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GIULIO CESARE IN GALLIA

(anno 52 a.C.)

 

 

Di Cesare fu scritto:

"Così egli operò e creò, come mai nessun altro mortale prima e dopo di lui, e come operatore e creatore Cesare vive ancora, dopo tanti secoli, nel pensiero delle nazioni, il primo e veramente unico imperatore" (Th. Mommsen, Storia di Roma antica - Libro V - Cap. XI)

 

Cesare

 

LocalitÓ: Gallia

Epoca: 52 a.C.

Tutte le date, se non altrimenti indicato, sono da intendersi avanti Cristo.


 

MAPPA DELLA GALLIA NEL I SECOLO A.C.

 

In corsivo i nomi dei popoli.

In grassetto i nomi delle città.

In verde i nomi dei fiumi.

In marrone i nomi dei monti.

In rosso i territori dei Romani.

In azzurro i territori dei Celti.

In viola i territori dei Germani.


INDICE

 

Anno 52 (gennaio-febbraio) - Rivolta dei Carnutes

Anno 52 (gennaio-febbraio) - Rivolta di Vercingetorix

Anno 52 (febbraio) - Ritorno di Cesare

Anno 52 (marzo-aprile) - Assedio di Avaricum

Anno 52 (maggio-giugno) - Assedio di Gergovia

Anno 52 (luglio) - Tradimento degli Haedui

Anno 52 (maggio-luglio) - Labienus a Lutetia

Anno 52 (agosto) - Battaglia di Digione

Anno 52 (settembre-ottobre) - Assedio di Alesia

 

Nomi di luoghi

Nomi di popoli

Nomi di persone

Sistemi di misura


Rinvii

Per un inquadramento generale della situazione in Gallia

Per un inquadramento generale della situazione a Roma

Per gli avvenimenti in Gallia nell'anno 58 a.C.

Per gli avvenimenti in Gallia nell'anno 57 a.C.

Per gli avvenimenti in Gallia nell'anno 56 a.C.

Per gli avvenimenti in Gallia nell'anno 55 a.C.

Per gli avvenimenti in Gallia nell'anno 54 a.C.

Per gli avvenimenti in Gallia nell'anno 53 a.C.


 

Anno 52 (gennaio-febbraio) - Rivolta dei Carnutes

 

 

Le legioni romane in Gallia

All'inizio dell'inverno 53-52 Cesare, prima di rientrare in Italia, aveva ripartito le legioni nel seguente modo:

- due legioni nel paese dei Treveri;

- due nel paese dei Lingones;

- sei ad Agedincum nel territorio dei Senones.

 

Situazione politica a Roma

All'inizio del 52 il triumvirato costituito da Cesare, Pompeo e Crasso non esisteva più.

Crasso era morto combattendo in Mesopotamia, odierno Iraq, contro i Parti.

La figlia di Giulio Cesare, sposa di Pompeo, era deceduta. I rapporti tra Cesare e Pompeo si erano indeboliti.

Il partito conservatore, capeggiato da Catone e da Cicerone, tentava di allacciare rapporti con Pompeo.

La vita politica di Roma era turbata da gruppi violenti che si affrontavano nelle strade e turbavano le elezioni.

Il 18 gennaio del 52, Milone, seguace di Pompeo, uccise in uno scontro Clodio, nemico di Cicerone.

Il senato romano dichiarò lo stato di emergenza.

Il 5 febbraio Pompeo venne nominato consul sine collega, e riportò l'ordine in città.

 

Verso la rivolta in Gallia

Le notizie provenienti da Roma incoraggiarono la fazione antiromana dei Galli.

In occasione della grande festività religiosa che si teneva nella foresta dei Carnutes il sesto giorno della luna nuova dopo il solstizio d'inverno, corrispondente per il 52 al 22 gennaio, si radunarono molti esponenti della nobiltà gallica.

Venne deciso di approfittare della situazione politica romana che molto probabilmente avrebbe impedito a Cesare di rientrare in Gallia.

Le legioni, senza Cesare, non sarebbero uscite dagli accampamenti invernali.

Si poteva dare inizio alla rivolta riunendo le forze anti-romane della Gallia Celtica. Le popolazioni della Gallia Belgica e quelle al confine con la Germania, dopo gli eventi dell'anno precedente, non erano in grado di riprendere i combattimenti.

 

La strage di Cenabum

I primi a muoversi furono i Carnutes, uno dei cui capi, Acco, era stato condannato a morte per tradimento e cospirazione nell'anno precedente.

I Carnutes, guidati da Gutruatus e Conconnetodumnus, catturarono e misero a morte tutti i cittadini romani che trovarono nella loro capitale Cenabum, odierna Orléans.

La notizia in poche ore si diffuse in tutta la Gallia. Verso sera arrivò a Gergovia, capitale degli Arverni.

 


 

Anno 52 (gennaio-febbraio) - Rivolta di Vercingetorix

Vercingetorix

Vercingetorix

Vercingetorix, figlio di Celtillus, era uno dei capi degli Arverni. Suo padre era stato messo a morte dagli altri nobili per aver aspirato a farsi re dell'Arvernia.

Vergingetorix, avuta notizia della ribellione dei Carnutes, chiamò alle armi gli Arverni.

Gobannitio, zio di Vercingetorix, e gli altri nobili si opposero. L'Arvernia era da molto tempo alleata di Roma e non aveva subito alcun danno da Cesare. Vercingetorix venne espulso da Gergovia.

Raccolte truppe nelle campagne, Vercingetorix rientrò in Gergovia e cacciò via gli esponenti del partito filoromano. I suoi seguaci lo proclamarono re dell'Arvernia.

 

La coalizione dei Galli

Vercingetorix riuscì a costituire una alleanza con:

- i Senones, che avevano avuto problemi con Cesare l'anno precedente;

- i Parisii, fino ad allora alleati di Roma;

- i Pictones, fino ad allora alleati di Roma;

- i Cadurci, stanziati tra la Garumna e la Dordogna, con capitale Divona, odierna Cahors;

- i Turones, stanziati ad occidente dei Carnutes;

- gli Aulerci, vicini occidentali dei Carnutes;

- i Lemovices, tra gli Arverni e i Santones, con capitale Augustoritum, odierna Limoges;

- gli Andi, vicini occidentali degli Aulerci;

- e gli altri popoli che abitano sulle coste dell'Oceano, ossia la lega dell'Armorica capeggiata dai Veneti.

Il comando militare della coalizione venne affidato allo stesso Vergingetorix.

 

In marcia

L'esercito gallico venne suddiviso in due colonne.

Vercingetorix si avviò verso il territorio dei Bituriges Cubi, a nord, e il cadurco Lucterius verso il paese dei Ruteni, a sud.

Bituriges

Vercingetorix, entrato nel paese dei Bituriges Cubi, che non avevano aderito alla coalizione, chiese la modifica della loro posizione politica.

I Bituriges si rivolsero per aiuto agli Haedui, di cui erano clienti.

Gli Haedui inviarono rinforzi ai Bituriges, ma le truppe, per motivi non ben chiariti, si arrestarono sulla Loira, che segnava il confine tra le due popolazioni.

I Bituriges, abbandonati dai loro alleati, accettarono di entrare nella coalizione di Vercingetorix.

 

Ruteni, Nitiobroges, Gabali

Lucterius ottenne l'alleanza dei Ruteni, dei Nitiobroges e dei Gabali, popolazioni abitanti in prossimità del confine della Provincia Narbonensis. Si temette una invasione del territorio romano.

