- Clemente V (1305-1314), francese, trasferì il papato da Roma ad Avignone, abolì l'Ordine dei Templari

- Giovanni XXII (1316-1334), francese.

 

Regno di Napoli

Il Regno di Napoli era costituito dall'Italia Meridionale. Vi erano comprese le attuali regioni di Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia e Calabria.

Al suo interno erano:

- il Principato di Capua (Terra di Lavoro)

- il Ducato di Calabria suddiviso in:

- Ultra con Reggio, Catanzaro e Crotone

- Citra con Cosenza e Rossano

- la Terra di Bari con Bari, Barletta e Monopoli

- la Terra d'Otranto con Otranto, Brindisi, Taranto e Gallipoli

- la Contea del Molise con Isernia

- la Capitanata con Termoli, Manfredonia e Foggia

- la Basilicata con Potenza e Matera

- la Terra Beneventana, senza Benevento che era territorio pontificio

- il Principato (Ultra e Citra) con Salerno e Amalfi

- gli Abruzzi (Ultra e Citra) con Teramo, L'Aquila e Pescara.

Dal 1266 vi regnava la dinastia francese degli Angiò.

Dal 1194 al 1266 era stato dominio della dinastia tedesca degli Hohenstaufen.

Al tempo di Dante furono re di Napoli:

- Carlo II lo Zoppo, che regnò dal 1285 al 1309

- Roberto, che regnò dal 1309 al 1343.

 

Regno di Sicilia (Trinacria)

Il Regno di Sicilia, dal 1302 denominato di Trinacria, comprendeva l'isola suddivisa in due parti:

- Al di là del Salso; città principali erano Palermo, Trapani, Mazara e Girgenti, odierna Agrigento.

- Al di qua del Salso, suddivisa in Val Demone, a nord, e Val di Noto, a sud; città principali erano Messina, Catania e Siracusa.

Il 30 marzo del 1282 avvenne in Sicilia la rivolta antifrancese nota come Vespri Siciliani.

Dal 1282 vi regnava la dinastia iberica degli Aragona.

Dal 1266 al 1282 era stata dominata dalla dinastia francese degli Angiò.

Dal 1194 al 1266 era stata dominio della dinastia tedesca degli Hohenstaufen.

Al tempo di Dante furono re di Sicilia:

- Pietro III il Grande, re di Aragona (1282-1285)

- Giacomo II (1285-1296), figlio di Pietro, re di Aragona

- Federico II (1296-1337), fratello di Giacomo.

Con la pace di Caltabellotta del 1302, Federico ottenne il trono di Sicilia e chiuse, anche se provvisoriamente, il contenzioso con gli Angiò di Napoli, che si trascinava dal 1282.

 

Sardegna

La Sardegna era suddivisa in:

- Logoduro, a nord-ovest, con Sassari, Alghero e Bosa. Territorio di Genova.

- Gallura, a nord-est. Territorio di Pisa.

- Arborea, al centro. Città principale Oristano. Era indipendente.

- Giudicato di Cagliari, a sud. Città principali Cagliari e Iglesias. Era territorio di Pisa.

La Sardegna venne contesa a Pisa e a Genova dal Regno d'Aragona, che aveva già acquisito la Sicilia.

 

Corsica

Dal 1284 la Corsica faceva parte dei territori di Genova. In precedenza era stata parte della Repubblica di Pisa.

 

Istria e Dalmazia

Erano territori della Repubblica di Venezia:

- Gran parte dell'Istria con le città di Muggia, Capodistria, Pirano, Umago, Emona, Parenzo, Rovigno, Pola.

- Le isole di Cherso, Lussino, Pago, Isola Lunga, Lissa, Brazza, Lesina, Curzola.

- Le coste della Dalmazia con la città di Zara.

Altri territori dell'Istria dipendevano dal Patriarcato di Aquileia o dalla Contea di Gorizia.

 

 

 


Firenze al tempo di Dante

 

 

Sviluppo della città (I secolo a.C.-XIII secolo d.C.)

La colonia romana di Firenze venne fondata nel 59 a.C. alla confluenza dell'Arno con il Mugnone. Vi passava la via Cassia.

La città raggiunse in epoca imperiale i 10.000 abitanti su di un'area di 20 ettari.

L'imperatore Adriano fece costruire un ponte, più a valle dell'attuale Ponte Vecchio, per fare attraversare l'Arno alla nuova via Cassia che correva sul lato sinistro del fiume. La vecchia via Cassia era posizionata più a nord sul lato destro.

Florentia

In epoca bizantina l'abitato si restrinse. Probabilmente rimasero solo un migliaio di abitanti.

Con i longobardi la città rimase tagliata fuori dalle vie di comunicazione. Infatti la via Francigena, che assicurava il collegamento con l'Italia settentrionale, passava da Lucca, che era capitale del Ducato.

Nel periodo carolingio Firenze raggiunse i 5.000 abitanti. Venne innalzata una seconda cinta di mura e si costruì un nuovo ponte sull'Arno in sostituzione di quello romano che era crollato.

Nel secolo XI Firenze divenne capitale del Marchesato di Toscana. La città raggiunse i 20.000 abitanti. Nel 1078 Matilde di Canossa ampliò il cerchio delle mura (terza cerchia), per includervi la zona del Battistero e di Santa Reparata.

 

Firenze - Terza cerchia

 

Tra il 1173 e il 1175 venne costruita la quarta cerchia di mura che incluse i sobborghi sulla riva sinistra dell'Arno. La superficie racchiusa fu di 97 ettari.

 

Firenze - Quarta cerchia

 

Nel 1178, dopo una piena dell'Arno, si procedette alla ricostruzione del ponte nella posizione attuale. Verrà poi chiamato Ponte Vecchio.

Nel 1183 l'imperatore riconobbe il Comune fiorentino.

Nel XIII secolo Firenze raggiunse i 100.000 abitanti.

