Maat - Conoscere la storia per creare il futuro -To know the history to create the future

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GIULIO CESARE IN GALLIA

(anni 58 e 57 a.C.)

 

 

Di Cesare fu scritto:

"Così egli operò e creò, come mai nessun altro mortale prima e dopo di lui, e come operatore e creatore Cesare vive ancora, dopo tanti secoli, nel pensiero delle nazioni, il primo e veramente unico imperatore" (Th. Mommsen, Storia di Roma antica - Libro V - Cap. XI)

 

Giulio Cesare

LocalitÓ: Gallia

Epoca: 58 e 57 a.C.

Tutte le date, se non altrimenti indicato, sono da intendersi avanti Cristo.


 

MAPPA DELLA GALLIA NEL I SECOLO A.C.

 

 

In corsivo i nomi dei popoli.

In grassetto i nomi delle città.

In verde i nomi dei fiumi.

In marrone i nomi dei monti.

In rosso i territori dei Romani.

In azzurro i territori dei Celti.

In viola i territori dei Germani.


INDICE

 

La situazione a Roma

La situazione in Gallia

 

Anno 58 - Primavera - Cesare nel territorio degli Edui invaso dagli Elvezi

Anno 58 - Estate - Cesare nel territorio dei Sequani invaso dai Germani

 

Anno 57 - Cesare nella Gallia Belgica

Anno 57 - Publio Crasso in Armorica

 

Nomi di luoghi

Nomi di popoli

Nomi di persone

Sistemi di misura


Rinvii

Per gli avvenimenti in Gallia nell'anno 56 a.C.

Per gli avvenimenti in Gallia nell'anno 55 a.C.

Per gli avvenimenti in Gallia nell'anno 54 a.C.

Per gli avvenimenti in Gallia nell'anno 53 a.C.

Per gli avvenimenti in Gallia nell'anno 52 a.C.


La situazione a Roma

 

Nell'estate del 60 a.C. Giulio Cesare venne eletto console per l'anno 59.

Nella primavera del 59 a Giulio Cesare vennero assegnate le province che avrebbe governato in qualità di proconsole a partire dal 58 per cinque anni. Nel 55 il proconsolato venne prolungato per altri cinque anni, fino al 49.

Giulio Cesare ebbe tre province: la Gallia Cisalpina, la Gallia Narbonense e l'Illirico.

 

Gallia Cisalpina

La Gallia Cisalpina, corrispondente all'Italia settentrionale, era delimitata a sud dalla linea congiungente Pisa con Rimini. Il confine era stabilito all'Arno e al Rubicone. Ne facevano parte Milano, Bologna, Piacenza, Parma, Modena, Aquileia, Lucca e Ravenna.

Vi abitavano principalmente popolazioni celtiche e immigrati provenienti dal resto d'Italia.

Tre legioni, la VII, la VIII e la IX, avevano il loro campo invernale ad Aquileia.

La Gallia Cisalpina era suddivisa in Transpadana e Cispadana. Ai Transpadani era stata riconosciuta la cittadinanza latina nell'89. I Cispadani (odierna Emilia) l'avevano ottenuta ai tempi di Silla. I Cisalpini erano sostenitori del partito democratico di Cesare ed aspiravano ad ottenere il pieno riconoscimento della cittadinanza romana.

 

Gallia Narbonense

La Gallia Narbonense comprendeva il meridione della Francia, tra la Spagna e l'Italia lungo la costa mediterranea, e parte della Svizzera occidentale. Ne facevano parte Narbona, Tolosa, Vienna, Arles, Ginevra. Vi abitavano popolazioni celtiche. Il presidio era assicurato dalla X legione.

La provincia era stata costituita nel 122. Conservava una sua autonomia il territorio della città greca di Marsiglia, alleata da lungo tempo con i Romani. Nel 49 Marsiglia sarà annessa alla Gallia Narbonense essendosi schierata contro Cesare durante la guerra civile.

A nord della Gallia Narbonense abitavano altre popolazioni celtiche. Il loro territorio era delimitato ad est dal Reno, oltre il quale abitavano popolazioni germaniche che erano una continua minaccia. Il generale Caio Mario aveva sconfitto i Teutoni e i Cimbri nel 102 ad Aquae Sextiae (Aix-en-Provence) e nel 101 ai Campi Raudii, presso Vercelli, vanificando il tentativo germanico di conquistare l'Italia.

 

Illirico

L'Illirico corrispondeva approssimativamente al territorio della ex Jugoslavia. Da sottolineare che dovevano passare ancora cinque o sei secoli prima che gli slavi vi facessero la loro comparsa. Vi abitavano antiche popolazioni illiriche. Il Danubio costituiva il confine orientale.

 

Difesa

Per mantenere l'ordine e per difendere le tre province dai nemici esterni Giulio Cesare aveva in totale quattro legioni di fanteria. Teoricamente una legione comprendeva 5.000-6.000 uomini, ma molto spesso era a ranghi ridotti, con 3.000 soldati. Pertanto Giulio Cesare aveva a sua disposizione circa 20.000 uomini per difendere un fronte che andava dai Pirenei al Danubio passando per le Alpi. La cavalleria era composta da Iberi, Celti, Germani e Numidi. Gli arcieri ed i frombolieri erano Numidi, Cretesi e Balearici.

 

Cesare

Nella primavera del 58 Cesare era a Roma in procinto di partire per la Gallia.

 


La situazione in Gallia

 

Gallia

I Galli abitavano il territorio di Francia, Belgio e Svizzera francese. Ad est il confine era costituito dal fiume Reno, oltre il quale erano i Germani.

I Galli o Celti erano arrivati a partire dal secolo VI.

Intorno allo stesso periodo i Greci avevano fondato la città di Marsiglia.

I Romani avevano creato la Provincia Narbonensis nel 122. Il territorio comprendeva la costa tra la Spagna e l'Italia, tra i Pirenei e le Alpi. Marsiglia rimase incastonata al centro della Provincia.

Nel 118 venne fondata Narbona con il nome di Narbo Martius.