 


 

Anno 52 (febbraio) - Ritorno di Cesare

 

Il ritorno di Cesare

Avuta notizia degli eventi, Cesare, convinto che la crisi politica romana si stesse risolvendo, rientrò velocemente nella Gallia Narbonensis.

 

In Arvernia

Predisposta la difesa di Narbona e delle altre città della Provincia, raccolse le truppe nel paese degli Helvii, attraversò le Cevenne ancora sotto una coltre di quasi due metri di neve ed entrò nel territorio degli Arverni.

La cavalleria romana prese a depredare l'Arvernia e Vercingetorix fu obbligato a lasciare la zona dei Bituriges per correre a difendere il proprio territorio.

 

Ad Agedincum

Cesare, affidate le truppe site in Arvernia a Decimus Iunius Brutus Albinus, si recò a marce forzate a Vienna.

Con alcuni reparti di cavalleria ripartì per raggiungere, attraverso il territorio dei Haedui, il paese dei Lingones, dove erano acquartierate due legioni. Non essendo sicuro della fedeltà degli Haedui, la marcia venne fatta alla massima velocità di notte e di giorno.

Arrivato presso i Lingones, prese il comando delle due legioni e le condusse ad Agedincum, dove erano altre sei legioni. Vennero richiamate anche le due legioni che erano presso i Treveri.

 

Vercingetorix assedia Gorgobina

Vercingetorix, avvertito dei movimenti di Cesare, ritornò nel paese dei Bituriges e poi andò ad assediare Gorgobina, capitale dei Boi, alleati dei Romani e clienti degli Haedui.

Cesare, lasciate due legioni ad Agedincum, si mosse per portare soccorso ai Boi. Ma anziché puntare a sud, si diresse ad ovest.

 

Vellaunodunum

Allo scopo di non lasciarsi nemici alle spalle pose l'assedio a Vellaunodunum, città dei Senones.

Al terzo giorno la città si arrese e il legato Gaius Trebonius rimase a gestire le operazioni di resa.

 

Cenabum

Cesare si indirizzò verso Cenabum, dove giunse in due giorni.

Cenabum, capitale dei Carnutes, era la città dove aveva avuto inizio la rivolta con la strage di tutti i cittadini romani.

Essendo arrivato di sera Cesare non fece in tempo a porre l'assedio. Durante la notte la popolazione cominciò a fuggire dalla città. Ma i soldati si accorsero del movimento, attaccarono ed entrarono in città.

I cittadini vennero uccisi o ridotti in schiavitù. Cesare regalò ai soldati il bottino.

 

Noviodunum

I Romani superarono il fiume Loira, entrarono nel territorio dei Bituriges e posero l'assedio a Noviodunum.

Vercingetorix, abbandonato l'assedio di Gorgobina, si mosse verso Noviodunum.

La cavalleria gallica arrivò mentre Noviodunum si stava arrendendo.

I cavalieri germanici, che Cesare aveva assunto come mercenari, sbaragliarono i Galli. Noviodunum si arrese.

Cesare ripartì alla volta di Avaricum, la capitale dei Bituriges.

 


 

Anno 52 (marzo-aprile) - Assedio di Avaricum

 

Terra bruciata

Vercingetorix, visto il fallimento delle operazioni militari, decise di cambiare tattica e di passare alla terra bruciata. Cesare non avrebbe trovato più rifornimenti e avrebbe dovuto abbandonare il campo.

Si cominciarono a bruciare villaggi e città che non si era in grado di difendere dall'avanzata dei Romani.

Ma la tattica della terra bruciata era dolorosa per le popolazioni locali e i Bituriges non vollero bruciare Avaricum.

Vercingetorix dovette abbandonare la sua strategia e predisporre la difesa della città. Decise tuttavia di continuare a seguire gli spostamenti di Cesare con il suo esercito.

 

Assedio di Avaricum

Cesare pose l'assedio ad Avaricum. Vercingetorix si attestò a circa 25 chilometri.

L'esercito romano contava otto legioni per un totale di circa quarantamila soldati. La cavalleria germanica aveva sostituito quella gallica.

 

La battaglia mancata

Gli Haedui e i Boi avrebbero dovuto provvedere ai rifornimenti. Ma i Boi erano una piccola tribù e gli Haedui non si dimostrarono buoni alleati. I Romani furono costretti ad allontanarsi da Avaricum alla ricerca di foraggio e frumento.

Vercingetorix avvicinò il suo campo a quello romano per meglio controllare gli eventi. Avvedutosi delle difficoltà di approvvigionamento dei Romani, si allontanò con la cavalleria per tendere un agguato ai legionari in cerca di rifornimenti.

Cesare, informato della partenza di Vercingetorix, si mosse di notte e al mattino giunse in vista del campo gallico. I due eserciti si schierarono, ma non si giunse a battaglia. Infatti Cesare giudicò sfavorevole la posizione che aveva raggiunto sul terreno e preferì non rischiare.

Al suo ritorno al campo Vercingetorix venne accusato di tradimento dai suoi. Troppe circostanze sembravano a suo sfavore. Si parlò addirittura di un accordo con Cesare affinché lo riconoscesse re della Gallia. Ma Vercingetorix riuscì abilmente a difendersi.

 

Conquista di Avaricum

Avaricum era difesa internamente solo dai Bituriges. Vercingetorix decise di inviarvi diecimila uomini del suo esercito per rafforzare il presidio.

L'assedio continuò con le consuete operazioni dalle due parti.

Quando la difesa dei Galli cominciò ad indebolirsi, Vercingetorix ordinò l'evacuazione della città. Non venne eseguita.

I legionari lanciarono l'assalto finale, entrarono in Avaricum e fecero strage della popolazione. Di quarantamila persone, solo ottocento riuscirono a porsi in salvo nel campo di Vercingetorix.

 

Ripresa di Vercingetorix

Vercingetorix tramutò la sconfitta in successo, in quanto poté dimostrare che solo il non aver seguito la tattica della terra bruciata, da lui fortemente consigliata, aveva provocato la vittoria dei Romani.

La sconfitta indusse anche alla ripresa della politica delle alleanze, per cui ambasciatori vennero inviati presso tutti i popoli della Gallia alla ricerca di aiuti.

 

In Avaricum

Le truppe romane si fermarono alcuni giorni in Avaricum, dove avevano trovato abbondanti rifornimenti.

 

Convictolitavis e Cotus

Presso gli Haedui due contendenti si disputavano la suprema carica dello Stato: Convictolitavis, appoggiato dai druidi, e Cotus.

Cesare, chiamato a dirimere la controversia, si recò nel loro paese e assegnò il potere a Convictolitavis, anche se sospettato di essere esponente della fazione antiromana. Cotus, filoromano, non poté essere confermato a causa di una legge che ne impediva l'elezione. Infatti il fratello di Cotus, Valetiacus, l'anno precedente aveva ricoperto la stessa carica.

Cesare, prima di rientrare ad Avaricum, richiese che la cavalleria edua e diecimila fanti lo seguissero nella guerra contro Vercingetorix.


 

Anno 52 (maggio-giugno) - Assedio di Gergovia

 

Verso Gergovia

Cesare divise il suo esercito in due componenti:

- una, affidata a Labienus, con quattro legioni, ventimila uomini, doveva combattere i Senones e i Parisii;

- una, comandata dallo stesso Cesare, con sei legioni, trentamila uomini, doveva combattere gli Arverni.

Cesare, lasciata Avaricum, prese la strada per Gergovia, la capitale degli Arverni.

Vercingetorix interruppe tutti i ponti sul fiume Elaver, odierno Allier, affluente di sinistra del Liger, odierna Loira. I Romani avrebbero dovuto attraversare l'Elaver per raggiungere Gergovia.