Nel 1218 venne costruito il Ponte alla Carraia.

Nel 1221 i domenicani si stabilirono a S. Maria Novella.

Nel 1226 i francescani si stabilirono a S. Croce.

Nel 1237 venne costruito il Ponte alle Grazie.

Nel 1248 i serviti si stabilirono all'Annunziata.

Nel 1250 gli agostiniani si stabilirono a S. Spirito.

Nel 1252 venne costruito il Ponte S. Trinita.

Nel 1255 iniziò la costruzione del Palazzo del Capitano del Popolo, odierno Bargello.

Nel 1268 i carmelitani si stabilirono al Carmine.

Nel 1278 iniziò la costruzione della nuova chiesa di S. Maria Novella.

Nel 1284 iniziò la costruzione della quinta cerchia di mura. Verrà terminata nel 1333. Lunghezza: otto chilometri e mezzo. Altezza 11,60 metri. 73 torri. 15 porte.

 

Firenze - Quinta cerchia

Nel 1285 iniziò la costruzione di S. Maria del Fiore al posto di S. Reparata. Il campanile venne progettato da Giotto. La cupola sarà progettata da Brunelleschi. La chiesa venne terminata nel 1436.

Nel 1295 la nuova chiesa di S. Croce venne progettata da Arnolfo di Cambio.

Nel 1298 iniziò la costruzione del Palazzo dei Priori, l'odierno Palazzo Vecchio.

 

Moneta

La moneta di Firenze era il fiorino d'oro, 24 carati, peso 3,53 grammi. Venne coniato a partire dal 1252.

 

Debito pubblico

Nel 1300 il debito pubblico di Firenze era di circa 50.000 fiorini d'oro. Nel 1337 arrivò a 450.000 fiorini d'oro. Nel 1343 a 600.000 fiorini d'oro.

 

Distribuzione della ricchezza

Da dati relativi al 1400 si ricava che la distribuzione della ricchezza a Firenze era la seguente:

Popolazione
%
Ricchezza
%
10
68
30
27
60
5

 

Religione

All'epoca di Dante erano in Firenze centodieci chiese e ventiquattro conventi di suore.

 

Professioni

Alcuni dati sulle professioni:

- ottanta cambiatori di valuta

- seicento notai

- ottanta giudici.

 

Assistenza sanitaria

L'assistenza sanitaria era assicurata da sessanta medici e da trenta ospedali per un totale di mille letti.

 

Istruzione

Intorno al 1330 Firenze aveva una popolazione in età scolare, ossia compresa tra i 5 e i 14 anni, pari a circa 23.000 ragazzi. Oltre il 40% imparava a leggere e scrivere.

Si iniziava ad andare a scuola tra i cinque e i sei anni e si continuava fino a dieci anni. Esistevano anche sei scuole che impartivano una ulteriore istruzione per tre anni. In pratica esisteva un ciclo di 8 anni di istruzione elementare.

A Firenze si dava per scontato che gli artigiani sapessero leggere e scrivere.

Solo nel 1321 a Firenze venne aperto uno Studium generale, ossia una università. In precedenza chi voleva proseguire gli studi o utilizzava quelli degli ordini religiosi, particolarmentre quelli dei domenicani e dei francescani, o doveva recarsi a Bologna.

 

Le Arti

Le Arti erano delle organizzazioni imprenditoriali suddivise per tipologia di lavoro.

Per iscriversi alle Arti bisognava pagare una tassa.

I nobili non erano ammessi.

Occorreva dimostrare di non avere avuto in famiglia più di due cavalieri nell'ultima generazione.

Le ventuno Arti erano divise in maggiori, medie e minori.

 

Le Arti maggiori

Le Arti maggiori erano cinque:

- L'Arte di Calimala era la più importante. Era specializzata nella importazione, lavorazione e riesportazione della lana. Fu istituita nel 1212.

Un terzo dei fiorentini lavorava nell'industria della lana. Ogni anno venivano lavorati settantamila panni. Il reddito annuo del settore era di un milione e duecentomila fiorini d'oro.

La lana grezza veniva importata principalmente dall'Inghilterra e dal Regno di Napoli.

Calimala trattava anche altri tessuti fini, spezie, frumento.

Effettuava prestiti, anche se in forma occulta in quanto la Chiesa proibiva l'usura. Il tasso d'interesse partiva dal trenta per cento ed arrivava al cento per cento.

Custodiva il carroccio.

Controllava la coniazione del fiorino.

Gestiva l'ospedale dei lebbrosi di Sant'Eusebio.

- L'Arte del Cambio era la seconda per importanza. Controllava, insieme a Calimala, la coniazione del fiorino. Fu istituita nel 1206.

- L'Arte di Por Santa Maria o della Seta era specializzata nella importazione della seta e di altri tessuti. Fu istituita nel 1218.

- L'Arte dei medici e speziali.

- L'Arte dei pellicciai e vaiai comprava le proprie merci in Bulgaria e in Asia.

 

Le Arti medie

Le Arti mediane erano sette:

- Arte dei rigattieri e linaioli.

- Arte dei mastri di pietra e legname.

- Arte dei fabbri.

- Arte dei calzolai.

- Arte dei beccai.

- Arte dei lanaioli.

- Arte dei setaioli.

 

Le Arti minori

Le Arti minori erano nove:

- Arte dei vinattieri.

- Arte degli albergatori.

- Arte dei fornai.

- Arte degli oliandoli e salaioli.

- Arte dei conciatori.

- Arte dei corazzai e spadaioli.

- Arte degli scudai e correggiai.

- Arte dei legnaioli e mercanti di legname.

- Arte dei chiavaiuoli e ferraiuoli.

 

Libera concorrenza

Nel 1299 venne stabilito che "nessuna associazione di qualsivoglia arte della città di Firenze imporrà una regola o una certa forma o prezzo ai suoi membri per la vendita delle merci o l'esercizio dell'attività dell'arte medesima".