Nella Provincia, oggi ancora denominata Provenza, abitavano varie tribù celtiche: Allobrogi, Voconzi e Tectosagi.

Un carattere particolare aveva l'Aquitania che, essendo al confine con la Spagna, aveva una popolazione mista celtica ed iberica.

Analoga situazione si verificò al nord-est nella Gallia Belgica, dove si formò una popolazione mista di Celti e di Germani.

 

Organizzazione politica

I Galli non costituirono uno Stato centralizzato e neppure una federazione. Rimasero divisi in Stati a carattere tribale spesso in lotta tra loro e per la supremazia della Gallia.

Riuscirono a formare delle leghe che definivano obblighi di assistenza, soprattutto militare. Le leghe avevano il difetto di funzionare per brevi periodi e con risultati che dipendevano in buona parte dalla volontà dei partecipanti.

Intorno agli anni cinquanta le leghe più importanti erano:

- la Lega belga, tra la Senna ed il Reno, nel nord-est della Gallia;

- la Lega armorica, comprendente le odierne Normandia e Bretagna, nel nord-ovest della Gallia;

- la Lega della Gallia centrale, dove si contendevano la supremazia Arverni, Edui e Sequani.

 

Religione

L'elemento religioso era il fattore unificante dei Celti. I druidi, i loro sacerdoti, avevano una organizzazione nazionale che si estendeva anche ai Britanni. Avevano scuole ed eleggevano i loro capi. Erano esentati dal servizio militare e dalle imposte. Il centro religioso era presso Chartres.

I Celti erano osservanti e rispettavano la volontà e le decisioni del loro clero.

I druidi avevano facoltà di intervento nelle questioni temporali. Dirigevano le elezioni dei politici, emettevano sentenze sia in campo civile che penale, decidevano della pace e della guerra, escludevano dalla comunità religiosa persone o tribù che non rispondevano alla loro volontà. In sostanza i druidi facevano concorrenza alle autorità civili e ne indebolivano il potere.

I druidi tuttavia non riuscirono a costituire una teocrazia unitaria di tutti Celti.

 

Esercito

La cavalleria costituiva il nerbo dell'esercito celta.

Molto più debole era la fanteria, anche se dotata di grande coraggio. Mancava di addestramento e di tattica.

Molto dannoso era il sistema di comando frammentato. Le tribù combattevano una accanto all'altra, ma sotto i propri comandanti. Il consiglio di guerra coordinava, ma non riusciva ad assicurare l'unitarietà di comando necessaria.

I Celti avevano coscienza di essere una nazione, volevano difendere la propria patria, combattevano valorosamente, ma non avevano una struttura statale adeguata.

 

Economia

Paese di grande produzione agricola, favorita da fertili terreni e da un clima temperato, la Gallia aveva una economia molto sviluppata.

Era dotata di strade e porti.

L'accesso al Mediterraneo avveniva tramite la Gallia Narbonense. Ottimi rapporti con i Romani consentirono di sviluppare le relazioni commerciali verso l'area del Mediterraneo.

Molto più difficile lo scambio est-ovest. I rapporti con i Germani erano pessimi, a causa del loro continuio tentativo di invasione.

Occorre distinguere tra la politica di conquista dei Romani, che non miravano ad asservire, né a scacciare né ad annientare la popolazione locale, e la politica di invasione dei Germani, che, essendo alla ricerca di un posto migliore dove abitare, costituivano una minaccia alla sopravvivenza stessa della popolazione celtica.

 

Invasione germanica

Intorno agli anni 70 gli Edui ed i Sequani entrarono in guerra per una questione di dazi da prelevare sulla Saona, il fiume che divideva i loro territori.

I Sequani, la cui città principale era Vesontio, odierna Besançon, chiamarono in aiuto i Germani.

Nel 71 il generale germanico Ariovisto passò il Reno con 15.000 soldati.

Nel 61 la guerra ebbe termine con la vittoria di Ariovisto. Con il trattato di pace gli Edui furono costretti a pagare un tributo e ad impegnarsi a non chiedere l'intervento di Roma.

Diviziaco, il capo del partito filo-romano degli Edui, si recò a Roma per perorare l'intervento delle legioni.

Ma il Senato preferì accettare lo stato di fatto e nel 59 Ariovisto venne addirittura proclamato "amico del popolo romano".

Forte di questo riconoscimento Ariovisto fondò in Gallia un proprio regno e nel 58 vi aveva già fatto immigrare 120.000 suoi connazionali.

Non solo gli Edui, ma anche i Sequani dovettero subire l'invasione germanica e cedere parte del loro territorio ad Ariovisto.

 


 

Anno 58 - Primavera
Cesare nel territorio degli Edui invaso dagli Elvezi

 

 

Primavera 58 - Partenza degli Elvezi

Gli Elvezi, abitanti nella odierna Svizzera, erano fortemente pressati dalle popolazioni germaniche. Anche i Rauraci, che abitavano nella zona di Basilea e nella Alsazia meridionale, si trovarono in gravi difficoltà. I Boi, già privati dai Germani delle loro terre, decisero di unirsi agli Elvezi ed ai Rauraci per conquistare una patria lontana dai Germani.

Per tre anni organizzarono la loro partenza.

Gli Elvezi decisero di andare ad occupare il territorio dei Santoni (Saintonge, la valle della Charente), sull'Atlantico.

Per giungere alla loro meta gli Elvezi dovevano attraversare territori confinanti occupati da altre popolazioni. La via più agevole venne giudicata quella attraverso la città di Ginevra e il territorio controllato dai Romani.

Nella primavera del 58 bruciarono le loro case e con mogli e figli si diressero verso Ginevra per attraversare il Rodano.

Il 28 marzo del 58 si riunirono 368.000 persone, di cui circa 92.000 uomini atti alle armi.

In particolare:

- duecentosessantatremila Elvezi

- trentaseimila Tulingi

- quattordicimila Latovici

- ventitremila Rauraci

- trentaduemila Boi.