L'esercito gallico si schierò sulla riva opposta a quella dove si trovava l'esercito romano. I due eserciti avanzarono lungo le rive del fiume in direzione sud. Con uno stratagemma, Cesare riuscì a ricostruire uno dei ponti distrutti e a far attraversare il fiume alle legioni.

Vercingetorix non accettò il combattimento in campo aperto e raggiunse velocemente Gergovia.

 

Lo schieramento dei Galli

L'esercito dei Galli si schierò a ridosso di Gergovia, che era sulla cima di un monte alto circa 740 metri.

Un muro di circa due metri di altezza venne costruito a difesa dei soldati a quota 700.

Un altro campo venne costituito ad ovest in località Risolles, a quota 720, a circa cinquecento metri di distanza.

Un terzo presidio fu stabilito in località La Roche-Blanche a sud, a quota 400, ma i Romani riuscirono a scacciarne la guarnigione.

 

Lo schieramento dei Romani

Cesare attestò le sue truppe vicino a Gergovia in due campi.

Il campo maggiore con quattro legioni era a sud-est della città, a quota 400, a oltre due chilometri.

Il campo minore con due legioni era a sud in località La Roche-Blanche, alla distanza di circa un chilometro dal muro dei Galli.

I due campi erano connessi da una doppia fossa della lunghezza di oltre due chilometri. I legionari usavano le fosse per comunicare tra i due campi senza pericolo.

 

Litaviccus

Convictolitavis aveva affidato a Litaviccus il comando dei diecimila soldati edui che dovevano affiancarsi alle truppe romane.

Quando le milizie giunsero a circa quarantacinque chilometri da Gergovia, Litaviccus uccise i cittadini romani che lo accompagnavano e sobillò i soldati alla ribellione contro Cesare.

 

La reazione di Cesare

Il nobile cavaliere eduo Eporedorix, che era presso il comando dell'esercito romano, verso mezzanotte avvisò Cesare.

Gaius Fabius con due legioni venne lasciato a guardia del campo.

Cesare, con quattro legioni e tutta la cavalleria, partì immediatamente per domare la ribellione.

Dopo circa 35 chilometri la cavalleria romana incontrò gli Haedui. Eporedorix e Viridomarus riportarono l'ordine nell'esercito eduo, che tornò dalla parte dei Romani. Litaviccus fuggì a Gergovia.

 

Attacco al campo romano

Gli Arverni, avendo saputo dell'assenza delle legioni, ne avevano approfittato per aggredire il campo romano.

Cesare fece in tempo a rientrare all'alba e a sventare l'attacco.

 

Bibracte

A Bibracte gli Haedui, che avevano ricevuto le notizie della ribellione di Litaviccus ma non del fallimento della stessa, presero a perseguitare, derubare e uccidere i cittadini romani. Convictolitavis si schierò con i ribelli antiromani.

Poi giunse la notizia che Eporedorix e Viridomarus avevano riportato all'obbedienza i diecimila ribelli. Allora i governanti edui confiscarono il patrimonio di Litaviccus e dei suoi fratelli, fecero una inchiesta sul saccheggio, mandarono ambasciatori a Cesare, spiegarono al tribuno Aristius che tutto era accaduto senza l'approvazione delle autorità.

 

La battaglia

Cesare decise di assalire Gergovia dal campo minore.

I legionari dovevano risalire di corsa un chilometro con un dislivello di circa trecento metri.

Cesare precisò che scopo dell'operazione era l'occupazione di alcune posizioni più vicine alle mura e non la conquista di Gergovia, data la evidente inferiorità della posizione di partenza dell'esercito romano.

I legionari riuscirono a sorprendere i nemici e ad occupare alcune postazioni tra il muro e la città, ma trascinati dall'entusiasmo, non obbedirono al suono di tromba che ordinava la ritirata e cercarono di entrare in Gergovia.

I Galli, dopo un iniziale cedimento, ripresero il controllo della situazione e respinsero l'attacco.

Intanto sulla destra dello schieramento romano erano arrivati anche gli Haedui. I legionari li scambiarono per nemici e credettero di essere attaccati su due fronti.

Cominciarono a cedere e ridiscesero il pendio inseguiti dai Galli.

Cesare, che aveva disposto la decima legione di riserva, intervenne e riuscì a fermare gli Arverni. Anche il legato Titus Sextius riuscì a intervenire con le coorti che erano rimaste di guardia al campo minore.

Giunti alla fine della discesa i legionari ripresero il normale schieramento di battaglia e fermarono i Galli, che furono costretti a ritornare nelle loro posizioni iniziali a protezione di Gergovia.

Quel giorno morirono quarantasei centurioni. L'organico di una legione ne prevedeva sessanta.

Morirono anche settecento legionari. L'organico di una legione era di circa cinquemila uomini.

Le perdite furono gravi, ma ancora più grave fu il fatto che per la prima volta i Galli avevano battuto i Romani. L'effetto psicologico minacciava di minare il morale delle truppe. Inoltre la notizia della sconfitta di Cesare poteva innescare la rivolta in tutta la Gallia.

 

Fine dell'assedio

Cesare, il giorno dopo, per rinfrancare le sue truppe e far vedere ai Celti che l'insuccesso era stato solo un incidente, ricondusse i legionari davanti a Gergovia dando la possibilità ai Galli di battersi in campo aperto, ma questi non accettarono il combattimento.

La scena venne ripetuta anche il giorno dopo. Poi i Romani abbandonarono l'assedio e cominciarono ad allontanarsi da Gergovia.

Cesare si diresse verso il paese degli Haedui. Dopo due giorni giunse al fiume Elaver, ricostruì il ponte e passò dall'altra parte.

Vercingetorix decise di non porsi all'inseguimento dell'esercito romano.


 

Anno 52 (luglio) - Tradimento degli Haedui

 

Viridomarus e Eporedorix

Viridomarus e Eporedorix informarono Cesare che il traditore Litaviccus con la cavalleria edua stava andando a Bibracte, la capitale, per sollevare la popolazione.

I due nobili edui chiesero a Cesare il permesso di precedere Litaviccus per impedire il colpo di stato e il conseguente cambiamento di alleanze.

Cesare concesse ai due nobili edui il permesso di raggiungere immediatamente Bibracte.

 

Noviodunum

A Noviodunum, sulle rive della Loira, nel territorio degli Haedui, i Romani avevano costituito la loro base logistica. Vi si trovavano:

- tutti gli ostaggi dati a Cesare, come atto di sottomissione e garanzia, dalle popolazioni galliche;

- le riserve di grano per il mantenimento dell'esercito;

- i fondi pubblici per le spese della campagna militare;

- i bagagli e gli averi dei legionari e di Cesare;

- i cavalli acquistati per la guerra e fatti venire dall'Italia e dalla Spagna.

Viridomarus e Eporedorix, giunti a Noviodunum, vennero a sapere che Litaviccus era già arrivato a Bibracte e che Convictolitavis e il senato erano favorevoli a Vercingetorix, a cui avevano mandato ambasciatori per concludere la nuova alleanza.

I due nobili decisero di passare dalla parte di Vercingetorix. Uccisero i pochi cittadini romani, civili e militari, residenti a Noviodunum, e si impossessarono della città. Gli ostaggi vennero mandati a Bibracte. Il denaro e i cavalli se li divisero. Portarono via tutto il frumento che poterono, il resto lo bruciarono. Infine si misero ad arruolare truppe e a stabilire presidi lungo il Liger per impedire ai Romani di raccogliere gli approvvigionamenti necessari.