 

Il Governo dei Priori

Il potere esecutivo era nelle mani delle Arti maggiori, che, ogni due mesi, nominavano i sei Priori, una specie di Consiglio dei ministri.

 


Le origini

 

La famiglia

Dante nacque a Firenze in un giorno imprecisato nel maggio-giugno del 1265.

La madre si chiamava Bella, diminutivo di Gabriella, e forse era della famiglia degli Abbati.

Il padre Alighiero II faceva il cambiatore e si occupava di affari di modesta entità. Forse faceva anche l'usuraio. La famiglia aveva una casa a Firenze, due poderi nei pressi di Fiesole, aree fabbricabili alla periferia della città.

Il nonno si chiamava Bellincione. Il bisnonno Alighiero I.

Il trisnonno di Dante fu Cacciaguida, cavaliere in Terrasanta al seguito dell'imperatore Corrado III di Svevia. Morì durante la seconda crociata combattendo contro i musulmani (1147-1149). Aveva sposato una donna della Val Padana.

Dante venne battezzato il 26 marzo 1266. Faceva parte del popolo di San Martino del Vescovo. Abitava di fronte alla Torre del Castagna.

Pare che il nome vero di Dante fosse Durante, abbreviato in Dante.

La madre morì quando Dante aveva cinque o sei anni.

Il padre Alighiero II si risposò con Lapa di Chiarissimo Cialuffi. Dalla seconda moglie ebbe due figli: Francesco e Tana, abbreviazione di Gaetana.

Alighiero II, discendente del cavaliere Cacciaguida, apparteneva alla piccola nobiltà, anche se per necessità economiche si era ridotto a fare il cambiavalute.

 

 


La giovinezza

 

 

Gli studi

Guida e consigliere di Dante negli studi fu Brunetto Latini, autore del Trésor, notaio.

Non essendovi a Firenze una università, Dante, interessato alla filosofia e alla teologia, frequentò le scuole dei religiosi. Quasi sicuramente ascoltò le lezioni dei domenicani di S. Maria Novella.

Tuttavia non completò gli studi superiori, probabilmente per mancanza di denaro. All'epoca un libro costava quanto un bue. La famiglia di Dante non poteva permettersi simili spese.

 

Beatrice e Gemma

Nel 1274, a nove anni, Dante aveva visto Beatrice dei Portinari, figlia di Folco, un ricco mercante. Se ne era innamorato.

La rivide dopo nove anni, nel 1283.

Beatrice era promessa sposa a Simone Bardi, un ricco banchiere. Dante, le cui finanze erano modeste, non poteva competere con un simile rivale.

Anche Dante era promesso sposo. Il 9 gennaio 1277, quando aveva dodici anni, era stato stipulato a suo nome un contratto matrimoniale con Gemma di Manetto Donati, lontana cugina di Corso e Forese Donati. Il matrimonio venne celebrato intorno al 1285.

Dante ebbe tre figli: Pietro, Iacopo e Antonia, che si farà suora con il nome di Beatrice

Il 19 giugno 1290 Beatrice Portinari in Bardi, all'età di ventiquattro anni, morì. Dante aveva 25 anni.

 

Campaldino (11 giugno 1289)

Nel 1289 Firenze era in guerra con Arezzo. L'11 giugno si ebbe lo scontro decisivo a Campaldino.

Le schiere fiorentine ammontavano a 1.600 cavalieri e 10.000 fanti.

Gli aretini, guidati dal vescovo Guglielmino degli Uberti e da Bonconte da Montefeltro, riuscirono a mettere in campo 800 cavalieri e 8.000 fanti.

Dante, 24 anni, era in prima fila tra i fiorentini come feditore a cavallo.

Gli aretini vennero sconfitti.

 

Caprona (agosto 1289)

In agosto Firenze si volse contro Pisa.

Dante fu tra i quattrocento cavalieri che, al comando di Nino Visconti, conquistarono il castello di Caprona.

 


Esponente politico (1295-1301)

 

Firenze (1293)

Nel 1293, con gli Ordinamenti di giustizia di Giano della Bella, venne proibito ai nobili e ai notabili di partecipare all'attività politica, che venne riservata agli iscritti alle Arti.

 

Firenze (6 luglio 1295)

Il 6 luglio 1295, con I temperamenti agli ordinamenti di giustizia, venne concesso ai nobili e ai notabili di partecipare all'attività politica purché fossero iscritti ad un'Arte, anche non praticandola continuativamente.

Dante, trenta anni, fino ad allora estraneo alla politica, si iscrisse all'Arte dei medici e speziali.

In Firenze il partito guelfo aveva due correnti: i cerchieschi e i donateschi.

Dante iniziò a schierarsi con i cerchieschi, ossia con i seguaci della famiglia Cerchi.

I Cerchi venivano dal contado. Erano originari di Acone, in Val di Sieve. Si erano arricchiti recentemente con attività commerciali e bancarie.

L'altro partito, quello dei donateschi, riuniva i seguaci della famiglia Donati, di antica nobiltà. I Donati non erano molto ricchi, non svolgevano redditizie attività. Gemma, moglie di Dante, proveniva dai Donati.

La scelta di Dante, nobile povero, lontano da ogni attività affaristica, non riesce facilmente comprensibile.

 

Firenze (5 giugno 1296)

Il 5 giugno 1296 Dante parlò nel Consiglio dei Cento, tenutosi nella chiesa di San Pietro a Scheraggio. E' una delle prime testimonianze della attività politica di Dante.

 

Firenze (23 dicembre 1297)

Il 23 dicembre 1297, a Firenze, Dante e il fratellastro Francesco, presero a prestito da Iacopo del fu Litto dei Corbizzi 480 fiorini d'oro. Garante Manetto Donati, suocero di Dante.