 

Scenario politico

Gli Elvezi, abbandonando le loro terre ai Germani e andando alla conquista di altre terre in Gallia, mettevano in crisi il quadro delle relazioni internazionali.

Se i Germani non potevano che vedere con favore l'avvenimento, i Galli e i Romani non potevano che temere sia l'avanzata dei Germani, che la destabilizzazione della Gallia.

Pertanto si addivenne velocemente ad un accordo dei Galli e dei Romani per ristabilire lo status quo ante.

Le forze militari romane erano tuttavia assai esigue, all'inizio della guerra meno di cinquemila uomini, e alla fine circa trentamila. Nettamente inferiori a quelle degli Elvezi. Solo l'addestramento e il carisma di Giulio Cesare riuscirono a fare la differenza.

 

Tentativo di passaggio sul Rodano

Giulio Cesare, informato, mentre era ancora a Roma, di quanto stava avvenendo, partì immeditamente. In otto giorni raggiunse la Gallia Narbobense.

Cesare ordinò di tagliare il ponte sul Rodano e richiamò tutte le truppe disponibili. Inoltre ordinò l'immediato arruolamento di due altre legioni.

Gli Elvezi, vista la rapida reazione di Cesare, avviarono trattative per avere il permesso di transito. Cesare prese tempo e disse che avrebbe dato la risposta il 13 aprile.

Con i pochi soldati a disposizione, una sola legione, costruì in brevissimo tempo un muro ed un fossato tra il lago Lemano e il monte Giura.

Quando gli Elvezi si ripresentarono, Cesare rifiutò il permesso di transito. Gli Elvezi allora tentarono il passaggio con la forza, ma le truppe romane resistettero.

 

Nel territorio dei Sequani

Gli Elvezi decisero di percorrere un'altra strada attraverso il territorio dei Sequani. I Sequani concessero il permesso. Da notare che i Sequani erano asserviti ai Germani di Ariovisto. La partenza degli Elvezi liberava molte terre che sarebbero state facilmente occupate dai Germani.

Gli Elvezi attraversarono il territorio dei Sequani e poi si diressero verso quello degli Edui, alleati dei Romani.

 

Nel territorio degli Edui

Gli Elvezi entrarono nel territorio degli Edui senza permesso, e lo misero a sacco. Gli Edui invocarono l'intervento dei Romani.

Intanto Giulio Cesare, in Gallia Cisalpina, aveva completato l'arruolamento delle due nuove legioni e aveva prelevato le tre disponibili nei quartieri invernali di Aquileia.

Con le cinque legioni Cesare rientrò in Gallia Narbonense e si diresse verso il territorio degli Edui.

Al passaggio del fiume Saona, Cesare attaccò e sconfisse la retroguardia degli Elvezi, costituita dai Tigurini.

Gli Elvezi avviarono delle trattative, ma le proposte di pace di Cesare non vennero accolte.

Gli Elvezi allora si diressero a nord, entrando sempre più all'interno del territorio degli Edui.

Cesare continuò nell'inseguimento. Gli Edui promisero ai Romani supporto logistico e militare. Inviarono 4.000 cavalieri al comando di Dumnorige, capo del partito anti-romano. E i cavalieri si fecero sconfiggere da 500 Elvezi. Inoltre i rifornimenti di grano promessi non arrivarono.

Cesare allora convocò Diviziaco, capo del partito filo-romano e fratello di Dumnorige. Essendo non lontani da Bibracte, capitale degli Edui, Cesare decise di abbandonare per il momento l'inseguimento degli Elvezi e di dirigersi verso Bibracte per risolvere il problema logistico.

Gli Elvezi, interpretando il comportamento di Cesare come un cedimento, da inseguiti si trasformarono in inseguitori. E Cesare venne costretto ad accettare battaglia.

Si combatté da mezzogiorno fino a tarda notte. Gli Elvezi furono sconfitti e se ne salvarono solo centotrentamila, che fuggirono verso il territorio dei Lingoni.

Cesare scrisse ai Lingoni di non dare aiuti agli Elvezi, altrimenti sarebbero stati considerati anch'essi nemici.

 

Il ritorno

Vennero avviate trattative di pace. Cesare ordinò a Elvezi, Tulingi e Latovici di ritornare nei loro territori e comandò agli Allobrogi di rifornirli del frumento necessario per sopravvivere e poter iniziare la ricostruzione delle loro case. Rientrarono in centodiecimila.

Concesse agli Edui, che ne avevano fatta richiesta, di accogliere nel loro paese i Boi.

 


 

Anno 58 - Estate
Cesare nel territorio dei Sequani invaso dai Germani

 

 

Richiesta di aiuto contro i Germani

Terminata la guerra i notabili della Gallia si recarono da Cesare per congratularsi del successo e ringraziarlo di aver salvato la Gallia dalla invasione degli Elvezi.

I Galli gli esposero anche la difficile situazione in cui si trovavano nei riguardi dei Germani di Ariovisto.

Inizialmente chiamato dai Sequani come mercenario per combattere gli Edui, Ariovisto aveva finito per impadronirsi di gran parte del territorio dei Sequani ed aveva imposto ostaggi e tributi agli Edui. Inoltre una continua immigrazione germanica minacciava sia Edui che Sequani.

Nel 59 Ariovisto aveva saputo destreggiarsi accortamente con il Senato di Roma, al quale si erano rivolti i Galli per aiuto. Ariovisto nella contesa diplomatica era riuscito vincitore ed aveva perfino ottenuto il titolo di "rex et socius", re ed alleato del popolo romano.

La richiesta dei Galli di combattere Ariovisto poneva Cesare in una difficile posizione. Doveva smentire in sostanza la decisione presa dal Senato nell'anno precedente, quando lui stesso ricopriva la suprema carica di console.

 

Trattative

Cesare tentò di avviare trattative con Ariovisto per trovare una via d'uscita non militare. Ma la posizione del generale germanico, forte del recente giudizio di Roma, fu irremovibile.