Noviodunum venne data alle fiamme, in quanto i due nobili non avevano truppe a sufficienza per poterla difendere da un eventuale attacco romano.

 

Sulla destra del Liger

Cesare, dopo aver superato l'Elaver, si diresse verso il Liger a tappe forzate. Intendeva riunire le proprie forze con quelle di Labienus.

Venne trovato un guado e l'esercito riuscì a transitare sulla riva destra del Liger prima che gli Haedui potessero ostacolarlo.

Contrariamente alle previsioni dei Galli Cesare si diresse a nord, verso il paese dei Senones, per ricongiungere le sue forze a quelle di Labienus, anziché puntare a sud, dove avrebbe potuto raggiungere il territorio sicuro della Provincia romana della Gallia Narbonensis.

 


 

Anno 52 (maggio-luglio) - Labienus a Lutetia

 

Lutetia

A maggio, quando era ancora ad Avaricum, Cesare aveva diviso il suo esercito in due parti. Cesare con sei legioni si era diretto a sud per porre l'assedio a Gergovia, mentre le altre quattro legioni erano state affidate a Labienus che doveva dirigersi verso nord nel territorio dei Parisii.

Titus Labienus aveva marciato sulla riva sinistra della Sequana, ma il territorio paludoso era divenuto un ostacolo insuperabile e quindi aveva attraversato il fiume a Metlosedum, portandosi sulla riva destra.

Giunto a Lutetia, capitale dei Parisii, trovò i ponti tagliati e l'esercito dei Galli schierato sulla riva sinistra del fiume.

Mentre i due eserciti, separati dal fiume, con la città di Lutetia in mezzo, si fronteggiavano, giunse la notizia degli avvenimenti di Gergovia.

Un'altra popolazione gallica giunse a dar man forte ai Parisii. I Bellovaci si mossero da nord per chiudere in una morsa l'esercito romano. A sud i Parisii, a nord i Bellovaci.

Titus Labienus decise allora di interrompere le operazioni e di ritornare verso Agedincum. Riattraversò la Sequana, tornando sulla riva destra dove l'attendeva il potente esercito dei Parisii guidato dal generale Camulogenus.

I Parisii, dopo una dura battaglia, vennero sconfitti. Camulogenus morì combattendo.

Titus Labienus ricondusse le sue truppe ad Agedincum, nel territorio dei Senones.

 

Riunione delle forze romane

Contemporaneamente anche Cesare giungeva nel territorio dei Senones, provenendo da sud.

Titus Labienus gli andò incontro. Dopo tre giorni l'esercito romano era di nuovo riunito sotto il comando di Cesare.

 


 

Anno 52 (agosto) - Battaglia di Digione

 

Assemblea di Bibracte (luglio)

Gli Haedui tentarono di prendere il controllo della ribellione antiromana.

Inviarono ambasciatori presso le altre popolazioni e, minacciando di uccidere gli ostaggi di cui si erano impossessati a Noviodunum, cercarono di convincerli a schierarsi al loro fianco.

Tentarono anche di assumere il comando dell'esercito. Convocarono una riunione di tutti i Galli a Bibracte, ma l'assemblea confermò l'arverno Vercingetorix come comandante supremo di tutte le forze.

Alla riunione di Bibracte non parteciparono:

- i Remi, fedeli alleati dei Romani;

- i Lingones, fedeli alleati;

- i Treveri, minacciati dai Germani, loro confinanti.

Gli Haedui rimasero delusi dall'esito dell'assemblea, che li aveva sostanzialmente esclusi da compiti direttivi, assegnati agli Arverni, ma non osarono dissociarsi.

 

Strategia di Vercingetorix

Vercingetorix radunò quindicimila cavalieri, che, insieme alla fanteria che aveva raccolto in precedenza, dovevano costituire un esercito sufficiente per combattere Cesare non in campo aperto, ma secondo la strategia della terra bruciata.

Vercingetorix decise anche di portare la guerra in territorio romano, nella Provincia Narbonensis.

Gli Haedui e i Segusiavi, con diecimila fanti e ottocento cavalieri, sotto la guida di Eporedorix, fratello di Vercingetorix, attaccarono i Galli Allobroges, abitanti nella zona romana.

I Gabali e gli Arverni attaccarono gli Helvii, altra popolazione gallica abitante in territorio romano.

Ruteni e Cadurci attaccarono i Volci Arecomici, anch'essi Galli romanizzati.

Tentativi di corruzione vennero fatti in special modo verso gli Allobroges, a cui venne promesso il dominio della intera Provincia Narbonensis.

 

Lucius Caesar

Giulio Cesare aveva previsto la manovra di Vercingetorix. Ventidue coorti, guidate da Lucius Caesar, erano pronte a reagire agli attacchi dei Galli.

Gli Helvii subirono delle sconfitte e furono costretti a ritirarsi nelle città cinte di mura. Il loro capo, Gaius Valerius Domitianus, figlio di Caburus, morì combattendo.

Gli Allobroges ottennero ottimi risultati e impedirono ai Galli di superare il Rhodanus.

 

Rinforzi dalla Germania

Cesare, dopo la defezione degli Haedui, era rimasto senza cavalleria.

Dall'Italia non era possibile che arrivassero rinforzi perché i Galli controllavano tutti i valichi.

Messi vennero mandati in Germania, presso i popoli che negli anni precedenti Cesare aveva sottomesso, ad arruolare cavalieri e fanti armati alla leggera.

Gli ufficiali romani cedettero le loro cavalcature ai Germani. Vi era infatti carenza di cavalli dopo la perdita di Noviodunum.

L'esercito romano, rinforzato dai Germani, si mise in movimento verso sud, per portare aiuto alla Provincia Narbonensis.

Cesare si diresse verso il territorio dei Sequani, lasciando quello dei Lingones.

 

Battaglia di Digione (agosto)

Il campo romano venne posto in una località nei pressi dell'attuale Digione.

Vercingetorix, che aveva spostato le sue forze per bloccare la discesa verso sud di Cesare, pose il suo campo a quindici chilometri da quello romano.

L'attacco gallico venne sferrato solo con la cavalleria. Due colonne circondarono i Romani sui fianchi ed una sbarrò loro la strada.

Anche Cesare organizzò la cavalleria su tre schiere e la lanciò al contrattacco.

I cavalieri germanici riuscirono a respingere la cavalleria gallica. La inseguirono fino al fiume e la misero in fuga.

Furono fatti prigionieri tre nobili edui:

- Cotus, comandante della cavalleria, avversario politico di Convictolitavis;

- Cavarillus, comandante della fanteria;

- Eporedorix, il generale che aveva guidato gli Haedui contro i Sequani.

Il mancato impegno della fanteria gallica, agli ordini di Vercingetorix, e l'attacco della cavalleria principalmente edua, fanno ipotizzare una difficoltà nell'unità di comando nello schieramento gallico. Inoltre la battaglia in campo aperto era in contrasto con la strategia seguita da Vercingetorix.

 

Fuga di Vercingetorix ad Alesia

A seguito della sconfitta Vercingetorix fu costretto a ritirarsi. Si diresse verso Alesia, città dei Mandubii.

Cesare, lasciate due legioni di guardia, inseguì i Galli per l'intera giornata.

Il giorno seguente pose il campo davanti ad Alesia, dove Vercingetorix si era rinchiuso.