 

Firenze (1° maggio 1300)

Durante la festa del calendimaggio 1300, a Firenze, le fazioni dei Donati e dei Cerchi si scontrarono violentemente in piazza Santa Trìnita. Scorse il sangue.

 

Firenze (maggio 1300)

A somiglianza di quanto già avvenuto a Pistoia le due correnti dei guelfi assunsero il nome di Bianchi, ex cerchieschi, e di Neri, ex donateschi. Non si trattò più di lotte interne ad un partito, ma di due partiti nettamente e ferocemente contrapposti.

I Neri accusarono i Bianchi di essere vicini alle posizioni dei Ghibellini.

Il papa Bonifacio VIII non si pronunciò ufficialmente, ma in realtà si schierò con i Neri.

 

San Gimignano (7 maggio 1300)

In veste di ambasciatore di Firenze, Dante, il 7 maggio 1300, si recò a San Gimignano per stabilire una linea di azione congiunta dei due Comuni per arginare le interferenze del papa.

 

Firenze (15 giugno 1300)

Il 13 giugno 1300 si ebbero le votazioni per l'elezione dei Priori.

Vennero eletti:

- Noffo di Guido

- Neri di Jacopo del Giudice

- Nello d'Arrighetto Doni

- Bindo di Donato Bilenchi

- Ricco Falconetti

- Dante Alighieri.

Tutti del partito dei Bianchi.

Avrebbero governato Firenze per due mesi, dal 15 giugno al 14 agosto.

Dante aveva 35 anni.

 

Firenze - Condanna dei tre banchieri

I Priori del bimestre precedente avevano inviato Lapo Saltarelli, un giurista, a Roma per verificare le voci che giravano sulla cessione della Toscana da parte dell'imperatore Alberto d'Asburgo al papa Bonifacio VIII.

Si scoprì che Alberto aveva interrotto la trattativa, ma che tre banchieri fiorentini stavano tramando per consegnare Firenze al papa. I tre erano Gherardo Spini, Noffo Quintavalle e ser Cambio da Sesto, del partito dei Neri.

I tre vennero immediatamente condannati ad una ammenda di 2.000 fiorini ciascuno. Se non avessero pagato si sarebbe proceduto al taglio della lingua.

I nuovi Priori, tra cui Dante, confermarono la condanna, nonostante le proteste del papa che minacciò l'interdetto su Firenze. Le lingue vennero tagliate.

 

Firenze - Invio in esilio di Bianchi e Neri

I Priori individuarono i più facinorosi sia del partito dei Neri che del partito dei Bianchi e li condannarono all'esilio.

I Bianchi vennero inviati a Sarzana, oggi in provincia di La Spezia. I Neri a Castello della Pieve, nei pressi di Mercatello sul Metauro in provincia di Pesaro.

Dante approvò la decisione nonostante tra gli esiliati ci fosse anche il suo carissimo amico Guido Cavalcanti.

Durante l'esilio Cavalcanti si ammalò. Venne autorizzato a rientrare a Firenze. Morì il 29 agosto 1300.

 

Firenze (1300-1301)

Terminato il periodo del priorato Dante continuò la sua attività politica nel Consiglio delle Capitudini.

 

Firenze (19 giugno 1301)

Bonifacio VIII inviò a Firenze il cardinale Matteo d'Acquasparta chiedendo che i fiorentini inviassero cento cavalieri in soccorso dell'esercito del papa che stava combattendo contro Margherita degli Aldobrandeschi in Maremma.

La richiesta venne esaminata dal Consiglio dei Cento.

La maggioranza votò a favore.

Dante si oppose.

 


I Neri al potere (1301)

 

Anagni (5 settembre 1301)

Ad Anagni, il 5 settembre 1301, Carlo di Valois, fratello del re di Francia Filippo il Bello, venne nominato capitano generale della Chiesa. Bonifacio VIII gli affidò il compito di paciere della Toscana.

 

Città della Pieve (4 ottobre 1301)

A Città della Pieve, il 4 ottobre 1301, Carlo di Valois si incontrò con gli esponenti del partito dei Neri.

Con le sue truppe cominciò ad avvicinarsi a Firenze.

 

Roma (ottobre-novembre 1301)

I Priori decisero di inviare una ambasciata a Roma per recuperare credito presso Bonifacio VIII.

Partirono in tre:

- Maso di Ruggerino Minerbetti

- Corazza da Signa

- Dante Alighieri.

Bonifacio VIII consigliò ai diplomatici fiorentini che due di loro tornassero a Firenze per riferire dei colloqui e che uno rimanesse a Roma.

Maso e Corazza tornarono. Dante rimase a Roma.

 

Firenze (ottobre 1301)

A Firenze vennero eletti i nuovi Priori per il periodo 15 ottobre-15 dicembre. Tra questi era Dino Compagni.

 

Firenze (1-7 novembre 1301)

Carlo di Valois arrivò alle porte di Firenze.

Dino Compagni richiese a Carlo di firmare una carta in cui il fratello del re di Francia si impegnava a non alterare lo stato politico della città.

Il Valois firmò tutte le richieste del Compagni.

Il primo novembre 1301 Carlo entrò in Firenze.

Poco dopo entrò in città anche l'esule Corso Donati, capo dei Neri.

Carlo, con un sotterfugio, arrestò i capi dei Bianchi.

Il 7 novembre i Priori chiamarono il popolo a raccolta, ma nessuno rispose al suono della campana.

I Neri presero il potere.

 


Condanna (1302)

Firenze (27 gennaio 1302)

Il 27 gennaio 1302 si ebbe la condanna, firmata dal podestà Cante dei Gabrielli da Gubbio, dei seguenti esponenti dei Bianchi:

- Gherardino Diodati

- Palmiero Altoviti

- Lippo di Becca

- Orlanduccio Orlandi

- Dante Alighieri.