Quando i due eserciti si trovarono uno di fronte all'altro, Cesare ed Ariovisto si incontrarono per un estremo tentativo di accordo. L'incontro avvenne in condizioni difficili. I due generali erano a cavallo e alle loro spalle erano pronte ad intervenire le due cavallerie, composte da alcune migliaia di uomini. L'incontro si svolgeva in gallico, lingua ben conosciuta da Ariovisto, ma non da Cesare che doveva ricorrere ad un interprete. Cesare interruppe l'incontro, anche per alcune sospette manovre dei soldati germanici.

Nei giorni successivi Ariovisto richiese di riprendere i contatti.

Cesare inviò due ambasciatori:

- Gaio Valerio Procillo, figlio di Gaio Valerio Carburo, divenuto cittadino romano per concessione di Gaio Valerio Flacco; Procillo parlava molto bene il gallico;

- Marco Mettio, legato da vincolo di ospitalità con Ariovisto.

Ariovisto mise in prigione i due inviati violando sia il diritto degli ambasciatori, sia il diritto di ospitalità. E nello stesso giorno portò il suo campo a circa nove chilometri da quello romano.

 

La battaglia

Il giorno seguente Ariovisto aggirò le posizioni romane e si portò a tre chilometri. L'aggiramento mirava ad interrompere le comunicazioni logistiche tra Galli e Romani.

Per cinque giorni Cesare inutilmente schierò le sue truppe. Ariovisto rifiutava il combattimento sperando che la mancanza di rifornimenti mettesse in crisi l'esercito romano.

Cesare pose allora un secondo campo alle spalle dei Germani, alla distanza di circa novecento metri. In tal modo ripristinò le comunicazioni logistiche e pose tra due fuochi i Germani.

Ariovisto tentò inutilmente di distruggere il secondo campo.

Quando il 18 settembre si ebbe la luna nuova, Ariovisto accettò di combattere.

Lo schieramento germanico comprendeva: Arudi, Marcomanni, Triboci, Vangioni, Nemeti, Sedusi e Svevi.

I Germani vennero sconfitti e furono inseguiti fino al Reno, oltre il quale i sopravvissuti, compreso Ariovisto, trovarono salvezza. Durante la fuga morirono le due mogli di Ariovisto e una delle due sue figlie. Ariovisto, probabilmente a causa delle ferite riportate in battaglia, morì poco tempo dopo.

I due ambasciatori romani furono tratti in salvo.

 

Quartieri d'inverno

A presidio della zona in cui si era combattuto i quartieri d'inverno dei legionari furono stabiliti nel territorio dei Sequani.

Cesare rientrò in Italia.

 


 

Anno 57
Cesare nella Gallia Belgica

 

La Lega dei Belgi

Gli abitanti della Gallia Belgica erano un misto di popolazioni celte e germaniche.

La notizia della sconfitta di Ariovisto e dello stabilimento di truppe romane nel territorio dei Sequani aveva allarmato i Belgi. Temendo di venire sottomessi dai Romani si organizzarono in una Lega militare a cui aderirono:

- i Bellovaci, con sessantamila soldati scelti nel loro esercito forte di centomila uomini; avevano richiesto il comando della Lega;

- i Suessioni, con cinquantamila uomini;

- i Nervi, con cinquantamila uomini;

- gli Atrebati, con quindicimila uomini;

- gli Ambiani con diecimila;

- i Morini con venticinquemila;

- i Menapi con settemila;

- i Caleti con diecimila;

- i Veliocassi con diecimila;

- i Viromandui con diecimila;

- gli Atuatuci, con diciannovemila;

- i Condrusi, gli Eburoni, i Ceresi, i Pemani, con quarantamila.

Solo i Remi, confinanti con gli Edui, non aderirono alla Lega e si schierarono con i Romani.

L'immenso esercito della Lega si riunì in un solo luogo ed iniziò la marcia verso sud entrando nel territorio dei Remi.

 

La guerra

Avuta notizia del pericolo che si andava addensando nella Gallia Belgica, Cesare decise di arruolare due nuove legioni, portando il complesso delle forze romane a otto legioni per un totale di circa quarantamila uomini.

Rientrato in Gallia concluse l'accordo con i Remi e con gli Edui. Poi avanzò con le truppe fino a porre il campo sul fiume Aisne a circa dodici chilometri da Bibracte, città dei Remi.

Agli Edui fu affidato il compito di devastare il territorio dei Bellovaci per creare un diversivo.

 

Bibracte

I Belgi intanto avevano posto l'assedio a Bibracte, che rischiava di cadere.

Cesare inviò rinforzi a Bibracte.

 

Aisne

I Belgi abbandonarono l'assedio per rivolgersi direttamente contro i Romani. Posero il loro campo a circa tre chilometri da quello di Cesare. Il campo belga si estendeva per circa 12 chilometri.

Nei giorni successivi si ebbero scontri tra le due parti, ma senza attaccare battaglia.

Intanto gli Edui avevano cominciato a devastare il territorio dei Bellovaci. Questi allora abbandonarono la Lega. La loro defezione comportò il crollo della alleanza belga. Ognuno decise di andare a difendere la propria patria.

La partenza dei Belgi avvenne in maniera disordinata, più simile ad una fuga che a una ritirata.

I romani attaccarono l'esercito in movimento, che subì numerose perdite.

 

Suessioni - Noviodunum

Il giorno seguente Cesare, per non dar tempo ai Belgi di riprendersi, entrò nel territorio dei Suessioni e pose l'assedio alla loro capitale Noviodunum, che si arrese in pochi giorni.

 

Bellovaci - Bratuspantium

Cesare si diresse verso il territorio dei Bellovaci. Gli abitanti della città di Bratuspantium, loro capitale, si arresero.

Gli Edui intervennero in favore dei Bellovaci, che erano sempre stati loro alleati. La fazione anti-romana venne allontanata. Le armi furono consegnate. Cesare richiese ed ottenne seicento ostaggi.

 

Ambiani

L'esercito romano entrò nel territorio degli Ambiani che si arresero immediatamente.