 


 

Anno 52 (settembre-ottobre) - Assedio di Alesia

 

Alesia

Alesia

Alesia, nei pressi della odierna Alise-St-Reine, è situata sul monte Auxois, alto circa 400 metri. Intorno scorrono due fiumi: l'Oze e l'Ozerain. Alcune colline, che si elevano fino a 400-450 metri, circondano Alesia. Una pianura, Laumes, alta circa 250 metri sul livello del mare, si estende per 4-5 chilometri tra i colli.

Vercingetorix si accampò accanto alle mura della città sul lato est. Costruì un muro a secco alto circa 2 metri ed un fossato. A disposizione aveva 80.000 fanti e i resti della cavalleria sconfitta nella battaglia di Digione.

Cesare circondò la città con una linea fortificata lunga circa quindici chilometri. La linea era sostenuta da 23 fortini presidiati giorno e notte. Gli accampamenti dei soldati romani vennero collocati lungo la linea fortificata. Le forze romane consistevano in dieci legioni, circa cinquantamila fanti, e nella cavalleria germanica.

 

Battaglia tra cavalieri

Uno scontro tra cavalieri si tramutò in una vera battaglia equestre. I Germani posero in fuga la cavalleria gallica che si ritirò al riparo della fortificazione, subendo numerose perdite.

 

Richiesta di aiuto

Vercingetorix decise di inviare la cavalleria a chiedere aiuto al popolo della Gallia:

- tutti gli uomini atti alle armi dovevano accorrere ad Alesia;

- l'esercito di soccorso doveva arrivare nel tempo più breve possibile perché le riserve alimentari a disposizione erano sufficienti solo per trenta giorni.

Vercingetorix abbandonò il campo fortificato e si ritirò all'interno della città.

 

La linea di fortificazione esterna

Venuto a conoscenza delle decisioni di Vercingetorix, Cesare ordinò la costruzione di una linea di fortificazione esterna per proteggere le legioni dagli attacchi che sarebbero venuti dall'esercito gallico di soccorso. La nuova cinta fortificata era lunga circa venti chilometri.

alesia-assediata

L'esercito di soccorso

I Galli si riunirono e decisero, contrariamente a quanto richiesto da Vercingetorix, di impegnare solo dei contingenti prefissati per ogni popolazione.

L'esercito gallico venne formato da:

- 35.000 Haeduii con i loro alleati (Segusiavi, Ambivareti, Aulerci, Brannovici, Blannovii);

- 35.000 Arverni con i loro alleati (Eleuteti, Cadurci, Gabali, Vellavii);

- 12.000 Sequani;

- 12.000 Senones;

- 12.000 Bituriges;

- 12.000 Santoni;

- 12.000 Ruteni;

- 12.000 Carnutes;

- 10.000 Bellovaci;

- 10.000 Lemovices;

- 8.000 Pictones;

- 8.000 Turones;

- 8.000 Parisii;

- 8.000 Helvetii;

- 5.000 Suessiones;

- 5.000 Ambiani;

- 5.000 Mediomatrici;

- 5.000 Petrocorii;

- 5.000 Nervi;

- 5.000 Morini;

- 5.000 Nitiobrogi;

- 5.000 Aulerci Cenomani;

- 4.000 Atrebates;

- 3.000 Veliocassi;

- 3.000 Viromandui;

- 3.000 Andes;

- 3.000 Aulerci Eburovici;

- 2.000 Rauraci;

- 2.000 Boi;

- 10.000 dalle popolazioni della Armorica (Coriosolites, Redones, Ambibarii, Caletes, Osismi, Veneti, Lexovii, Venelli).

In totale oltre 240.000 fanti e 8.000 cavalieri.

Il comando supremo venne affidato ad un quadrumvirato:

- Commius, che Cesare aveva fatto re degli Atrebates;

- Viridomarus e Eporedorix, i nobili edui che avevano accompagnato Cesare all'assedio di Gergovia;

- Vercassivellaunus, un arverno, cugino di Vercingetorix.

 

Espulsione dei non combattenti da Alesia

Per risparmiare le vettovaglie, il consiglio dei Galli ad Alesia decise di espellere dalla città tutti coloro che non erano atti al combattimento. Anche i Mandubii, che li avevano accolti nelle loro case, furono espulsi con le mogli e i figli.

Gli espulsi chiesero ai Romani di diventare loro schiavi pur di venire sfamati, ma Cesare vietò di accoglierli.

 

Arrivo dell'esercito di soccorso

L'esercito di soccorso stabilì il campo ad un chilometro e mezzo dalle fortificazioni esterne romane.

I Galli uscirono dalla città e disposero le truppe nella piana davanti alle fortificazioni interne romane.

L'assediato diventò Cesare che con cinquantamila uomini doveva difendersi dagli ottantamila di Alesia e dai duecentocinquantamila dell'esercito di soccorso.

 

La prima battaglia

La battaglia ebbe inizio a mezzogiorno con l'attacco della cavalleria gallica dall'esterno e terminò al tramonto. L'esito fu a lungo incerto. Poi i Germani concentrarono il loro attacco in un solo punto e riuscirono a respingere e a porre in fuga i Galli. Vercingetorix rientrò in città.

Alesia-1

 

La seconda battaglia

Dopo un giorno di intervallo, i Celti ripresero l'iniziativa. A mezzanotte i Galli sferrarono l'attacco dall'esterno. Immediatamente Vercingetorix fece una sortita. La battaglia continuò fino all'alba quando i Galli esterni si ritirarono. Vercingetorix fu costretto a rientrare in Alesia.

Alesia-2

 

La terza battaglia

I Romani avevano dovuto lasciare fuori delle loro fortificazioni il Mont Rea a causa della grandezza del suo perimetro. Alla base del colle, in discesa, correva la linea fortificata dove era stato posto un campo. Il presidio era costituito da due legioni guidate da Gaius Antistius Reginus e da Gaius Caninius Rebilus.

Sessantamila Galli furono scelti tra i migliori soldati e posti al comando di Vercassivellaunus per attaccare il colle. Durante la notte i Galli si avvicinarono al monte.

Verso mezzogiorno i Celti scatenarono l'attacco in diversi punti contro la linea fortificata dai Romani. La cavalleria gallica entrò nella piana. Vercingetorix uscì da Alesia.

La battaglia si estese lungo tutta la linea fortificata. Cesare si pose in una posizione alta per avere una visione complessiva del campo di battaglia.

Il punto più debole era la zona attaccata da Vercassivellaunus. Sei coorti, sotto il comando di Labienus, vennero mandate a sostenere Reginus e Rebilus.

Anche altre zone erano in difficoltà a causa del numero dei Galli. Cesare inviò in soccorso ai presidi le coorti di riserva prima con Decimus Iunius Brutus Albinus e poi con Gaius Fabius.

La cavalleria gallica nella piana venne respinta.

Labienus era sempre sottoposto agli attacchi delle forze preponderanti di Vercassivellaunus.

Cesare comandò alla cavalleria di aggirare le posizioni di Vercassivellaunus. Poi scese in campo per guidare il contrattacco. I legionari videro il suo mantello rosso. Uscirono dalle fortificazioni con la spada in mano. I Galli si difesero ma improvvisamente la cavalleria irruppe alle loro spalle. I Celti volsero in fuga proprio nel settore principale del combattimento. Vercassivellaunus venne catturato. Sedullus, capo dei Lemovices, venne ucciso.

I Galli avevano perso per la terza volta.

Vercingetorix, vedendo ormai l'inutilità di continuare a combattere, si ritirò in Alesia.

L'esercito di soccorso iniziò una disordinata ritirata. La cavalleria si lanciò all'inseguimento.

Verso mezzanotte la cavalleria raggiunse e travolse la retroguardia dei Galli in fuga.