I cinque vennero condannati per aver resistito agli ordini del papa Bonifacio VIII, per avere ostacolato l'opera del pacificatore Carlo di Valois, ed inoltre per baratteria, concussione, corruzione elettorale, frode, estorsione, ecc.

Entro tre giorni dovevano pagare cinquemila fiorini ciascuno e restituire il maltolto. Venivano mandati in esilio per due anni. Erano interdetti in perpetuo dai pubblici uffici.

Trascorso il termine dei tre giorni i loro beni sarebbero stati confiscati o distrutti.

Dante seppe della condanna mentre era a Roma o ai confini della repubblica fiorentina.

Venne dichiarato contumace.

 

Firenze (10 marzo 1302)

Il 10 marzo 1302 venne emessa la condanna a morte a carico dei seguenti esponenti del partito dei Bianchi:

- Andrea dei Gherardini

- Lapo Salterelli

- Palmiero Altoviti

- Donato Alberti Ristori

- Lapo Ammuniti

- Lapo Biondi

- Gherardino Diodati

- Corso di Alberto Ristori

- Innami de Ruffoli

- Lippo di Becca

- Dante Alighieri

- Orlanduccio Orlandi

- Simone Guidalotti

- Guccio medico

- Guido Bruno Falconieri.

L'esecuzione prevedeva il rogo "...igne comburatur sic quod moriatur".

Dante aveva 37 anni.

 

 


Tentativi di ritorno a Firenze (1302-1304)

 

Gargonza (febbraio 1302)

I Bianchi e i Ghibellini si incontrarono a Gargonza, presso Monte San Savino in provincia di Arezzo, nel febbraio 1302.

 

San Godenzo (8 giugno 1302)

Le trattative tra Bianchi e Ghibellini si conclusero con l'alleanza di San Godenzo, in Mugello, l'8 giugno 1302. Alla riunione partecipò anche Dante.

 

Forlì (autunno 1302-inverno 1303)

Nell'autunno 1302 Dante fu a Forlì, alla corte degli Ordelaffi, come ambasciatore dei Bianchi.

Scarpetta degli Ordelaffi accettò di assumere il comando dell'esercito degli esuli.

 

Verona (maggio 1303)

Probabilmente nel maggio 1303 Dante raggiunse Verona, dove fu ospite di Bartolomeo I della Scala.

 

Roma (ottobre 1303)

L'11 ottobre 1303 Bonifacio VIII morì.

Il 22 ottobre veniva eletto Benedetto XI.

A Firenze venne inviato il cardinale Niccolò da Prato come paciere tra i Bianchi e i Neri.

Dante appoggiò il cardinale e sperò vivamente nel successo della sua iniziativa.

All'epoca Aghinulfo da Romena era il capitano generale delle forze degli esuli.

 

Verona (marzo 1304)

Nel marzo 1304, alla morte di Bartolomeo I, Dante lasciò Verona.

 

Firenze (aprile-maggio 1304)

Il 26 aprile 1304 venne firmato l'accordo per il rientro dei Bianchi in Firenze.

Alla metà di maggio i Neri denunciarono l'accordo.

Bendetto XI non riuscì ad intervenire adeguatamente.

Si tornò alle armi.

Dante, deluso dal fallimento dell'intervento papale, iniziò ad allontanarsi dal partito dei Bianchi.

 

Perugia (7 luglio 1304)

Il 7 luglio 1304 a Perugia morì, probabilmente avvelenato, Benedetto XI e con lui le speranze di una soluzione pacifica della controversia tra Bianchi e Neri.

 

Lastra (20 luglio 1304)

Il 20 luglio 1304, nei pressi di Lastra alla Loggia, a cinque chilometri da Firenze, sulla strada per la Futa, nella valle del Mugnone, si riunirono le forze dei Bianchi e dei Ghibellini.

Baschieri della Tosa, che comandava uno dei principali gruppi di armati, non aspettò l'arrivo di tutti gli esuli e attaccò Firenze. Riuscì ad entrare da Porta San Gallo e ad arrivare fino a Santa Reparata.

La reazione dei Neri costrinse gli attaccanti a ritirarsi. Gli esuli che si stavano ancora concentrando a Lastra, alla notizia della sconfitta, si dispersero.

Fu l'ultimo serio tentativo dei Bianchi di rientrare in Firenze.

Dante, che all'epoca dei fatti era ad Arezzo, non fu coinvolto nella vicenda, perché ormai in disaccordo con gli altri esponenti dei Bianchi.

 


A Treviso (1304-1306)

 

Treviso (estate 1304-estate 1306)

Dall'estate 1304 all'estate 1306 Dante fu probabilmente ospite di Gherardo da Camino a Treviso.

 


In Lunigiana (1306-1307)

 

Lunigiana (ottobre 1306-1307)

Alla morte di Gherardo da Camino, Dante si diresse in Lunigiana, dove fu ospite dei conti Malaspina.

Nel castello di Moroello Malaspina, esponente dei Neri, insieme a Dante fu ospitato anche Cino da Pistoia, che era stato dalla parte dei Neri.

La Lunigiana comprende l'area del bacino del Magra e di tutti i suoi affluenti, tra le odierne province di La Spezia e di Massa. Prendeva il nome dalla antica città di Luni.

A Dante venne affidata la missione di dirimere alcune controversie con il vescovo di Luni, residente a Castelnuovo Magra.

Il 6 ottobre 1306 l'accordo tra i Malaspina e il vescovo venne firmato.


Nel Casentino (1307)

 

Casentino (1307)

Nel 1307 Dante fu nel Casentino, in provincia di Arezzo, presso Guido di Battifolle dei conti Guidi.

I conti Guidi erano distinti nel ramo di Romena e in quello di Battifolle.