 

Nervi, Atrebati, Viromandui

Cesare si diresse verso il paese dei Nervi. Questi avevano costituito una linea di difesa presso il fiume Sabi insieme agli Atrebati e ai Viromandui. Inoltre aspettavano l'arrivo degli Atuatuci.

Mentre i Romani ponevano il campo, i Belgi attaccarono di sorpesa. Solo l'esperienza e l'addestramento permisero ai Romani di riorganizzarsi e contrattaccare.

La nona e la decima legione respinsero gli Atrebati e li inseguirono al di là del fiume.

L'ottava e l'undicesima sconfissero i Viromandui.

La dodicesima e la settima ebbero maggiori difficoltà con il grosso dell'esercito dei Nervi, guidati da Boduognato.

Anche i soldati a guardia del campo ebbero problemi. I Nervi entrarono per impadronirsi delle salmerie.

I cavalieri dei Treviri, che avevano accompagnato Cesare, fuggirono spargendo la voce che i Romani erano stati vinti.

Intanto arrivavano la tredicesima e la quattordicesima legione.

La decima legione, accortasi delle difficoltà nel campo romano, abbandonò l'inseguimento degli Atrebati e portò soccorso alla dodicesima e alla settima.

I Nervi cominciarono a cedere, ma continuarono a combattere subendo gravi perdite. Alla fine prevalsero i Romani.

I Nervi superstiti chiesero la pace e l'ottennero. Cesare ordinò che abitassero nel loro paese e nelle loro città e ordinò ai loro vicini di non portar loro danno.

 

Atuatuci

Gli Atuatuci, avuta notizia della battaglia mentre stavano accorrendo al fianco dei Nervi, si ritirarono per organizzare la loro difesa.

Cesare pose l'assedio alla loro capitale.

Gli Atuatuci intavolarono trattative per la resa, che venne concessa con condizioni simili a quelle dei Nervi. Ma nella notte tentarono una disperata sortita. I Romani riuscirono a reagire in tempo.

La popolazione venne ridotta in schiavitù e la città depredata.


 

Anno 57
Publio Crasso in Armorica

 

 

Publio Crasso in Armorica

Intanto la legione VII, guidata da Publio Crasso, aveva raggiunto l'Oceanus Britannicus, ossia il Canale della Manica, e aveva accettato la sottomissione delle seguenti popolazioni abitanti nell'Armorica, Gallia del nord-ovest:

- Veneti

- Unelli

- Osismi

- Coriosoliti

- Esuvi

- Aulerci

- Redoni.

 

Quartieri d'inverno 57-56

Le truppe per l'inverno vennero acquartierate presso:

- i Carnuti

- gli Andi

- i Turoni

- e i popoli presso i quali si era svolta la guerra.

Cesare rientrò in Italia.

Il Senato romano decretò quindici giorni di ringraziamento agli dèi.

 

 


Nomi di luoghi

 

Agedincum Senonum - Città della Gallia Celtica. Abitata dai Senones. Sens.

Albingaunum - Città. Albenga.

Albintimilium - Città. Ventimiglia.

Alesia - Città della Gallia Celtica. Alise-Sainte-Reine. Capitale dei Mandubi.

Alpis Cottia - Monte. Monginevro. Alpi Cozie. Alpes Cottiennes.

Alpis Poenina - Monte. Gran San Bernardo. Alpi Pennine. Tra il Piemonte e il Vallese.

Aquae Sextiae - Città della Gallia Narbonese. Aix-en-Provence. Nel 102 a.C. il generale romano Mario vi sconfisse i Teutoni che tentavano di invadere l'Italia.

Aquae Tarbellicae - Città della Aquitania. Dax.

Arausio - Città. Orange.

Arar - Fiume. Saona. Saône.

Arduenna - Foresta. Ardenne.

Arelate - Città della Gallia Narbonense. Arles.

Argentorate - Città. Strasburgo. Strasbourg.

Armorica - Nord-ovest della Gallia.

Argentomagus - Città della Gallia Celtica. Argenton-Saint-Marcel.

Atuatuca - Città della Gallia Belgica. Tongres. Tongeren.

Augusta Nemetum - Città. Vedi Noviomagus. Spira. Speyer.

Augusta Rauricorum - Città della Helvetia. Vedi Raurica.

Augusta Taurinorum - Città della Gallia Cisalpina. Fondata nel 28 a.C. dall'imperatore Augusto su un precedente insediamento dei Galli Taurini. Torino.

Augusta Treverorum - Città. Treviri. Trier.

Augusta Vindelicorum o Vindelicum - Città della Germania. Augusta.

Augustaritum - Città della Gallia. Limoges.

Augustobona - Città della Gallia. Troyes.

Augustodunum - Città della Gallia. Capitale degli Haedui. Autun.

Augustodurum - Città della Gallia. Bayeux.

Augustonemetum - Città della Gallia. Capitale degli Arverni. Clermont-Ferrand.

Augustoritum - Città della Gallia Celtica. Capitale dei Lemovices. Limoges.

Autricum - Città della Gallia Celtica. Abitata dai Carnuti. Chartres.

Aureliani - Città della Gallia. Orléans.

Avaricum - Città della Gallia Celtica. Capitale dei Bituriges Cubi. Bourges.

Aventicum - Città della Gallia. Avenches.

Axona - Fiume. Aisne.

Basilia - Città. Basilea. Basel. Bâle.

Bibracte - Città della Gallia. Capitale degli Haedui. Mont-Beuvray?. Sostituita da Augustodunum.

Bituriges - Città della Gallia Celtica. Capitale dei Bituriges Cubi. Bourges. Vedi Avaricum.

Bonna - Città della Germania . Bonn.

Borbetomagus - Città della Germania. Worms.

Bratuspantium - Città della Gallia Belgica. Capitale dei Bellovaci. Beauvais?

Brigantio - Città della Gallia. Briançon.

Burdigala - Città e porto della Aquitania. Bordeaux.

Cabillonum - Città. Chalon-sur-Saône.

Caesarodunum - Città della Gallia. Tours.

Camulodunum - Città della Britannia. Fondata dai Catuvellauni nel territorio dei Trinovantes. Lexden, presso Colchester.