L'esercito gallico cessò di esistere. I sopravvissuti tornarono nei loro territori.

 

Alesia-3

 

Dopo la vittoria

Il giorno dopo Vercingetorix si consegnò a Cesare. Anche gli altri capi e i difensori di Alesia si arresero.

Caesar e Vercingetorix

Ad ogni soldato venne dato un prigioniero come preda di guerra.

Poi Cesare si diresse nel paese degli Haedui, che fecero atto di sottomissione. Anche gli Arverni mandarono ambasciatori. Ventimila prigionieri arverni ed edui vennero liberati.

I quartieri d'inverno vennero così stabiliti:

- Labienus con due legioni e la cavalleria nel paese dei Sequani;

- Gaius Fabius e Lucius Minucius Basilus con due legioni nel paese dei Remi;

- Gaius Antistius Reginus con una legione nel paese degli Ambivareti;

- Titus Sextius con una legione nel paese dei Bituriges;

- Gaius Caninius Reginus con una legione nel paese dei Ruteni;

- Quintus Tullius Cicero a Cavillo, odierna Chalons-sur-Saône, nel paese degli Haedui;

- Publius Sulpicius a Matisco, odierna Maçon, nel paese degli Haedui;

- Cesare a Bibracte, capitale degli Haedui.

Avuta notizia della vittoria di Cesare, a Roma vennero indette celebrazioni per venti giorni.

 


Nomi di luoghi

 

Agedincum Senonum - Città della Gallia Celtica. Abitata dai Senones. Sens.

Albingaunum - Città. Albenga.

Albintimilium - Città. Ventimiglia.

Alesia - Città della Gallia Celtica. Alise-Sainte-Reine. Capitale dei Mandubi.

Alpis Cottia - Monte. Monginevro. Alpi Cozie. Alpes Cottiennes.

Alpis Poenina - Monte. Gran San Bernardo. Alpi Pennine. Tra il Piemonte e il Vallese.

Aquae Sextiae - Città della Gallia Narbonese. Aix-en-Provence. Nel 102 a.C. il generale romano Mario vi sconfisse i Teutoni che tentavano di invadere l'Italia.

Aquae Tarbellicae - Città della Aquitania. Dax.

Arausio - Città. Orange.

Arar - Fiume. Saona. Saône.

Arduenna - Foresta. Ardenne.

Arelate - Città della Gallia Narbonense. Arles.

Argentorate - Città. Strasburgo. Strasbourg.

Armorica - Nord-ovest della Gallia.

Argentomagus - Città della Gallia Celtica. Argenton-Saint-Marcel.

Atuatuca - Città della Gallia Belgica. Tongres. Tongeren.

Augusta Nemetum - Città. Vedi Noviomagus. Spira. Speyer.

Augusta Rauricorum - Città della Helvetia. Vedi Raurica.

Augusta Taurinorum - Città della Gallia Cisalpina. Fondata nel 28 a.C. dall'imperatore Augusto su un precedente insediamento dei Galli Taurini. Torino.

Augusta Treverorum - Città. Treviri. Trier.

Augusta Vindelicorum o Vindelicum - Città della Germania. Augusta.

Augustaritum - Città della Gallia. Limoges.

Augustobona - Città della Gallia. Troyes.

Augustodunum - Città della Gallia. Capitale degli Haedui. Autun.

Augustodurum - Città della Gallia. Bayeux.

Augustonemetum - Città della Gallia. Capitale degli Arverni. Clermont-Ferrand.

Augustoritum - Città della Gallia Celtica. Capitale dei Lemovices. Limoges.

Autricum - Città della Gallia Celtica. Abitata dai Carnuti. Chartres.

Aureliani - Città della Gallia. Orléans.

Avaricum - Città della Gallia Celtica. Capitale dei Bituriges Cubi. Bourges.

Aventicum - Città della Gallia. Avenches.

Axona - Fiume. Aisne.

Basilia - Città. Basilea. Basel. Bâle.

Bibracte - Città della Gallia. Capitale degli Haedui. Mont-Beuvray?. Sostituita da Augustodunum.

Bituriges - Città della Gallia Celtica. Capitale dei Bituriges Cubi. Bourges. Vedi Avaricum.

Bonna - Città della Germania . Bonn.

Borbetomagus - Città della Germania. Worms.

Bratuspantium - Città della Gallia Belgica. Capitale dei Bellovaci. Beauvais?

Brigantio - Città della Gallia. Briançon.

Burdigala - Città e porto della Aquitania. Bordeaux.

Cabillonum - Città. Chalon-sur-Saône.

Caesarodunum - Città della Gallia. Tours.

Camulodunum - Città della Britannia. Fondata dai Catuvellauni nel territorio dei Trinovantes. Lexden, presso Colchester.

Cantium - Regione della Britannia. Kent.

Calleva Atrebatum - Città della Britannia. Capitale degli Atrebates. Silchester.

Carcaso - Città della Gallia Narbonensis. Carcassonne.

Cenabum Carnutum - Città della Gallia Celtica. Capitale dei Carnuti. Orléans. Il nome attuale deriva da quello dell'imperatore Aureliano.

Cenabum Aureliani - Città. Vedi Cenabum Carnutum.

Colonia Agrippinensium - Città nel territorio degli Ubii. Colonia. Köln.

Colonia Ulpia Traiana - Città della Germania. Xanten.

Condate Redonum - Città della Gallia Celtica. Capitale dei Redones. Rennes.

Confluentes - Città della Germania. Coblenza. Koblenz.

Darioritum - Città della Gallia. Capitale dei Veneti. Vannes.

Divodurum - Città della Gallia. Metz.

Divona - Città della Gallia. Capitale dei Cadurci. Cahors.

Druentia - Città della Gallia. Durance.

Durcortorum - Città della Gallia belgica. Capitale dei Remi. Reims.

Elavier - Fiume. Allier.

Excingomagus - Città della Gallia. Exilles.

Forum Iulii - Città e porto della Gallia Narbonense. Nel 50 a.C. venne fondata da Giulio Cesare. Fréjus.

Gallia Cisalpina - Provincia romana. Italia settentrionale (Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Emilia, Trentino, Istria).

Gallia Narbonensis - Provincia romana. Gallia meridionale. Provence.

Garumna - Fiume. Garonna. Garonne.

Geneva - Città della Gallia Narbonense. Abitata dagli Allobroges. Ginevra. Genève.

Genua - Città della Gallia Cisalpina. Genova.

Gergovia - Città della Gallia Celtica. Capitale degli Arverni. Venne sostituita da Augustonenemetum (odierna Clermont-Ferrand).

Gorgobina - Città della Gallia Celtica. Abitata dai Boi.

Iuliobona - Città della Gallia Celtica. Lillebonne.

Iuliomagus Andecavorum - Città della Gallia Celtica. Angers.

Lemannus Lacus - Lago. Lago di Ginevra. Lac Léman.

Liger - Fiume. Loira. Loire.

Limonum - Città della Gallia Celtica. Poitiers.

Lingones - Città della Gallia Celtica. Langres.

Lugdunum - Città della Gallia. Fondata nel 43 a.C. da Lucius Munatius Plancus. Lione. Vi nacque l'imperatore Claudio.

Lutetia Parisiorum - Città della Gallia Celtica. Parigi. Paris.

Massalia - Città greca. Marsiglia. Marseille.

Matrona - Fiume. Marna. Marne.

Mediolanum - Città della Gallia Cisalpina. Milano.

Mediolanum Santonum - Città della Gallia Celtica. Capitale dei Santoni.