 


A Lucca (1307-1309)

 

Lucca (fine 1307-inizio 1309)

Tra il 1307 e il 1309 Dante fu a Lucca. Si ipotizza che nella città si fossero rifugiati Gemma Donati e i figli di Dante.

 

Germania (27 novembre 1308)

Il 27 novembre 1308 Enrico VII di Lussemburgo venne eletto re di Germania.

 


A Parigi (1309-1310)

 

Parigi (1309-1310)

Il soggiorno di Dante a Parigi tra il 1309 e il 1310 non è certo.

Alla notizia che l'imperatore Enrico VII stava avviandosi verso l'Italia Dante sicuramente rientrò.

Si riaprivano le speranze di poter tornare a Firenze.

 


Enrico VII (1310-1313)

Stemma di Enrico VII

Milano (23 dicembre 1310)

Il 23 dicembre 1310 Enrico VII arrivò a Milano, allora sotto il controllo di Matteo Visconti.

 

Milano (6 gennaio 1311)

Il 6 gennaio 1311 Enrico VII venne incoronato re d'Italia a Milano in Sant'Ambrogio. Si dice che Dante, quarantasei anni, fosse presente alla cerimonia.

 

Poppi (31 marzo 1311)

Il 31 marzo 1311 da Poppi, dove risiedeva, ospite di Guido di Battifolle, Dante scrisse agli "scelleratissimi fiorentini". L'avanzata di Enrico VII in Italia gli dette forza e pensò di poter minacciare i Neri.

Pisa, Arezzo e Siena si schierarono con Enrico VII.

Firenze inviò ad Enrico una delegazione guidata da Betto Brunelleschi. L'ambasciatore dichiarò che se Enrico avesse desiderato entrare in Firenze avrebbe dovuto farlo con la forza. Le porte della città sarebbero rimaste chiuse all'esercito imperiale.

Intanto il re di Francia, Filippo il Bello, e il papa Clemente V, che inizialmente avevano appoggiato Enrico VII, ne presero le distanze. Si riavvicinarono a Roberto d'Angiò, re di Napoli.

 

Firenze (settembre 1311)

Nel settembre 1311 il podestà Baldo d'Aguglione concesse l'aministia agli esuli fiorentini. Furono esclusi: gli Uberti, i Cerchi, Giano della Bella, i Portinari, gli Alighieri.

 

Pisa (marzo 1312)

Nel marzo 1312 Dante fu a Pisa dove risiedeva l'imperatore Enrico.

 

Firenze (1312)

Enrico rimase bloccato nel nord Italia molti mesi perché alcune città non vollero sottomettersi. Dovette conquistare Crema, Cremona, Brescia.

Finalmente arrivò di fronte a Firenze.

Il Comune chiuse le porte e rifiutò di avviare qualsiasi trattativa. Lucca e Bologna si schierarono con Firenze.

Ad Enrico non rimase che continuare il viaggio verso Roma.

Dante rimase deluso.

 

Roma (29 giugno 1312)

Il 29 giugno 1312 Enrico VII venne incoronato imperatore a Roma, in San Giovanni in Laterano.

Infatti San Pietro era nelle mani dei nemici dell'imperatore, guidati dagli Orsini e da Giovanni d'Angiò.

Il papa Clemente V non andò a Roma per incoronarlo. Enrico VII dovette accontentarsi del cardinale Niccolò da Prato.

A luglio Clemente V ordinò all'imperatore di lasciare i territori dello Stato Pontificio.

 

Firenze (19 settembre-30 ottobre 1312)

Enrico decise di volgersi contro Firenze.

Il 19 settembre 1312 pose l'accampamento a San Salvi.

Dante non prese parte alle operazioni militari.

Forze guelfe accorsero in aiuto della città da tutta Italia.

Roberto d'Angiò, re di Napoli, assicurò il proprio appoggio in cambio della accettazione da parte del Comune di Firenze della propria Signoria sulla città.

Il 1° novembre 1312 Enrico abbandonò le operazioni militari contro Firenze.

Dante perse ancora una volta le speranze.

 

Firenze (1313)

Il Comune di Firenze nel 1313 conferì la Signoria a Roberto d'Angiò, che inviò un suo vicario.

 

Buonconvento (24 agosto 1313)

Il 24 agosto 1313 Enrico VII morì di malaria a Buonconvento nei pressi di Siena.

Le speranze di Dante in un prossimo ritorno a Firenze andarono definitivamente deluse.

 


A Verona (1312-1318)

 

Verona (1312)

Dal 1312 Dante fu ospite di Cangrande della Scala a Verona.

Rimase nella città sei anni.

 

Avignone (1314)

Nel 1314 Clemente V nominò Roberto d'Angiò suo vicario in Italia.

Il 20 aprile Clemente morì.

Il trono pontificio rimase vacante per due anni.

 

Germania (ottobre 1314)

Nell'ottobre del 1314 vennero eletti in Germania due imperatori rivali: Ludovico il Bavaro e Federico d'Austria.

 

Francia (dicembre 1314)

Nel dicembre 1314 in Francia morì Filippo il Bello. Gli successe Luigi X il Rissoso.

 

Pisa e Lucca (1314)

Nel 1314 Uguccione della Faggiuola assunse la Signoria di Pisa e Lucca.

Uguccione, alleato dei Ghibellini, costituiva un pericolo per la guelfa Firenze.

 

Firenze (19 maggio 1315)

Per compattare la città, Ranieri di Zaccaria da Orvieto, vicario angioino per Firenze, il 19 maggio 1315, concesse una amnistia a tutti gli esuli, purché pagassero una multa e portassero la rituale offerta il giorno di San Giovanni.

Il 24 giugno Dante non si presentò.

Non poteva accettare l'infamia della multa e il marchio dell'offerta.

 

Firenze (settembre 1315)

Nel settembre 1315 venne rinnovata l'amnistia per gli esuli. Dante rifiutò per la seconda volta.