Cantium - Regione della Britannia. Kent.

Calleva Atrebatum - Città della Britannia. Capitale degli Atrebates. Silchester.

Carcaso - Città della Gallia Narbonensis. Carcassonne.

Cenabum Carnutum - Città della Gallia Celtica. Capitale dei Carnuti. Orléans. Il nome attuale deriva da quello dell'imperatore Aureliano.

Cenabum Aureliani - Città. Vedi Cenabum Carnutum.

Colonia Agrippinensium - Città nel territorio degli Ubii. Colonia. Köln.

Colonia Ulpia Traiana - Città della Germania. Xanten.

Condate Redonum - Città della Gallia Celtica. Capitale dei Redones. Rennes.

Confluentes - Città della Germania. Coblenza. Koblenz.

Darioritum - Città della Gallia. Capitale dei Veneti. Vannes.

Divodurum - Città della Gallia. Metz.

Divona - Città della Gallia. Capitale dei Cadurci. Cahors.

Druentia - Città della Gallia. Durance.

Durcortorum - Città della Gallia belgica. Capitale dei Remi. Reims.

Elavier - Fiume. Allier.

Excingomagus - Città della Gallia. Exilles.

Forum Iulii - Città e porto della Gallia Narbonense. Nel 50 a.C. venne fondata da Giulio Cesare. Fréjus.

Gallia Cisalpina - Provincia romana. Italia settentrionale (Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Emilia, Trentino, Istria).

Gallia Narbonensis - Provincia romana. Gallia meridionale. Provence.

Garumna - Fiume. Garonna. Garonne.

Geneva - Città della Gallia Narbonense. Abitata dagli Allobroges. Ginevra. Genève.

Genua - Città della Gallia Cisalpina. Genova.

Gergovia - Città della Gallia Celtica. Capitale degli Arverni. Venne sostituita da Augustonenemetum (odierna Clermont-Ferrand).

Gorgobina - Città della Gallia Celtica. Abitata dai Boi.

Iuliobona - Città della Gallia Celtica. Lillebonne.

Iuliomagus Andecavorum - Città della Gallia Celtica. Angers.

Lemannus Lacus - Lago. Lago di Ginevra. Lac Léman.

Liger - Fiume. Loira. Loire.

Limonum - Città della Gallia Celtica. Poitiers.

Lingones - Città della Gallia Celtica. Langres.

Lugdunum - Città della Gallia. Fondata nel 43 a.C. da Lucius Munatius Plancus. Lione. Vi nacque l'imperatore Claudio.

Lutetia Parisiorum - Città della Gallia Celtica. Parigi. Paris.

Massalia - Città greca. Marsiglia. Marseille.

Matrona - Fiume. Marna. Marne.

Mediolanum - Città della Gallia Cisalpina. Milano.

Mediolanum Santonum - Città della Gallia Celtica. Capitale dei Santoni.

Mogontiacum - Città della Germania. Magonza. Mainz.

Mosa - Fiume. Mosa. Meuse.

Narbo Martius - Città della Gallia Narbonense. Narbona. Narbonne.

Nemausus - Città della Gallia Narbonense. Nîmes.

Nicaea - Città della Gallia Cisalpina. Nizza. Nice.

Noviodunum - Città della Gallia Belgica. Capitale dei Suessiones. Trasferita ad Augusta Suessionum sull'Axona. Soissons.

Noviodunum - Città della Gallia Celtica. Abitata dai Bituriges. Sancerre,

Noviodunum - Città della Helvetia. Nyon.

Noviodunum - Città della Gallia Celtica. Abitata dagli Haedui. Nevers.

Noviomagus - Città. Capitale dei Batavi. Nimega. Nijmegen.

Noviomagus - Città della Germania. Vedi Augusta Nemetum. Spira. Speyer.

Noviomagus Regesium - Città della Britannia. Chichester.

Octoduros - Città del Vallese. Capitale dei Veragri. Forum Claudii Vallensium. Martigny.

Petrocorii - Città della Gallia. Périgeux.

Portus Itius - Porto sul Canale della Manica. Punto di partenza verso la Britannia. Boulogne? Wissant?

Portus Namnetum - Città della Gallia. Nantes.

Pyrenaei - Monti. Pirenei.

Raurica - Città della Helvetia. Fondata nel 43 a.C. da Lucius Munatius Plancus. Basilea.

Rhenus - Fiume. Reno. Rhin.

Rhodanus - Fiume. Rodano. Rhône.

Rigomagus - Città della Germania. Remagen.

Rotomagus - Città della Gallia. Rouen.

Sabis - Fiume. Sambre o Selle.

Samarobriva - Città. Capitale degli Ambiani. "Ponte sulla Samara". Amiens.

Samara - Fiume. Somme.

Segontium - Città della Britannia. Caernarvon.

Sequana - Fiume. Senna. Seine.

Sion - Città del Vallese. Capitale dei Seduni.

Sotium - Città dell'Aquitania. Capitale dei Sotiati.

Tamesis - Fiume della Britannia. Tamigi.

Tolosa - Città della Gallia Narbonense. Tolosa. Toulouse.

Turicum - Città. Zurigo. Zürich.

Turones - Città della Gallia. Tours. Vedi Caesarodunum.

Uxellodunum - Città della Gallia. Puy d'Issoloud.

Vellaunodunum - Città della Gallia Celtica.

Venta Belgarum - Città della Britannia. Capitale dei Belgae. Winchester, Hampshire.

Verulamium - Città della Britannia. Capitale dei Catuvellauni. St. Albans.

Vienna - Città della Gallia Narbonense. Capitale degli Allobroges. Vienne.

Vindonissa - Città della Svizzera. Windish. Non lontano da Zurigo.

 


Nomi di popoli

Abricantui - Popolo celta. Armorica.

Allobroges - Popolo celta.

Ambiani - Popolo celta. Gallia Belgica.

Ambibarii - Popolo celta.

Ambiliati - Popolo celta.

Ambivareti - Popolo celta.