Mogontiacum - Città della Germania. Magonza. Mainz.

Mosa - Fiume. Mosa. Meuse.

Narbo Martius - Città della Gallia Narbonense. Narbona. Narbonne.

Nemausus - Città della Gallia Narbonense. Nîmes.

Nicaea - Città della Gallia Cisalpina. Nizza. Nice.

Noviodunum - Città della Gallia Belgica. Capitale dei Suessiones. Trasferita ad Augusta Suessionum sull'Axona. Soissons.

Noviodunum - Città della Gallia Celtica. Abitata dai Bituriges. Sancerre,

Noviodunum - Città della Helvetia. Nyon.

Noviodunum - Città della Gallia Celtica. Abitata dagli Haedui. Nevers.

Noviomagus - Città. Capitale dei Batavi. Nimega. Nijmegen.

Noviomagus - Città della Germania. Vedi Augusta Nemetum. Spira. Speyer.

Noviomagus Regesium - Città della Britannia. Chichester.

Octoduros - Città del Vallese. Capitale dei Veragri. Forum Claudii Vallensium. Martigny.

Petrocorii - Città della Gallia. Périgeux.

Portus Itius - Porto sul Canale della Manica. Punto di partenza verso la Britannia. Boulogne? Wissant?

Portus Namnetum - Città della Gallia. Nantes.

Pyrenaei - Monti. Pirenei.

Raurica - Città della Helvetia. Fondata nel 43 a.C. da Lucius Munatius Plancus. Basilea.

Rhenus - Fiume. Reno. Rhin.

Rhodanus - Fiume. Rodano. Rhône.

Rigomagus - Città della Germania. Remagen.

Rotomagus - Città della Gallia. Rouen.

Sabis - Fiume. Sambre o Selle.

Samarobriva - Città. Capitale degli Ambiani. "Ponte sulla Samara". Amiens.

Samara - Fiume. Somme.

Segontium - Città della Britannia. Caernarvon.

Sequana - Fiume. Senna. Seine.

Sion - Città del Vallese. Capitale dei Seduni.

Sotium - Città dell'Aquitania. Capitale dei Sotiati.

Tamesis - Fiume della Britannia. Tamigi.

Tolosa - Città della Gallia Narbonense. Tolosa. Toulouse.

Turicum - Città. Zurigo. Zürich.

Turones - Città della Gallia. Tours. Vedi Caesarodunum.

Uxellodunum - Città della Gallia. Puy d'Issoloud.

Vellaunodunum - Città della Gallia Celtica.

Venta Belgarum - Città della Britannia. Capitale dei Belgae. Winchester, Hampshire.

Verulamium - Città della Britannia. Capitale dei Catuvellauni. St. Albans.

Vienna - Città della Gallia Narbonense. Capitale degli Allobroges. Vienne.

Vindonissa - Città della Svizzera. Windish. Non lontano da Zurigo.

 


Nomi di popoli

Abricantui - Popolo celta. Armorica.

Allobroges - Popolo celta.

Ambiani - Popolo celta. Gallia Belgica.

Ambibarii - Popolo celta.

Ambiliati - Popolo celta.

Ambivareti - Popolo celta.

Ancalites- Popolo celta. Britannia.

Andes - Popolo celta.

Arverni - Popolo celta.

Atrebates - Popolo celta. Gallia Belgica.

Atrebates - Popolo celta. Britannia. Capitale Calleva Atrebatum. Silchester.

Atuatuci - Popolo celta. Gallia Belgica.

Aulerci - Popolo celta. Armorica.

Aulerci Eburovices - Popolo celta. Armorica.

Aulerci Diablintes - Popolo celta. Armorica.

Ausci - Popolo celta. Aquitania.

Batavi - Popolo germanico.

Belgae - Popolo celta. Britannia. Capitale Venta Belgarum.

Bellovaci - Popolo celta. Gallia Belgica.

Bibroci - Popolo celta. Britannia.

Bigerriones - Popolo celta. Aquitania.

Bituriges Cubi - Popolo celta.

Bituriges Vivisci - Popolo celta.

Blannovii - Popolo celta.

Boi - Popolo celta.

Brannovici - Popolo celta.

Britanni - Popolo celta.

Cadurci - Popolo celta. Gallia Celtica.

Caleti - Popolo celta. Gallia Belgica.

Carnutes - Popolo celta.

Cassi - Popolo celta. Britannia.

Catuvellauni - Popolo celta. Britannia. Capitale Verulamium.

Cenimagni - Popolo celta. Britannia.

Cenomani - Popolo celta.

Ceresi - Popolo celta. Gallia Belgica.

Cimbri - Popolo germanico.

Cocosates - Popolo celta. Aquitania.

Condrusi - Popolo germanico. Gallia Belgica.

Coriosolites - Popolo celta. Armorica.

Eburones - Popolo celta. Gallia Belgica.

Eleuteti - Popolo celta.

Elusati - Popolo celta. Aquitania.

Eudosii - Popolo germanico. Sedusi.

Esuvii - Popolo celta.

Gabali - Popolo celta. Gallia Celtica.

Garunni - Popolo celta. Aquitania.

Gates - Popolo celta. Aquitania.

Haedui - Popolo celta. Edui.

Harudi - Popolo germanico. Arudi.

Helvetii - Popolo celta. Elvezi.

Latovici - Popolo celta.

Lemovices - Popolo celta. Capitale in età imperiale Augustoritum. Limoges.

Lexovii - Popolo celta. Noviomagus Lexiovorum. Lisieux.

Lingones - Popolo celta. Abitanti nel terriorio dell'odierna Langres.

Mandubii - Popolo celta. Aveva per capitale Alesia.

Marcomanni - Popolo germanico.

Mediomatrici - Popolo celta. Gallia Belgica.

Meldi - Popolo celta.

Menapii - Popolo celta. Gallia Belgica. Abitanti del Brabante.

Morini - Popolo celta. Gallia Belgica.

Nantuates - Popolo celta.

Nemetes - Popolo celta. Abitanti nel territorio dell'odierna Speier.

Namnetes - Popolo celta. Armorica. Nantes.

Nervii - Popolo celta. Gallia Belgica.

Nitiobroges - Popolo celta. Gallia Celtica.

Osismii - Popolo celta. Armorica.

Parisii - Popolo celta. Gallia.

Parisii - Popolo celta. Britannia. Abitanti nell'attuale Yorkshire.

Pemani - Popolo celta. Gallia Belgica.

Petrocorii - Popolo celta.

Pictones - Popolo celta. Poitou.

Ptianii - Popolo celta. Aquitania.

Rauraci seu Raurici - Popolo celta.

Redones - Popolo celta.

Remi - Popolo celta. Gallia Belgica.

Ruteni - Popolo celta. Gallia Celtica.

Santoni seu Santones - Popolo celta.

Seduni - Popolo celta.

Segni - Popolo germanico. Gallia Belgica.

Segontiaci - Popolo celta. Britannia. Esisteva una città di nome Segontium (Caernarvon, nel Galles).

Segusiavi - Popolo celta.

Sequani - Popolo celta.

Sibuzates - Popolo celta. Aquitania.

Sotiati - Popolo celta. Aquitania.

Suebi - Popolo germanico. Svevi.

Suessiones - Popolo celta. Gallia Belgica.

Sugambri - Popolo germanico.

Tarbelli - Popolo celta. Aquitania.

Tarusati - Popolo celta. Aquitania.

Tectosages - Popolo celta.

Tenctheri - Popolo germanico.

Teutoni - Popolo germanico.

Tigurini - Popolo celta.