 

Firenze (15 ottobre 1315)

Il 15 ottobre 1315 Firenze condannò a morte tutti gli Alighieri, ossia Dante e i suoi figli. Tutti i loro beni vennero confiscati e distrutti. Si diede tempo 24 ore (hodie et cras per totam diem) per una eventuale sottomissione. Considerato che gli Alighieri non erano a Firenze e considerati i mezzi di trasporto dell'epoca, era impossibile per gli Alighieri, anche se avessero voluto ottenere il perdono, poterlo chiedere nei tempi prestabiliti.

 

Avignone (1316)

Nel 1316 il nuovo papa Giovanni XXII confermò Roberto d'Angiò come vicario in Italia.

 

Piacenza e Mantova (1318)

Nel 1318 Dante lasciò Verona.

Si diresse a Piacenza e poi a Mantova. Infine si recò a Ravenna.

 


A Ravenna (1318-1321)

 

Ravenna (primavera 1318)

Dalla primavera del 1318 Dante visse a Ravenna ospite di Guido Novello da Polenta, Signore della città.

Lo raggiunsero i figli Iacopo, Antonia e Pietro.

Antonia, con il nome di Beatrice, entrò nel convento di Santo Stefano degli Ulivi.

 

Avignone (1320)

Nel 1320 il cardinale francese Bertrando del Poggetto venne nominato legato pontificio in Italia con il compito di perseguire eretici e Ghibellini.

 

A Venezia (1321)

Nel 1321 Dante si recò a Venezia come ambasciatore di Guido Novello.

 

Morte di Dante (14 settembre 1321)

Dante morì nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321. Aveva 56 anni. Aveva trascorso gli ultimi venti in esilio.

 


Opere prima dell'esilio

 

Vita Nuova (1283-1292)

Prose e versi dedicati a Beatrice Portinari, scomparsa l'8 giugno 1290.

Si articola in 42 capitoli che comprendono 31 composizioni in rima.

 

Rime

80 rime, di cui 54 sicuramente di Dante e 26 di incerta attribuzione.

Argomenti vari.

 

Il Fiore

Attribuzione dubbia.

232 sonetti per un totale di 3248 versi.

Influenzato dal Roman de la Rose.

Narra le vicende di Durante che aspira al fiore di Bellacoglienza.

 

Detto d'amore

Attribuzione dubbia.

480 versi settenari. 240 rime baciate.

Influenzato dal Roman de la Rose.

Una sorta di manuale dell'amante.


Opere durante l'esilio

 

Convivio (1303-1304)

Il piano dell'opera prevedeva quattordici canzoni commentate in quattordici trattati.

Vennero scritti soltanto quattro trattati e tre canzoni. Il primo trattato è privo di canzone.

Scopo dell'opera: fornire il banchetto della sapienza a coloro che non hanno avuto la possibilità di studiare.

La prima canzone tratta di Beatrice e della donna pietosa, la Filosofia, a cui Dante si è rivolto dopo la morte di Beatrice.

La seconda canzone tratta della Filosofia, conforto della mente.

Il commento alla terza canzone tratta della vera nobiltà, basata sulla purezza di cuore e sulla virtù.

 

De vulgari eloquentia (1303-1304)

In latino.

Il piano dell'opera prevedeva quattro libri.

L'opera venne interrotta al XIV capitolo del libro II.

Nel I libro Dante:

- effettua una storia della lingua

- esamina il Latino, lingua della ragione

- analizza i dialetti italici.

Nel II libro Dante:

- definisce come una lingua deve essere: illustre, cardinale, regale, curiale

- analizza gli stili: tragico, comico, elegiaco.

 

Monarchia (1312-1313)

In latino.

E' suddiviso in tre libri.

Nel I libro Dante dimostra la necessità di avere un unico Monarca.

Nel II libro Dante dimostra:

- che il popolo romano è stato il depositario della maestà imperiale

- che Roma è la sede della maestà imperiale.

Nel III libro Dante affronta il tema dell'origine e della struttura dell'autorità:

- ogni autorità deriva da Dio;

- il papa e l'imperatore derivano la loro autorità da Dio;

- il papa e l'imperatore non dipendono l'uno dall'altro;

- il papa e l'imperatore devono collaborare;

- l'autorità imperiale deve occuparsi della felicità terrena;

- l'autorità papale deve occuparsi della felicità celeste.

Il Monarchia è stato condannato dalla Chiesa e inserito nell'Index librorum prohibitorum.

 

Egloghe (1319)

In latino.

Due egloghe.

L'opera venne composta per rispondere a Giovanni del Virgilio, professore all'Università di Bologna, che esortava Dante a sospendere la scrittura in volgare per tornare al latino.

 

Quaestio de aqua et terra (1320)

In latino.

Attribuzione dubbia.

Tratta del livello relativo dell'acqua e della terra.

 

Epistole

In latino.

Sono rimaste dieci epistole.

 


Divina Commedia (1304-1321)

 

Il titolo di Divina Commedia venne dato alle tre cantiche nel 1555.

Precedentemente l'opera era nota con il titolo di Comedìa.

Non è conservato alcun autografo.

Il più antico codice conosciuto, ma perduto, è il Codice Martini, esemplato a Firenze nel 1330.

Il più antico codice conservato è il Codice Landini, trascritto nel 1336.

La prima edizione a stampa è del 1472, edita da Giovanni Numeister a Magonza.

 

Inferno (1304-1314)

34 Canti della lunghezza media di 140 versi.

L'opera venne pubblicata a Verona nel 1314.

Probabilmente era stata completata nel 1309.