Ancalites- Popolo celta. Britannia.

Andes - Popolo celta.

Arverni - Popolo celta.

Atrebates - Popolo celta. Gallia Belgica.

Atrebates - Popolo celta. Britannia. Capitale Calleva Atrebatum. Silchester.

Atuatuci - Popolo celta. Gallia Belgica.

Aulerci - Popolo celta. Armorica.

Aulerci Eburovices - Popolo celta. Armorica.

Aulerci Diablintes - Popolo celta. Armorica.

Ausci - Popolo celta. Aquitania.

Batavi - Popolo germanico.

Belgae - Popolo celta. Britannia. Capitale Venta Belgarum.

Bellovaci - Popolo celta. Gallia Belgica.

Bibroci - Popolo celta. Britannia.

Bigerriones - Popolo celta. Aquitania.

Bituriges Cubi - Popolo celta.

Bituriges Vivisci - Popolo celta.

Blannovii - Popolo celta.

Boi - Popolo celta.

Brannovici - Popolo celta.

Britanni - Popolo celta.

Cadurci - Popolo celta. Gallia Celtica.

Caleti - Popolo celta. Gallia Belgica.

Carnutes - Popolo celta.

Cassi - Popolo celta. Britannia.

Catuvellauni - Popolo celta. Britannia. Capitale Verulamium.

Cenimagni - Popolo celta. Britannia.

Cenomani - Popolo celta.

Ceresi - Popolo celta. Gallia Belgica.

Cimbri - Popolo germanico.

Cocosates - Popolo celta. Aquitania.

Condrusi - Popolo germanico. Gallia Belgica.

Coriosolites - Popolo celta. Armorica.

Eburones - Popolo celta. Gallia Belgica.

Eleuteti - Popolo celta.

Elusati - Popolo celta. Aquitania.

Eudosii - Popolo germanico. Sedusi.

Esuvii - Popolo celta.

Gabali - Popolo celta. Gallia Celtica.

Garunni - Popolo celta. Aquitania.

Gates - Popolo celta. Aquitania.

Haedui - Popolo celta. Edui.

Harudi - Popolo germanico. Arudi.

Helvetii - Popolo celta. Elvezi.

Latovici - Popolo celta.

Lemovices - Popolo celta. Capitale in età imperiale Augustoritum. Limoges.

Lexovii - Popolo celta. Noviomagus Lexiovorum. Lisieux.

Lingones - Popolo celta. Abitanti nel terriorio dell'odierna Langres.

Mandubii - Popolo celta. Aveva per capitale Alesia.

Marcomanni - Popolo germanico.

Mediomatrici - Popolo celta. Gallia Belgica.

Meldi - Popolo celta.

Menapii - Popolo celta. Gallia Belgica. Abitanti del Brabante.

Morini - Popolo celta. Gallia Belgica.

Nantuates - Popolo celta.

Nemetes - Popolo celta. Abitanti nel territorio dell'odierna Speier.

Namnetes - Popolo celta. Armorica. Nantes.

Nervii - Popolo celta. Gallia Belgica.

Nitiobroges - Popolo celta. Gallia Celtica.

Osismii - Popolo celta. Armorica.

Parisii - Popolo celta. Gallia.

Parisii - Popolo celta. Britannia. Abitanti nell'attuale Yorkshire.

Pemani - Popolo celta. Gallia Belgica.

Petrocorii - Popolo celta.

Pictones - Popolo celta. Poitou.

Ptianii - Popolo celta. Aquitania.

Rauraci seu Raurici - Popolo celta.

Redones - Popolo celta.

Remi - Popolo celta. Gallia Belgica.

Ruteni - Popolo celta. Gallia Celtica.

Santoni seu Santones - Popolo celta.

Seduni - Popolo celta.

Segni - Popolo germanico. Gallia Belgica.

Segontiaci - Popolo celta. Britannia. Esisteva una città di nome Segontium (Caernarvon, nel Galles).

Segusiavi - Popolo celta.

Sequani - Popolo celta.

Sibuzates - Popolo celta. Aquitania.

Sotiati - Popolo celta. Aquitania.

Suebi - Popolo germanico. Svevi.

Suessiones - Popolo celta. Gallia Belgica.

Sugambri - Popolo germanico.

Tarbelli - Popolo celta. Aquitania.

Tarusati - Popolo celta. Aquitania.

Tectosages - Popolo celta.

Tenctheri - Popolo germanico.

Teutoni - Popolo germanico.

Tigurini - Popolo celta.

Treveri - Popolo celta misto con elementi germanici.

Triboci - Popolo germanico.

Trinovantes - Popolo celta della Britannia.

Tulingi - Popolo celta.

Tungri - Popolo celta. Gallia Belgica. Abitanti nel territorio dell'odierna Tongres, Tongeren.

Turoni - Popolo celta.

Ubii - Popolo germanico.

Unelli - Popolo celta. Vedi Venelli. Armorica.

Usipetes - Popolo germanico.

Vangiones - Popolo germanico. Abitanti nel territorio dell'odierna Worms.

Vellavii - Popolo celta.

Veragri - Popolo celta.

Venelli - Popolo celta. Vedi Unelli. Armorica.

Veliocassi - Popolo celta. Gallia Belgica.

Veneti - Popolo celta. Armorica.

Viromandui - Popolo celta. Gallia Belgica.

Vocati - Popolo celta. Aquitania.

Vocontii - Popolo celta.

Volci Arecomici - Popolo celta.

 


Nomi di persone

Accius - Ambasciatore dei Remi.

Acco - Capo della fazione antiromana dei Senones.

Adiatuanos - Capo dei Sotiates.

Ambiorix - Capo degli Eburones.

Andecomborius- Ambasciatore dei Remi.

Ariovistus - Generale germanico della tribù degli Svevi.

Boduognatus - Generale dei Nervi.

Camulogenus - Generale dei Parisii.

Carvilius - Uno dei quattro re del Cantium.

Cassivellaunus - Capo dei Britanni.

Catuvolcus - Capo degli Eburones.