Treveri - Popolo celta misto con elementi germanici.

Triboci - Popolo germanico.

Trinovantes - Popolo celta della Britannia.

Tulingi - Popolo celta.

Tungri - Popolo celta. Gallia Belgica. Abitanti nel territorio dell'odierna Tongres, Tongeren.

Turoni - Popolo celta.

Ubii - Popolo germanico.

Unelli - Popolo celta. Vedi Venelli. Armorica.

Usipetes - Popolo germanico.

Vangiones - Popolo germanico. Abitanti nel territorio dell'odierna Worms.

Vellavii - Popolo celta.

Veragri - Popolo celta.

Venelli - Popolo celta. Vedi Unelli. Armorica.

Veliocassi - Popolo celta. Gallia Belgica.

Veneti - Popolo celta. Armorica.

Viromandui - Popolo celta. Gallia Belgica.

Vocati - Popolo celta. Aquitania.

Vocontii - Popolo celta.

Volci Arecomici - Popolo celta.

 


Nomi di persone

Accius - Ambasciatore dei Remi.

Acco - Capo della fazione antiromana dei Senones.

Adiatuanos - Capo dei Sotiates.

Ambiorix - Capo degli Eburones.

Andecomborius- Ambasciatore dei Remi.

Ariovistus - Generale germanico della tribù degli Svevi.

Boduognatus - Generale dei Nervi.

Camulogenus - Generale dei Parisii.

Carvilius - Uno dei quattro re del Cantium.

Cassivellaunus - Capo dei Britanni.

Catuvolcus - Capo degli Eburones.

Cavarillus - Nobile eduo. Capo della fanteria.

Cavarinus - Re dei Senones. Amico dei Romani.

Celtillus - Capo degli Arverni. Padre di Vercingetorix.

Cingetorix - Capo della fazione filo-romana dei Treveri.

Cingetorix - Uno dei quattro re del Cantium.

Commius - Capo degli Atrebates. Inizialmente filoromano, poi passò nel partito avverso.

Conconnetodumnus - Capo dei Carnutes. Antiromano.

Convictolitavis - Capo degli Haedui. Antiromano.

Cotus - Capo degli Haedui. Rivale di Convictolitavis.

Decimus Iunius Brutus Albinus - Legato di Cesare. Sarà uno dei congiurati che uccideranno Cesare.

Diviciacus - Capo della fazione filo-romana degli Edui. Fratello di Dumnorix.

Dumnorix - Capo della fazione antiromana degli Edui. Fratello di Diviciacus.

Eporedorix - Nobile eduo. Inizialmente amico di Cesare, poi antiromano.

Eporedorix - Generale eduo antiromano. Fratello di Vercingetorix.

Gaius Antistius Reginus - Legato di Cesare.

Gaius Caninius Rebilus - Legato di Cesare.

Gaius Fabius - Legato di Cesare.

Gaius Trebonius - Legato di Cesare.

Gaius Valerius Domitianus - Figlio di Caburus. Comandante degli Helvii.

Gaius Valerius Procillus - Ambasciatore di Cesare presso Ariovisto. Figlio di Gaio Valerio Carburo, divenuto cittadino romano per concessione di Gaio Valerio Flacco.

Gaius Volcacius Tullus - Ufficiale di Cesare.

Gneus Pompeius - Triumviro.

Gutruatus - Capo dei Carnutes. Antiromano.

Indutiomarus - Capo della fazione antiromana dei Treveri.

Litaviccus - Generale degli Haedui. Antiromano.

Lucius Arunculeius Cotta - Legato di Cesare.

Lucius Minucius Basilus - Ufficiale di Cesare.

Lucius Munatius Plancus - Legato di Cesare. Appoggiò i congiurati del 44.

Lucius Roscius Fabatus - Legato di Cesare.

Lucterius - Generale di Vercingetorix. Cadurco.

Mandubracius - Figlio del re dei Trinovantes.

Marcus Iunius Silanus- Legato di Cesare.

Marcus Licinius Crassus - Questore di Cesare. Figlio maggiore del triumviro Marcus Licinius Crassus.

Marcus Maecius - Ambasciatore di Cesare presso Ariovisto. Legato da vincolo di ospitalità con Ariovisto.

Marcus Trebonius Gallus - Ufficiale di Cesare.

Moristagus - Re dei Senones. Fratello di Cavarinus.

Publius Crassus - Legato di Cesare. Figlio del triumviro Marcus Licinius Crassus. Morirà con il padre combattendo in Mesopotamia.

Publius Sulpicius Rufus - Legato di Cesare.

Quintus Atrius - Ufficiale di Cesare.

Quintus Cicero - Legato di Cesare. Fratello di Marcus Tullius Cicero. Sarà suo avversario nella guerra civile con Pompeo. Approverà l'assassinio di Cesare.

Quintus Pedius - Legato di Cesare.

Quintus Titurius Sabinus - Legato di Cesare.

Quintus Velanius - Ufficiale di Cesare.

Sedullus - Capo dei Lemovices.

Segovax - Uno dei quattro re del Cantium.

Servius Galba - Legato di Cesare.

Tasgetius - Re dei Carnutes.

Taximagulus - Uno dei quattro re del Cantium.

Titus Labienus - Legato di Cesare. Sarà suo avversario nella guerra civile con Pompeo.

Titus Sextius - Legato di Cesare.

Titurius Sabinus - Legato di Cesare.

Titus Sillius - Ufficiale di Cesare.

Titus Terrasidius - Ufficiale di Cesare.

Valetiacus - Capo degli Haedui. Padre di Cotus.

Vercassivellaunus - Nobile arverno. Cugino di Vercingetorix.

Viridomarus - Nobile eduo.

Viridovix - Capo dei Venelli.

Vortico - Nobile dei Nervii. Amico dei Romani.


Sistemi di misura

 

1 miliarum spatium = 1,479 Km

1 passus = 1,479 metri

1 pes = 29,6 centimetri

1 digitus = 1,84 centimetri

 

Miglia
KM
1 1,479
2 2,958
3 4,437
4 5,916
5 7,395
6 8,874
7 10,353
8 11,832
9 13,311
10 14,79

 

Passi
Metri
1 1,479
10 14,79
100 147,9
200 295,8
300 443,7
400 591,6
500 739,5
600 887,4
700 1035,3
800 1183,2
900 1331,1
1000 1479

 

 


Riferimenti bibliografici:

Caio Velleio Patercolo

Storia romana

Rizzoli

Cassio Dione

Storia romana

Rizzoli

Floro

Epitome di storia romana

Rusconi

Giulio Cesare

De bello gallico

Bompiani

Giulio Cesare

Le guerre in Gallia

Mondadori

Giulio Cesare

La guerra gallica

Einaudi

Plutarco

Vite parallele

Mondadori

Strabone

Geografia - Iberia e Gallia (libri III e IV)

Rizzoli

Svetonio

Vite dei Cesari

Rizzoli

 

Canfora L.

Giulio Cesare - Il dittatore democratico

Laterza

Carcopino J.

Giulio Cesare

Rusconi

Ellis P. B.

L'impero dei Celti

Piemme

Jehne M.

Giulio Cesare

Il Mulino

Michelet J.

Storia di Roma

Rusconi

Mommsen Th.

Storia di Roma antica

Sansoni

Mommsen Th.

Le Provincie romane - Da Cesare a Diocleziano

Sansoni

Piganiol A.

Le conquiste dei Romani

EST

Scullard H. H.

Storia del mondo romano

Rizzoli

Zecchini G.

Vercingetorige

Laterza

 

 
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