Struttura:

Canto III - Vestibolo - Ignavi

Canto IV - Cerchio I - Limbo - Virtuosi non battezzati

Canto V - Cerchio II - Incontinenti - Lussuriosi

Canto VI - Cerchio III - Incontinenti - Golosi

Canto VII - Cerchio IV - Incontinenti - Avari e prodighi

Canto VIII - Cerchio V - Incontinenti - Iracondi e accidiosi

Canti IX, X e XI - Cerchio VI - Città di Dite - Eretici

Canto XII - Cerchio VII - Girone I - Violenti contro il prossimo

Canto XIII - Cerchio VII - Girone II - Suicidi e scialacquatori

Canti XIV, XV, XVI, XVII - Cerchio VII - Girone III - Bestemmiatori; sodomiti, usurai

Canto XVIII - Cerchio VIII - Bolgia I - Ruffiani e seduttori

Canto XVIII - Cerchio VIII - Bolgia II - Adulatori e lusingatori

Canto XIX - Cerchio VIII - Bolgia III - Simoniaci

Canto XX - Cerchio VIII - Bolgia IV - Maghi e indovini

Canti XXI e XXII - Cerchio VIII - Bolgia V - Barattieri

Canto XXIII - Cerchio VIII - Bolgia VI - Ipocriti

Canto XXIV e XXV - Cerchio VIII - Bolgia VII - Ladri

Canti XXVI e XXVII - Cerchio VIII - Bolgia VIII - Consiglieri di frode

Canti XXVIII e XXIX - Cerchio VIII - Bolgia IX - Scismatici e seminatori di discordie

Canti XXIX e XXX - Cerchio VIII - Bolgia X - Falsari

Canti XXXI e XXXII - Cerchio IX - Zona I Caina - Traditori di parenti

Canti XXXII e XXXIII - Cerchio IX - Zona II Antenora - Traditori della patria

Canto XXXIII - Cerchio IX - Zona III Tolomea - Traditori degli ospiti

Canti XXXIV - Cerchio IX - Zona IV Giudecca - Traditori di benefattori

 

Purgatorio (1310-1315)

33 Canti della lunghezza media di 140 versi.

L'opera venne pubblicata a Verona nel 1315.

Probabilmente era stata completata nel 1313.

Struttura:

Canto III - Antipurgatorio - Primo ripiano - Scomunicati

Canti IV, V, VI - Antipurgatorio - Secondo ripiano - Negligenti

Canti VII, VIII - Antipurgatorio - Valletta dei principi

Canti X, XI, XII - Purgatorio - Girone I - Superbi

Canti XIII e XIV - Purgatorio - Girone II - Invidiosi

Canti XV, XVI, XVII - Purgatorio - Girone III - Iracondi

Canti XVII, XVIII e XIX - Purgatorio - Girone IV - Accidiosi

Canti XIX, XX, XXI, XXII - Purgatorio - Girone V - Avari e prodighi

Canti XXII, XXIII, XXIV - Purgatorio - Girone VI - Golosi

Canti XXV, XXVI, XXVII - Purgatorio - Girone VII - Lussuriosi

Canti XXVII, XXVIII - Salita al paradiso terrestre

Canto XXIX - Lo Spirito Santo

Canto XXX - La verità - Virgilio lascia Dante - Appare Beatrice

Canto XXXI - Confessione di Dante

Canto XXXII - L'albero del bene e del male

Canto XXXIII - Beatrice e Dante s'incamminano

 

Paradiso (1316-1321)

33 Canti della lunghezza media di 140 versi.

L'opera venne pubblicata postuma.

Dante vi lavorò nel periodo ravennate e nell'ultima parte del periodo veronese.

Struttura:

Canti II, III, IV, V - Cielo I - Anime che non compirono i voti

Canti V, VI, VII - Cielo II - Spiriti attivi

Canto VII - Cielo III - Spiriti amanti

Canti VIII, IX, X, XI, XII, XIII, XIV - Cielo IV - Spiriti sapienti

Canti XIV, XV, XVI, XVII, XVIII - Cielo V - Spiriti militanti

Canti XVIII, XIX, XX - Cielo VI - Spiriti giusti

Canti XXI, XXII - Cielo VII - Spiriti contemplanti

Canti XXII, XXIII, XXIV, XXV, XXVI, XXVII - Cielo VIII - Spiriti trionfanti

Canti XXVIII, XXIX - Cielo IX - Cori angelici

Canti XXX, XXXI, XXXII, XXXIII - Empireo

 


Riferimenti bibliografici:

Alighieri Dante

Tutte le opere

Newton

Alighieri Dante

La divina commedia (a cura di D. Mattalia)

Rizzoli

Boccaccio Giovanni

Trattatello in laude di Dante

Mondadori

Compagni Dino

Cronica delle cose occorrenti ne' tempi suoi

Rizzoli

Villani Giovanni

Nuova Cronica

Guanda

 

Abulafia David

I regni del Mediterraneo occidentale dal 1200 al 1500

Laterza

Benevolo Leonardo

Storia della città

Laterza

Benvenuti Gino

Le repubbliche marinare

Newton

Cameron Rondo - Larry Neal

Storia economica del mondo

Il Mulino

Castronovo V. (a cura di)

Storia dell'economia mondiale - Dall'antichità al medioevo

Laterza

Cipolla Carlo M.

Storia economica dell'Europa pre-industriale

Il Mulino

Contini Gianfranco

Un'idea di Dante

Einaudi

Dossena Giampaolo

Dante

TEA

Gatto Ludovico

Media Aetas - Medio Evo

Monduzzi

Gregorovius Ferdinand

Storia di Roma nel Medioevo

Newton

Heer Friedrich

Sacro Romano Impero

Newton

Mack Smith Denis

Storia della Sicilia medievale e moderna

Laterza

Marchi Cesare

Dante

Rizzoli

Paravicini Bagliani Agostino

Bonifacio VIII

Einaudi

Petrocchi Giorgio

Vita di Dante

Laterza

Rendina Claudio

I Papi

Newton

Vannucci Marcello

Dante

Newton

Vannucci Marcello

Storia di Firenze

Newton

 

 

 
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