Cavarillus - Nobile eduo. Capo della fanteria.

Cavarinus - Re dei Senones. Amico dei Romani.

Celtillus - Capo degli Arverni. Padre di Vercingetorix.

Cingetorix - Capo della fazione filo-romana dei Treveri.

Cingetorix - Uno dei quattro re del Cantium.

Commius - Capo degli Atrebates. Inizialmente filoromano, poi passò nel partito avverso.

Conconnetodumnus - Capo dei Carnutes. Antiromano.

Convictolitavis - Capo degli Haedui. Antiromano.

Cotus - Capo degli Haedui. Rivale di Convictolitavis.

Decimus Iunius Brutus Albinus - Legato di Cesare. Sarà uno dei congiurati che uccideranno Cesare.

Diviciacus - Capo della fazione filo-romana degli Edui. Fratello di Dumnorix.

Dumnorix - Capo della fazione antiromana degli Edui. Fratello di Diviciacus.

Eporedorix - Nobile eduo. Inizialmente amico di Cesare, poi antiromano.

Eporedorix - Generale eduo antiromano. Fratello di Vercingetorix.

Gaius Antistius Reginus - Legato di Cesare.

Gaius Caninius Rebilus - Legato di Cesare.

Gaius Fabius - Legato di Cesare.

Gaius Trebonius - Legato di Cesare.

Gaius Valerius Domitianus - Figlio di Caburus. Comandante degli Helvii.

Gaius Valerius Procillus - Ambasciatore di Cesare presso Ariovisto. Figlio di Gaio Valerio Carburo, divenuto cittadino romano per concessione di Gaio Valerio Flacco.

Gaius Volcacius Tullus - Ufficiale di Cesare.

Gneus Pompeius - Triumviro.

Gutruatus - Capo dei Carnutes. Antiromano.

Indutiomarus - Capo della fazione antiromana dei Treveri.

Litaviccus - Generale degli Haedui. Antiromano.

Lucius Arunculeius Cotta - Legato di Cesare.

Lucius Minucius Basilus - Ufficiale di Cesare.

Lucius Munatius Plancus - Legato di Cesare. Appoggiò i congiurati del 44.

Lucius Roscius Fabatus - Legato di Cesare.

Lucterius - Generale di Vercingetorix. Cadurco.

Mandubracius - Figlio del re dei Trinovantes.

Marcus Iunius Silanus- Legato di Cesare.

Marcus Licinius Crassus - Questore di Cesare. Figlio maggiore del triumviro Marcus Licinius Crassus.

Marcus Maecius - Ambasciatore di Cesare presso Ariovisto. Legato da vincolo di ospitalità con Ariovisto.

Marcus Trebonius Gallus - Ufficiale di Cesare.

Moristagus - Re dei Senones. Fratello di Cavarinus.

Publius Crassus - Legato di Cesare. Figlio del triumviro Marcus Licinius Crassus. Morirà con il padre combattendo in Mesopotamia.

Publius Sulpicius Rufus - Legato di Cesare.

Quintus Atrius - Ufficiale di Cesare.

Quintus Cicero - Legato di Cesare. Fratello di Marcus Tullius Cicero. Sarà suo avversario nella guerra civile con Pompeo. Approverà l'assassinio di Cesare.

Quintus Pedius - Legato di Cesare.

Quintus Titurius Sabinus - Legato di Cesare.

Quintus Velanius - Ufficiale di Cesare.

Sedullus - Capo dei Lemovices.

Segovax - Uno dei quattro re del Cantium.

Servius Galba - Legato di Cesare.

Tasgetius - Re dei Carnutes.

Taximagulus - Uno dei quattro re del Cantium.

Titus Labienus - Legato di Cesare. Sarà suo avversario nella guerra civile con Pompeo.

Titus Sextius - Legato di Cesare.

Titurius Sabinus - Legato di Cesare.

Titus Sillius - Ufficiale di Cesare.

Titus Terrasidius - Ufficiale di Cesare.

Valetiacus - Capo degli Haedui. Padre di Cotus.

Vercassivellaunus - Nobile arverno. Cugino di Vercingetorix.

Viridomarus - Nobile eduo.

Viridovix - Capo dei Venelli.

Vortico - Nobile dei Nervii. Amico dei Romani.


Sistemi di misura

 

1 miliarum spatium = 1,479 Km

1 passus = 1,479 metri

1 pes = 29,6 centimetri

1 digitus = 1,84 centimetri

 

Miglia
KM
1 1,479
2 2,958
3 4,437
4 5,916
5 7,395
6 8,874
7 10,353
8 11,832
9 13,311
10 14,79

 

Passi
Metri
1 1,479
10 14,79
100 147,9
200 295,8
300 443,7
400 591,6
500 739,5
600 887,4
700 1035,3
800 1183,2
900 1331,1
1000 1479

 

 


Riferimenti bibliografici:

Caio Velleio Patercolo

Storia romana

Rizzoli

Cassio Dione

Storia romana

Rizzoli

Floro

Epitome di storia romana

Rusconi

Giulio Cesare

De bello gallico

Bompiani

Giulio Cesare

Le guerre in Gallia

Mondadori

Giulio Cesare

La guerra gallica

Einaudi

Plutarco

Vite parallele

Mondadori

Strabone

Geografia - Iberia e Gallia (libri III e IV)

Rizzoli

Svetonio

Vite dei Cesari

Rizzoli

 

Canfora L.

Giulio Cesare - Il dittatore democratico

Laterza

Carcopino J.

Giulio Cesare

Rusconi

Ellis P. B.

L'impero dei Celti

Piemme

Jehne M.

Giulio Cesare

Il Mulino

Michelet J.

Storia di Roma

Rusconi

Mommsen Th.

Storia di Roma antica

Sansoni

Mommsen Th.

Le Provincie romane - Da Cesare a Diocleziano

Sansoni

Piganiol A.

Le conquiste dei Romani

EST

Scullard H. H.

Storia del mondo romano

Rizzoli

Zecchini G.

Vercingetorige

Laterza

 

 
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